We Can Be Heroes su Netflix, il regista Robert Rodriguez: “L’arte è un superpotere: spero di fare una saga”

Intervista a Robert Rodriguez, regista di We Can Be Heroes, sequel di Sharkboy e Lavagirl, che spera di trasformare in una saga.

INTERVISTA di 27/12/2020
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We Can Be Heroes: Pedro Pascal in una foto del film

Robert Rodriguez, padre di cinque figli, ha sempre detto di voler fare film che anche la sua prole potesse godersi. Così, nel 2001, ha dato il via a una saga molto fortunata, quella di Spy Kids, che al momento conta quattro capitoli. Al genere "ragazzi dai grandi poteri" appartiene anche Le avventure di Sharkboy e Lavagirl in 3-D e ora, giusto in tempo per Natale, arriva su Netflix We Can Be Heroes, sequel di quel film del 2005.

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We Can Be Heroes: un'immagine del film Netflix

In We Can Be Heroes Sharkboy e Lavagirl sono ormai adulti e hanno avuto anche una figlia, che possiede i poteri di entrambi. Come loro, anche altri supereroi hanno avuto dei bambini, come Marcus Moreno (Pedro Pascal), padre della super intelligente Missy (YaYa Gosselin). Quando lui e tutti gli altri eroi della Terra vengono sconfitti e rapiti da una misteriosa stirpe aliena, tocca ai loro figli salvare il mondo.

Abbiamo parlato delfilm Netflix proprio con il regista Robert Rodriguez*, che spera di poter trasformare We Can Be Heroes in un franchise, proprio come ha già fatto con Spy Kids.

La video intervista a Robert Rodriguez

We Can Be Heroes, recensione: su Netflix l'avventura è un affare di famiglia

We Can Be Heroes: l'arte come superpotere

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We Can Be Heroes: Boyd Holbrook in una scena del film

In questo film una dei piccoli eroi ha come superpotere la sua voce: secondo te l'arte può essere un superpotere?

Certo: l'arte è un superpotere. Ci credo fermamente. Quando i bambini si approcciano all'arte capisci che è qualcosa di magico: qualcosa ti attraversa e a volte può anche predire il futuro. Molte volte mi è successo di aver disegnato cose che poi si sono avverate. È come se le avessi viste. Percepisci qualcosa quando crei. Essere un artista ti fa vivere in un mondo magico: è per questo che gli artisti amano essere artisti. C'è qualcosa di magico. Ho preso questa idea che per me è molto vera, non so se la scienza lo conferma, che l'arte sia magica: i bambini si avvicinano perché vogliono i superpoteri. E scoprono che possiede davvero dei poteri mistici! Mia figlia più grande disegna sempre sul suo iPad, fa dei disegni incredibili: immagina personaggi e situazioni. Canta anche in continuazione per casa e nel film c'è un'altra ragazza che canta, usa la sua voce come superpotere: ho pensato a mia figlia creando questi personaggi. Penso che piacerà anche ai bambini: diranno anche io canto sempre, potrebbe essere il mio superpotere! L'arte è un superpotere: è un'ottima osservazione.

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We Can Be Heroes: Pryianka Chopra in una foto del film

We Can Be Heroes e l'importanza di essere bravi genitori

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We Can Be Heroes: Taylor Dooley in una scena del film

In questo film c'è molta speranza nelle nuove generazioni: si dice che la generazione successiva è sempre più evoluta. Il problema sono gli adulti. Secondo te quindi cosa ci rende buoni genitori?

Un bravo genitore capisce che non sa tutto: ho cinque figli, l'ho imparato. Bisogna ascoltare le loro idee e guidarli il più possibile. Non bisogna essere opprimenti, ma dei mentori: amici, confidenti, coach. I buoni insegnanti ti dicono che imparano più loro dagli studenti che non il contrario. Bisogna voler imparare da loro, perché ti parlano delle loro idee. Questo rapporto è una parte importante del film e, se riusciremo a farne altri, anche dei successivi. È vero: essendo uno di dieci figli e padre di cinque ragazzi voglio mettere in questi film parte di ciò che ho imparato. E magari essere d'aiuto ad altri genitori. Mostrare che si può essere complici con i propri figli, non solo genitori.