Per deontologia professionale siamo tenuti a specificare che chi scrive, oltre ad essere un critico e un appassionato di animazione giapponese è altresì un sincero ammiratore del mondo enologico (e gastronomico). Di conseguenza la notizia di una trasposizione animata del manga originale, Kami no Shizuku, aveva già attirato la nostra attenzione e l'occasione di poterne parlare su queste pagine era decisamente troppo allettante per farsela sfuggire.
Complice anche una presentazione del primo episodio della serie durante il Comicon di Napoli 2026, alla presenza del produttore di Pony Canyon Yuki Watanabe e del responsabile di Crunchyroll Nobuhiko Kurosu, ci siamo fatti accompagnare in questo affascinante mondo dalle note fruttate di un ottimo rosso prodotto da Andrea Vitagliano, titolare e sommelier dell'omonima una cantina irpina.
Il nettare degli Dei
Shizuku Kanzaki è un giovane manager di un'azienda produttrice di birre che sta per essere trasferito alla neonata divisione enologica. Shizuku non è affatto entusiasta della novità, visto che sembra provare nei confronti del vino un rapporto ambivalente: non l'ha mai bevuto e non l'apprezza particolarmente, tuttavia sembra avere una conoscenza approfondita dell'argomento, oltre che un'incredibile abilità di percepirne aromi e struttura.
Il mistero è presto svelato: Shizuku è il figlio di Toyotaka Kanzaki, il più rinomato e apprezzato critico enologico del Giappone, e uno dei più famosi sommelier al mondo. Il rapporto con il famoso padre, però, è stato vissuto con molto dolore da Shizuku, che imputa al padre di averlo trascurato e di avergli sempre preferito le preziose bottiglie della sua collezione.
Alla morte improvvisa del genitore, Shizuku scopre con dolore che il padre non solo aveva deciso di tenergli nascosto l'avvicinarsi della fine, ma di aver anche segretamente adottato Issei Tomine, "il principe dei sommelier", un giovane e ambizioso critico che sta iniziando la sua scalata ai vertici di questo mondo.
Il testamento del grande critico, poi, sembra l'ultima beffa: l'intera, inestimabile collezione dei suoi vini andrà in eredità a chi tra i due figli, quello naturale e quello adottivo, saprà meglio descrivere un misterioso vino, per poi partire alla ricerca dei "12 Apostoli", i dodici migliori vini del mondo, incluso il leggendario "Nettare degli dei".
La difficile arte di percepire note di ciliegia con un retrogusto di mandorla
Per capire bene il complesso mondo dei vini, un paio di curiosità possono essere utili: al momento, la bottiglia di vino più costosa è un Romaneé Conti, annata 1945, venduto a una recente asta per la modica (si fa per dire) cifra di 750.000 Euro. Ma non è affatto raro imbattersi in bottiglie di Chateau Lafitte da ventimila e passa Euro o, se preferite rimanere in ambito italico, una bottiglia di pregiatissimo Barolo Riserva Monfortino potreste portarla a casa e stapparla (con molta attenzione!) a poco più di mille euro.
Tuttavia la particolarità di questo incredibile prodotto, come dicono nel primo episodio della serie e come ha confermato il sommelier Vitagliano, è che non è affatto detto che un vino venduto a un prezzo decisamente più "popolare" sia per questo disprezzabile. Tutt'altro.
Un vino è il prodotto di un territorio, di un'azienda, spesso di una famiglia, che ne cura la produzione in ogni minimo dettaglio, di una ricerca attenta a ogni passaggio, dalla coltivazione delle uve ai processi di fermentazione e all'imbottigliamento, fino al momento in cui non viene servito nel calice, pronto a restituire tutta la sua complessa storia tra colore, profumo e sapore.
Lascia perdere la tecnica e goditi l'emozione
Proprio l'esperienza sinestetica, in cui l'aroma e il gusto del vino colpiscono i protagonisti della serie con effetti caleidoscopici e voluttuosi come nella migliore tradizione dei "reaction anime" (tranquilli: non si arriva agli estremi di Food Wars!) rappresenta l'elemento più interessante di questo nuovo anime. Assieme, ovviamente, a tutte le nozioni tecniche e storiche che vengono elargite dai vari personaggi per spiegare questo mondo così incredibile.
In effetti, dal punto di vista tecnico la serie lascia alquanto a desiderare e lo sforzo dello staff guidato dal regista Kenji Itoso è chiaramente orientato più alla narrazione che alla cura nei disegni e nelle animazioni.
La contrapposizione tra Shizuku e Issei, accompagnati da un cast di personaggi secondari sempre più nutrito (tra cui spicca l'eccentrico critico enologico Robert Doi, straordinario) promette uno scontro non solo di conoscenze, ma molto più emotivo e legato al passato e alla figura titanica di Toyotaka Kanzaki.
Il manga originale, creato da Shu Okimoto e Tadashi Agi, edito da Kodansha (e colpevolmente ancora inedito in Italia, che pure è uno dei paesi più importanti nel mondo dei vini di alto livello), è un vero e proprio cult e vanta, tra serie principale e spin off vari, più di sessanta volumetti. C'è quindi molto da raccontare. La serie animata è ora disponibile in streaming su Crunchyroll, ma per completezza vi segnaliamo che è anche disponibile una serie live action su Apple TV, già arrivata alla seconda stagione, a dimostrazione della validità e del fascino di questo titolo.
Conclusioni
Sgombriamo subito il campo dalle critiche: The Drops of God è una serie tecnicamente mediocre, ulteriormente penalizzata dall'assenza del doppiaggio italiano. Ma, d'altra parte, il valore di questo titolo non è nella tecnica, ma nell'emozione e nella particolarità dell'argomento, che viene trattato con competenza e passione. Se siete disposti a soprassedere sulle evidenti carenze tecniche, e vi interessa conoscere il meraviglioso mondo del vino, può essere senz'altro da prendere in considerazione.
Perché ci piace
- L'argomento è affascinante e trattato con dovizia di particolari e passione.
- Robert Boi.
- Utilissimo per fingersi esperti di vini pregiati.
Cosa non va
- Animazioni e disegni appena accettabili.