Supernatural 14, la recensione della penultima stagione

La recensione di Supernatural 14: la prossima stagione sarà l'ultima, così la quattordicesima si è chiusa con un finale promettente dopo un'annata incostante.

RECENSIONE di 29/04/2019
Supernatural: Jensen Ackles, Misha Collins e Jared Padalecki nell'episodio Let the Good Times Roll
Supernatural: Jensen Ackles, Misha Collins e Jared Padalecki nell'episodio Let the Good Times Roll

"Siamo a fine partita," direbbe un certo Stregone Supremo: Supernatural si concluderà nel 2020 dopo ben quindici anni e più di trecento episodi che i fan dei fratelli Winchester hanno seguito tra alti e bassi. Come scoprirete nella nostra recensione di Supernatural 14, questa penultima annata non è stata certo tra le migliori, più che altro perché ci è sembrata non avere una direzione precisa. L'introduzione del multiverso, lo scorso anno, aveva tutte le carte in regola per scuotere una struttura che da qualche anno continuava a inciampare su cliché dopo cliché, ma gli sceneggiatori hanno abbandonato presto quell'idea per tornare a battere una strada già percorsa troppe volte, salvo poi cambiare idea all'improvviso, piantando semi che non sono germogliati completamente fino alla fine.

Ciao Michele, addio Michele

Nel midseason finale avevamo lasciato Dean (Jensen Ackles) nuovamente alle prese con Michele, l'arcangelo malvagio dell'universo parallelo che ha posseduto il suo corpo per compiere varie malefatte nel nostro. Nel giro di una sola puntata, le parti si rovesciano ed è Dean a intrappolare Michele nella sua stessa mente, togliendolo temporaneamente di torno. Questo lo sapevamo già perché nella nostra recensione dell'episodio 300 vi abbiamo raccontato di come Dean, in possesso di un potente manufatto, avesse riportato erroneamente in vita John Winchester (Jeffrey Dean Morgan) invece di desiderare la distruzione di Michele, costantemente in procinto di liberarsi. L'arcangelo è stato insomma una debole spada di Damocle sulla testa dei Winchester, fin quando non ci ha pensato direttamente Jack (Alexander Calvert) a disintegrarlo, trasformandosi definitivamente in un potentissimo Nephilim.

Supernatural: Alexander Calvert e Mark Pellegrino nell'episodio Let the Good Times Roll
Supernatural: Alexander Calvert e Mark Pellegrino nell'episodio Let the Good Times Roll

La seconda parte della stagione si è quindi concentrata su una serie di problematiche che, forse, avrebbero dovuto respirare un po' di più. Da una parte c'è stato Nick (Mark Pellegrino) e la sua ossessione di farsi ripossedere da Lucifero: una svolta che ancora fatichiamo a capire, forse dovuta alla necessità di mantenere l'ottimo attore nel cast anche se su di lui e sull'angelo caduto si era detto ormai davvero tutto quello che c'era da dire. Contemporaneamente, la trasformazione di Jack ha lentamente eroso la sua percezione della differenza tra bene e male, rendendolo un onnipotente pericolo ambulante. Questa sottotrama, che ha poi avuto un ruolo fondamentale, è stata fin da subito la più interessante, ma si è risolta nel giro di poche puntate, sminuendo l'importanza del legame instauratosi precedentemente tra i Winchester e il figlio di Lucifero.

Cadono come mosche

Supernatural Episodio 300 3
Supernatural: Samantha Smith e Jeffrey Dean Morgan nell'episodio Lebanon

Non che questa seconda tranche di episodi abbia avuto conseguenze irrilevanti sulla storia, attenzione. Lo scontro con Michele ha diminuito considerevolmente le forze dei Winchester nel bunker dei Letterati e l'evoluzione di Jack ha incrinato il rapporto tra Dean e Castiel (Misha Collins) quando quest'ultimo ha notato l'apatia del ragazzo e non ha riferito nulla ai protagonisti: la sua scelta ha indirettamente condotto alla morte di Mary (Samantha Smith) per mano dell'incauto e incontrollabile Jack. Ancora una volta, gli sceneggiatori hanno deciso di alimentare il drama infierendo sulla famiglia Winchester, ma la soluzione ci è sembrata forzata e stucchevole, specialmente perché Mary è sempre stato un personaggio poco curato che abbiamo visto a singhiozzi dopo la sua resurrezione. La sua nuova dipartita sembrerebbe definitiva e pare così che la madre dei Winchester abbia raggiunto il marito nell'Aldilà.

