The Last Movie Stars, il documentario su Paul Newman e Joanne Woodword: "Un'eredità che andava raccontata"

È stato presentato alla Festa del Cinema di Roma il progetto targato HBO Max creato e diretto da Ethan Hawke, drammatizzazione narrativa di interviste inedite volute da Paul Newman. Lo ha raccontato in conferenza stampa Melissa Newman, figlia del compianto idolo cinematografico.

Tout Paul Newman Joanne Woodward
The Last Movie Stars: Joanne Woodward e Paul Newman in un'immgine

Sale sul palco vestita con un elegante abito nero, sfavillanti orecchini e una sciarpa fantasia intorno al collo. Rivelerà solo alla fine che si tratta di un vestito indossato dalla madre a una vecchia edizione degli Emmy Award, di gioielli regalatigli dal padre e di un accessorio formato da alcune foto ricamate dei volti dei suoi genitori. Lei è Melissa Newman, una delle figlie dei compianti Paul Newman e Joanna Woodword, protagonisti postumi e in qualche modo indiretti del bel The Last Movie Stars di Ethan Hawke, documentario targato HBO Max dedicato alla lunga storia d'amore delle due star, al lavoro e all'attivismo, alla famiglia e anche all'ego. A raccontare sul palco della Festa del Cinema di Roma insieme alla Newman il progetto, la concezione, i perché e lo sviluppo, anche i produttori Emily Wachtel (amica di famiglia) e Adam Gibbs.

A mutare rispetto ad altri documentari è l'approccio e il valore narrativo del racconto, che si dipana attraverso la lettura di alcune vecchie e inedite interviste richieste da Paul Newman per un memoir letterario poi abbandonato. Hawke ha chiamato attori come George Clooney, Laura Linney, Bobby Cannavale, Vincent D'Onofrio, Rose Byrne e Oscar Isaac di leggere e interpretare questi magnifici documenti, dando vita e respiro a una storia d'amore straordinaria, impressionante eredità delle star che furono e grande testimonianza di cinquant'anni di storia americana.

Un lavoro brillante

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The Last Movie Stars: una foto di Joanne Woodward e Paul Newman

"Sapete, è stata Emily a presentarci l'idea", rivela una raggiante Melissa Newman: "È un'amica di famiglia di vecchia data ed è stata lei a trovare il coraggio di scavare negli sgabuzzini, trovando poi tutto questo materiale. A me e ai miei fratelli è sembrata un'idea meravigliosa, una favola d'amore rilevante e anche articolata, nell'idea stessa che due persone possano restare sposate per così tanto tempo ed essere sempre innamorate l'una dell'altra. Inoltre devo dire che il lavoro d'impostazione di Ethan Hawke è davvero brillante". Gli fa eco la Watchel: "Il progetto nasce infatti nel 2015. Non volevo che questa eredità scomparisse nel nulla. Non potevo permetterlo", spiega la produttrice, incantata nell'animo dall'inseparabilità di queste star, qualcosa di realmente raro oggigiorno: "Erano meravigliosi amanti, meravigliosi vicini, attivisti, genitori, amici. Erano belle persone ma purtroppo la gente ha cominciato a dimenticarsene. Ecco perché abbiamo deciso di produrre il progetto: per tramandare la loro memoria. Ed è stato un onore poter girare questo documentario su di loro".

Ne è convinto anche Adam Gibbs: "Le giovani generazioni non hanno familiarità con queste star e volevamo che si avvicinassero il più possibile per scoprirle". Aggiunge la Watchel: "In fondo non è un semplice racconto d'amore, di famiglia o di Hollywood. Ethan sostiene che attraversando così tanto tempo, The Last Movie Stars sia un involontario quanto favoloso spaccato degli Stati Uniti d'America, un racconto dal background storico importante. Sono profondamente d'accordo".

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Caffè amaro

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The Last Movie Stars: un'iconica immagine di Joanne Woodward e Paul Newman

Nelle parole postume di Paul Newman e Joanne Woodward si legge un diverso rispetto nei confronti della stampa, che a sua volta non superava confini ben demarcati. Erano altri tempi, altri personaggi, costumi sociali meno sbottonati. Proprio per questo, forse, c'era più naturalezza nel racconto, anche personale e intimo. "C'era un rapporto differente con il giornalismo", sostiene la Newman: "Certe linee erano insuperabili e per questo gli artisti avevano modo di raccontarsi più in profondità. Era questione di equilibrio, un do aut des ricolmo di fiducia che permetteva tanto alla stampa quanto agli attori una certa stabilità". C'è da dire che, oltre al lavoro, Newman e la Woodward non amavano il lato glamour di Hollywood, non come si potrebbe immaginare: "Io sono cresciuta nel Connecticut, lontana da Hollywood", ricorda la figlia, definendosi una sorta di yankee: "I miei volevano soprattutto essere attori e artisti, lavorare in quel senso, ed erano meno attratti dal resto. Ricordo che mio padre era più affascinato e divertito dal lavoro di ricerca per preparare un ruolo che dall'interpretazione in sé. Casa nostra poi era un crogiolo di sceneggiatori, dialoghi sul valore dell'attore e sul cinema in generale, confronti, star".

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The Last Movie Stars: un'immagine di Joanne Woodward e Paul Newman

Impossibile allora non citare i preferiti, per Melissa Newman: "Adoravo quando i loro ego si scontravano sull'idea stessa dell'interpretazione di un personaggio, ragionando sul processo. Mio padre era anche una mente politica, amava parlarne, mentre mia madre era un'attivista decisa. Se mi chiedeste qual è la cosa che ho fatto di più nella mia infanzia, risponderei marciare. Marciavamo per ogni cosa, in difesa di ogni diritto. Ricordo anche col sorriso il terribile caffè amaro e forte che faceva mio padre. O i cani che ora mia madre non ricorda nemmeno di aver mai lavato". E conclude sull'ego, anche al centro di uno spezzone del film: "È vero, c'era Paul Newman e c'era anche Joanne Woodword. Personalità forti e precise, riconoscibili. Ma dico sempre che tra loro, a mantenere viva la relazione e l'amore, c'era anche un terzo elemento, che era la relazione stessa, l'ego di coppia. Ed è così che loro sono riusciti a crescere insieme per tutto questo tempo".