The Strangers - Prey at Night

2018, Horror

The Strangers – Prey at Night: il ritorno dei tre assassini mascherati è più violento ma non fa paura

Per il seguito di The Strangers, ottimo successo al botteghino nel 2008, il regista Johannes Roberts e gli sceneggiatori puntano su una maggiore dose di azione e violenza ma non sono in grado né di appassionare né di spaventare.

Strangers: Prey at Night, Bailee Madison in una scena del film

A ben dieci anni dall'uscita del primo film e a seguito di numerosi rinvii nella produzione, dopo essere uscito nelle sale statunitensi lo scorso 9 marzo arriva anche in Italia The Strangers - Prey at Night, seguito del fortunato film del 2008 The Strangers scritto e diretto da Bryan Bertino con protagonista Liv Tyler che, costato appena 9 milioni di euro, ne incassò ben 82 nei cinema di tutto il mondo.

Bertino, i cui successivi Mockingbird - In diretta dall'inferno (2014) e The Monster (2016) si sono rivelati due flop commerciali (il primo negli States è stato distribuito direttamente in home video e il secondo è passato in sala solo per un paio di settimane), questa volta è tornato in qualità di sceneggiatore affiancato da Ben Ketai, mentre la regia è stata affidata a Johannes Roberts, reduce dal buon successo al botteghino di 47 metri.

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The Strangers - Prey at Night: Damian Maffei in una scena del film

Un po' remake, un po' reboot

The Strangers: Prey at Night, Christina Hendricks e Martin Henderson in una scena

Più che un vero e proprio sequel, The Strangers - Prey at Night è in realtà un'operazione a metà tra remake (diverse dinamiche e situazioni già viste nella pellicola del 2008 vengono ricalcate pedissequamente) e reboot (evidente è la volontà, nel tentativo di lanciare un franchise horror low budget, di riproporre un soggetto di base con alcune variazioni a un pubblico ignaro del film precedente). Se in The Strangers una coppia in crisi veniva assediata all'interno di una casa sperduta della provincia americana da tre giovani assassini mascherati assetati di sangue, qui a tentare di scampare dalla follia omicida dei medesimi personaggi, in un luogo diverso ma altrettanto isolato, è una famiglia in cui il padre e la madre sono alle prese con i turbamenti adolescenziali della figlia che si appresta ad andare al college.

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Assenza di credibilità

The Strangers - Prey at Night: Emma Bellomy in una scena del film

Come già The Strangers, anche The Strangers - Prey at Night risulta più interessante nella primissima parte in cui ci si concentra sui problematici rapporti tra i protagonisti (in questo caso l'adolescente Kinsey che non si sente compresa dai genitori, i quali a propria volta vivono con disagio la loro incapacità di migliorare le cose) rispetto a quando si giunge al vero e proprio cuore del film con i personaggi costretti a lottare per la sopravvivenza. Nel film del 2008, però, c'era una carismatica Liv Tyler a catalizzare l'attenzione dello spettatore e Bryan Bertino, oltre a costruire con buona efficacia un'atmosfera di tensione di fondo, ritraeva la provincia statunitense in maniera a tratti affascinante e originale.

The Strangers - Prey at Night: Christina Hendricks e Bailee Madison in una scena del film

Questo nuovo lavoro invece, nonostante sia discretamente diretto da Roberts e possa contare sulle valide interpretazioni di Christina Hendricks (la madre), Martin Henderson (il padre) e Lewis Pullman (il figlio), trova nella giovane Bailee Madison (la figlia) una protagonista femminile piuttosto debole e punta su una serie di sviluppi narrativi talmente poco credibili da annullare praticamente qualsiasi possibilità di immedesimazione.

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Più azione e violenza, meno coinvolgimento

The Strangers - Prey at Night: una scena del film

Il film scritto a quattro mani da Bryan Bertino e Ben Ketai, infatti, in più occasioni si spinge decisamente troppo in là nello sfidare la sospensione di incredulità dello spettatore e finisce per uscirne con le ossa rotte. Se si escludono due o tre jump scares in realtà neppure particolarmente ingegnosi, The Strangers - Prey at Night si trascina per tutta l'ora e venti di durata in maniera piatta, senza guizzi, fino a un finale che pesca a piene mani nei cliché del genere di riferimento e arriva persino ad avere il sapore della presa in giro. In questo modo la scelta di puntare molto più rispetto a The Strangers sull'azione, la violenza nonché lo scontro fisico tra i protagonisti e i tre maniaci mascherati, che sulla carta avrebbe potuto risultare vincente portando a un maggior coinvolgimento, viene completamente vanificata da una sceneggiatura non all'altezza.

The Strangers – Prey at Night: il ritorno dei tre...
Luca Ottocento
Redattore
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