Supernatural: Jared Padalecki in una scena dell'episodio Let the Good Times Roll
Supernatural: Jared Padalecki in una scena dell'episodio Let the Good Times Roll

A proposito del Paradiso, Supernatural è tornato a sfiorare le sempre più incomprensibili cospirazioni celesti con un susseguirsi di angeli al comando che ha avuto poco senso e che si è concluso con la morte di Dumah (Erica Cerra) e una nuova generazione di angeli prodotti da Jack, ma anche questo aspetto della trama è stato trattato in maniera troppo superficiale, come se dovesse avere ramificazioni imperscrutabili. Abbiamo infine perso anche lo stesso Nick, ucciso da Jack poco prima che riuscisse a riportare Lucifero in scena, e tutto questo ha indotto i Winchester a prendere la difficile decisione di intrappolare il ragazzo nello stesso sarcofago che avrebbe dovuto rinchiudere Dean e Michele insieme. Un piano che naturalmente è fallito nel season finale.

Dio è tornato

Se le ultime puntate di questa stagione sono state caotiche e artificialmente drammatiche, spaziando da una minaccia all'altra senza una rotta precisa da seguire, dandoci la netta impressione che gli autori fossero confusi sulla strada da prendere forse anche a causa di un rinnovo insicuro fino all'ultimo momento, dobbiamo ammettere che il finale ci ha invece convinto a restare a bordo anche per l'ultima annata. Pur soffrendo l'assenza di Bobby (Jim Beaver, comparso brevemente nel penultimo episodio) e di Rowena (Ruth Connell) il season finale è riuscito a restringere il campo intorno ai Winchester, con un Sam (Jared Padalecki) particolarmente in difficoltà, e a Jack. È ormai diventata una questione di famiglia e l'episodio scritto da Andrew Dabb ha marciato sulla determinazione di Dean e sul suo desiderio di vendetta nei confronti di un essere potentissimo e introvabile.

Supernatural: Rob Benedict nell'episodio The Real Ghostbusters
Supernatural: Rob Benedict nell'episodio The Real Ghostbusters

La soluzione è arrivata direttamente dall'alto. Dabb ha riportato in scena Chuck (Rob Benedict) e il suo distaccato senso di paternità nei confronti dell'universo che si insinua in una serie di dialoghi irriverenti ma anche molto intelligenti tra lui, Castiel e i Winchester. Il colpo di scena è servito: Dean si rifiuta di uccidere Jack per conto di Dio e quest'ultimo si tradisce, confermando i sospetti di Sam. La tragica vita dei Winchester non è stata altro che uno spettacolo avvincente costruito ad hoc per lo spasso di Dio e ora l'intero mondo dovrà pagare il prezzo della loro disubbidienza. Nel mentre, Jack si risveglia nel Vuoto con Billie (Lisa Berry) e la scacchiera è pronta per lo scontro decisivo nella prossima stagione: i Winchester contro nientepopodimeno che Dio in persona. Un Dio, tuttavia, che non ci ha convinti del tutto. Dabb sembrerebbe aver rovesciato completamente la melanconica caratterizzazione del personaggio che abbiamo conosciuto nell'ottima stagione dieci, trasformandolo in un villain qualunque. Se si tratta veramente di lui, lo scopriremo soltanto tra qualche mese.

Conclusioni

Come abbiamo evidenziato in questa recensione di Supernatural 14, la stagione si è chiusa con un finale intrigante, ma dobbiamo ammettere di aver faticato a seguire la seconda metà dell'annata che, a parte qualche ottimo episodio come l'ultimo o il trecentesimo, ci è sembrata decisamente debole e sconclusionata. Possiamo solo sperare che l'anno prossimo, avendo una meta precisa e definitiva da raggiungere, la longeva epopea dei Winchester si concluda nel migliore dei modi.

Movieplayer.it

2.0/5

Voto medio

4.0/5

Perché ci piace

  • Lo sviluppo di Jack.
  • Il colpo di scena con Dio.

Cosa non va

  • L'assenza di una direzione precisa.
  • L'incostanza delle varie sottotrame.