Apple TV è di sicuro tra le piattaforme che più di altre ci hanno abituato a produzioni di altissima qualità: titoli interessanti, contraddistinti da una grande cura produttiva e da storie ben scritte che spaziano per toni, tematiche e genere. Una di queste è Widow's Bay, una produzione che da subito definiremmo sorprendente perché fa dell'equilibrio e della buona scrittura il suo obiettivo principale.
La serie vanta un cast perfetto - tra cui spiccano Matthew Rhys e Kate O'Flynn - e si sviluppa in 10 episodi che vi porteranno su una montagna russa fatta di risate e più di uno spavento, dove l'inquietudine regna sovrana tanto quanto la comedy. L'obiettivo primario di questa produzione, infatti, è proprio quello di farvi ridere e allo stesso tempo rabbrividire, trasportandovi su un'isola dove la vita scorre lenta, i cellulari non prendono e la popolazione tramanda strane storie legate alla sua sanguinosa colonizzazione e ad antichi eventi soprannaturali.
Un'isola maledetta al centro della storia
La storia ruota attorno a Widow's Bay, un lembo di terra a 40 miglia dalla costa del New England, e al suo sindaco, Tom Loftis, un uomo che sta cercando in tutti i modi di rendere l'isola una meta turistica. Per farlo, dopo vari tentativi, riesce a invitare un giornalista del New York Times per fargli provare l'esperienza di questo "piccolo paradiso". Peccato che proprio in quei giorni inizino ad accadere cose inquietanti, spingendo i cittadini a temere che le numerose leggende locali siano reali. Tom, ovviamente scettico all'inizio, cerca di minimizzare e razionalizzare ogni avvenimento, ma quando lui stesso diventa testimone di eventi spaventosi, incubi e strane apparizioni, le cose iniziano a complicarsi. Riuscirà a far fronte all'ignoto mantenendo comunque buon senso e sangue freddo?
Il trionfo della commedia horror
Widow's Bay è principalmente una serie corale il cui cast, con al centro un magistrale Matthew Rhys, è talmente ben diretto e affiatato da rendere il passaggio dalla commedia all'horror assolutamente impeccabile e naturale. L'ottima scrittura della creatrice Katie Dippold (non nuova al genere grazie al reboot al femminile di Ghostbusters e Haunted Mansion) e il suo team di registi - tra cui spicca il talento visivo di Hiro Murai - fa il resto. La serie ha l'enorme merito di dosare alla perfezione le sue due anime in un'alternanza vincente di risate, momenti di pura follia e attimi di inquietudine dove lo spavento sembra sempre dietro l'angolo.
Interessanti anche i tanti trope dell'horror classico presenti, usati come mezzo propulsivo per la narrazione oltre che per mettere i vari personaggi (primo tra tutti il sindaco) davanti alle proprie fragilità e ai desideri nascosti. L'ambiente ristretto dell'isola e la cadenza nel disvelare i vari misteri rendono Widow's Bay impossibile da abbandonare. Pur non avendo sempre un ritmo serratissimo, ogni elemento viene affrontato rendendo gli abitanti dell'isola gli assoluti protagonisti. Ognuno di loro, pur aderendo ad uno specifico cliché, è supportato da una scrittura granitica e sorprendente.
Brillante, in particolare, l'idea di impedire ai personaggi l'uso degli smartphone attraverso uno stratagemma plausibile: questo espediente rende l'atmosfera non solo inquietante ma efficacemente claustrofobica, alzando a dismisura il livello della tensione e regalando, al contempo, esilaranti siparietti comici durante le conversazioni ai vecchi telefoni fissi.
Widow's Bay: un'estetica curata nei minimi dettagli
La regia non è da meno, inanellando una serie di trovate visive vincenti che omaggiano profondamente e allo stesso tempo dissacrano alcune delle situazioni più iconiche del genere soprannaturale. Tra nebbia, ombre, misteriose presenze e leggende oscure, ogni inquadratura racconta qualcosa. Persino gli arredi sullo sfondo non sono mai casuali, confermando un'attenzione ai dettagli che colpisce fin dal primo episodio e si mantiene salda anche nei successivi.
Widow's Bay è quindi uno show di altissimo livello sia dal punto di vista narrativo che tecnico; una serie che sa come spaventare senza prendersi sul serio, che propone personaggi macchiettistici eppure, in qualche modo, autentici e veri. Un piccolo gioiello da non perdere, che sa stupire e divertire in ogni suo aspetto.
Conclusioni
Widow’s Bay è una sorprendente dark comedy capace di bilanciare magistralmente risate e puro terrore. Sorretta da una scrittura solida e da un cast corale in stato di grazia guidato da Matthew Rhys, la serie destruttura i classici trope del genere soprannaturale con intelligenza e ironia. L'ottima regia e le brillanti intuizioni narrative, come l'assenza di smartphone che amplifica sia l'atmosfera claustrofobica che i tempi comici, rendono lo show un piccolo gioiello in grado di spaventare e divertire senza mai prendersi troppo sul serio.
Perché ci piace
- Le interpretazioni di un cast affiatato e ben diretto.
- La perfetta commistione tra horror e commedia.
- Alcune ottime trovate narrative.
- Una regia attenta ai particolari.
Cosa non va
- Il ritmo non sempre serrato potrebbe scontentare chi si aspetta qualcosa di maggiormente dinamico.