Voyage of Time: la meraviglia della vita secondo Terrence Malick

Terrence Malick torna a parlare del senso della vita e della bellezza dell'universo con Voyage of Time: Life's Journey, documentario sognato da 40 anni che completa la riflessione cominciata con The Tree of Life. La voce fuori campo è della magnifica Cate Blanchett.

Stelle, galassie, la bellezza inquietante dello spazio profondo e l'incommensurabilmente piccolo delle cellule umane, i cromosomi, il DNA, il ghiaccio e il fuoco, il cielo e la terra, la danza elegante delle meduse e quella nervosa degli esseri umani, ultimi ospiti in ordine temporale della Terra ma tra i suoi figli più feroci e ingegnosi. Terrence Malick torna a parlare dei temi che più lo affascinano: il senso della vita, il ruolo dell'uomo nel mondo, la bellezza muta e imperturbabile della natura in contrasto con gli affanni e le preoccupazioni degli esseri umani, creature affascinanti quanto complesse, creature mortali capaci di concepire pensieri infiniti.

Voyage of Time: Life's Journey - una suggestiva immagine del documentario
Voyage of Time: Life's Journey - una suggestiva immagine del documentario

Malick realizza un sogno concepito 40 anni fa

Presentato in concorso alla 73. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, Voyage of Time: Life's Journey si pone l'obiettivo, estremamente ambizioso, di raccontare il mistero della vita in 90 minuti, partendo dall'origine dell'universo fino all'arrivo dell'uomo sul pianeta azzurro, per proiettarlo poi verso un futuro incerto, fatto di mancanza di rispetto per la natura e i propri simili. Concepito negli anni '70, il documentario aveva originariamente il titolo di Q e, nelle intenzioni dell'autore, avrebbe dovuto raccontare le origini della vita sulla Terra.

Voyage of Time: Life's Journey - un'immagine del documentario di Malick
Voyage of Time: Life's Journey - un'immagine del documentario di Malick

Grazie all'aiuto di diversi documentaristi, Malick ha raccolto per anni immagini splendide del nostro mondo, che lo hanno portato a concepire quel capolavoro di poesia e bellezza che è The Tree of Life, vincitore della Palma d'Oro a Cannes nel 2011. Ora, a cinque anni di distanza, le immagini non utilizzate per il film con protagonista Jessica Chastain sono finite in Voyage of Time, che mostra al pubblico la stessa meraviglia vista nella precedente opera, ma questa volta senza dei personaggi a fare da filo conduttore. Come unica guida il film utilizza infatti la splendida voce narrante di Cate Blanchett, che rivolge a una presenza indefinibile, e al pubblico, gli interrogativi che si pone il regista-filosofo.

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Il mistero della vita raccontato da immagini dalla bellezza abbagliante

Voyage of Time: Life's Journey - una scena del documentario
Voyage of Time: Life's Journey - una scena del documentario

A fare da ulteriore appendice alla visione del regista sarà inoltre Voyage of Time - The IMAX Experience, 40 minuti raccontati questa volta da Brad Pitt, anche produttore della versione estesa e di The Tree of Life, di cui è anche protagonista. Ormai da anni Malick ha portato il suo cinema nei territori della poesia e della metafisica, seguendo un percorso artistico e filosofico che ne fa uno degli artisti più unici e affascinanti del nostro tempo, un visionario con la testa tra le stelle il cuore tra gli esseri umani.

Voyage of Time: Life's Journey - un'immagine del documentario
Voyage of Time: Life's Journey - un'immagine del documentario

Proprio loro sono il cuore del film e della sua ricerca, creature allo stesso tempo semplici e complesse, capaci delle più grandi opere di ingegno e delle efferatezze più atroci. Non è un caso quindi che le figure umane del film siano mostrate con filmati sgranati girati in 35mm, in netto contrasto con le immagini nitide e splendide della natura, quella madre che allo stesso tempo consola e rimane in silenzio, a volte grembo accogliente a volte natura matrigna. Solo in un caso gli uomini hanno il loro momento di bellezza: nella loro forma più primitiva, quando si specchiano per la prima volta in un corso d'acqua, comprendendo, attraverso il proprio riflesso, la magnificenza sublime e il mistero insondabile della coscienza umana. Non è un cinema facile quello di Malick, destinato principalmente a chi possiede una sensibilità che trova piacere nell'immediatezza emotiva di arti come la poesia e la musica, richiedendo ancora una volta al pubblico di lasciarsi semplicemente travolgere dalla commozione suscitata dalla bellezza.

Movieplayer.it

3.5/5