L'adolescente Cameron e sua madre Katherine sono in fuga dal padre del ragazzo, un uomo violento dal quale cercano di allontanarsi il più possibile, facendo ogni volta perdere le loro tracce. Quello che dovrebbe rappresentare un nuovo inizio nella cittadina di Wolf Hollow si trasforma però presto in qualcosa di molto diverso per la famiglia.
Il protagonista di The Dogs infatti comincia a essere testimone di fenomeni sempre più misteriosi e inquietanti, che culminano con le apparizioni di un bambino e dei suoi genitori: Cameron vede e "respira" il passato della casa, un passato legato alla morte dei suoi precedenti proprietari e ora pronto a tormentarlo. Ma oltre ai fantasmi veri e propri madre e figlio dovranno affrontare una minaccia ben più tangibile e ambientarsi per il giovane non sarà per nulla semplice, complice anche quella casa infestata pronto a metterlo alla prova.
The Dogs: can che abbaia non morde
Diciamolo sin da subito, il titolo è alquanto ingannevole così come le varie locandine e immagini promozionali. Vuoi per limiti di budget, vuoi per i deficit di una sceneggiatura indubbiamente lacunosa, di questi cani presuntivamente demoniaci vediamo ben poco, un paio di brevi apparizioni che non giustificano il battage pubblicitario loro indirizzato.
Adattamento del romanzo di Allan Stratton, The Dogs è infatti un horror sulla famiglia o meglio sulla relativa disgregazione, sulle mancanze e sulle violenze che si celano tra le mura domestiche, in una narrazione che smarrisce il senso di cosa voleva raccontare finendo per limitarsi a una statica reiterazione di archetipi, con la tensione quale grande, ingiustificata, assente nell'ora e mezzo di visione. Difficile che anche lo spettatore maggiormente impressionabile possa spaventarsi in questa storia di rimossi e tragedie dimenticate, che vorrebbe a tratti guardare a un certo cinema di Del Toro senza possederne un briciolo dell'ispirazione.
Una trama che manca il bersaglio
Il dramma privato rimane così piuttosto convenzionale, mentre quello soprannaturale viene introdotto attraverso una serie di indizi via via sempre più scontati, affidando poi il ruolo di effettivo villain a quel padre-orco che nella seconda metà torna a tormentare i personaggi principali, anche qui con forzature non da poco in fase di scrittura.
Lo stesso Cameron, che dovrebbe essere il centro emotivo dell'intera vicenda, resta una figura appena abbozzata, vittima di bullismo tra i banchi della nuova scuola e tormentato dalla turbolenta separazione dei genitori, che ha influito non poco sul suo carattere. La progressiva scoperta dei misteri legati alla fattoria dovrebbe costruire un percorso di formazione attraverso il quale permettergli di affrontare le proprie paure personali, ma tutto è talmente esplicito che viene difficile credere a quanto accadente su schermo.
Volti e luoghi del film
The Dogs non ha la solidità del thriller e non garantisce un'anima horror degna di tal nome, latitando nell'approfondire a dovere il dramma psicologico. Non aiuta un cast pressoché anonimo, a cominciare dal giovane Donovan Colan a cui comunque va dato atto almeno di provarci. Impalpabile invece la madre di Kathleen Munroe e lo sparuto numero di figure secondarie che ruotano loro intorno, unicamente posizionate come pedine stereotipate in un contesto relazionale che sa di già visto.
L'ambientazione di campagna, con quella fattoria isolata che avrebbe potuto diventare un luogo realmente perturbante e carico di incognite, non riesce a sfruttare a dovere sia gli spazi esterni che quelli interni, con la regia di Valerie Buhagiar - che pur aveva ben impressionato con il precedente e intimo dramma Carmen (2021) - che non trova mai la giusta quadra.
L'atmosfera rimane in questo modo spesso piatta, con la messa in scena che manca di soluzioni efficaci per trasformare la potenziale ambiguità del paesaggio in una presenza narrativa a se stante. La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un prodotto televisivo dilatato fino alla durata di un lungometraggio, che aveva già consumato quanto aveva da dire in una quarantina di minuti e si limita ad allungare il brodo inutilmente.
Conclusioni
Ci troviamo davanti ad un horror che sembra quasi vergognarsi di esserlo e che cerca nella propria dimensione drammatica e introspettiva un'alternativa, senza riuscirvi. The Dogs, un titolo e una locandina quanto mai ingannevoli, avrebbe potuto raccontare un trauma privato attraverso il fantastico, ma la gestione del sovrannaturale è talmente annacquata e prevedibile da rendere impalpabile il versante fantasmatico. Non va meglio al presunto coming-of-age del giovane protagonista, che resta ingabbiato tra stereotipi e forzature, cali di ritmo e le lacune di una sceneggiatura che esaurisce ben presto quanto aveva da dire.
Perché ci piace
- Qualche potenzialità in fase di sceneggiatura...
Cosa non va
- ...che non trova adeguato responso nell'effettiva messa in scena.
- Paura e tensione ai minimi.
- Sa tutto di già visto.