Sons of Anarchy

2008 - 2014

Sons of Anarchy: le 10 morti più sconvolgenti della serie

Sons of Anarchy compie dieci anni e in attesa dello spinoff Mayans MC, ne approfittiamo per rievocare le 10 morti più tragiche e sconvolgenti mostrate nella serie creata da Kurt Sutter.

Charlie Hunnam e Ron Perlman in una scena dell'episodio Albification di Sons of Anarchy

Il mondo creato da Kurt Sutter dieci anni fa con Sons of Anarchy ritornerà a poche ore dal decimo anniversario del debutto della serie originale con lo spinoff Mayans MC, con il quale il network FX si propone di ripetere l'incredibile successo ottenuto dalla storia, un po' western e shakespeariana, di Jackson "Jax" Teller. I fan potranno quindi forse scoprire qualche dettaglio di quanto accaduto dopo il tragico finale con cui si è detto addio agli spettatori attraverso la storia di Ezekiel "EZ" Reyes (J.D. Pardo), alle prese con una vita da cui sembra impossibile fuggire, proprio come accaduto al vice-presidente, poi leader, di SAMCRO (Sons of Anarchy Motorcyle Club, Redwood Original).
Lo show che ha debuttato il 3 settembre 2008 sugli schermi americani ha trasportato gli spettatori in un mondo di crimini, codici da rispettare anche a costo di sacrificare se stessi e chi si ama, amori, prostituzione, amicizie e tradimenti davvero mortali. La famiglia, di sangue e allargata, di Jax ha scritto importanti pagine della storia della televisione, celebrando lo stile narrativo del suo creatore e la bravura del cast, conducendo dopo sette stagioni e quasi 100 episodi a un epilogo inevitabile e straziante.

Uno degli elementi che ha contraddistinto fin dall'inizio Sons of Anarchy è stato però il coraggio, un po' spietato, con cui non si è esitato a far uscire di scena, con modalità cruente ed estremamente violente, molti dei personaggi.
Gli script realizzati hanno saputo fondere insieme un dramma familiare a personaggi delineati con attenzione e cura, riuscendo così a mettere sempre in primo piano una rappresentazione di individui ricchi di sfumature e realistici, con fragilità e dubbi, persino nelle loro reazioni più dure.
Il numero di morti avvenute nello show è talmente alto che risulta davvero impossibile tenere il conto, ma per celebrare il decimo compleanno dello show e l'arrivo dei Mayans in tv, possiamo provare a riepilogare i dieci morti più sconvolgenti di Sons of Anarchy a cui hanno assistito gli spettatori.

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Charlie Hunnam e Ron Perlman in una scena del pilot di Sons of Anarchy

10. La sparatoria durante la veglia per 'Coglione solitario'

Sonsmortehale

La terza stagione della serie si apre con l'incredibile malinconia suscitata dalla morte di Kip "Coglione solitario", Gemma che si rifugia dal padre poco prima del suo inevitabile ricovero in una casa di riposo dove possa essere assistito mentre la sua demenza senile peggiora e Jax in crisi dopo il rapimento di Abel. Negli ultimi minuti della puntata, dopo la veglia in onore di Kip, un gruppo di uomini spara in corsa sui presenti, investendo David Hale (Taylor Sheridan) che perde la vita, e ferendo un bambino, situazione che porta il protagonista interpretato da Charlie Hunnam a risvegliarsi dal suo torpore e picchiare selvaggiamente uno dei colpevoli. Hale non era forse una delle presenze più amate dai fan, tuttavia aveva dimostrato di possedere una coscienza e di cercare realmente di agire per il bene di Charming, e la sua uscita di scena improvvisa e sanguinosa merita di essere citata tra i momenti più sorprendenti e drammatici.

9. La fine delle sofferenze di Otto

Sonsmorteotto

Il creatore della serie Kurt Sutter si è ritagliato nello show il ruolo da guest star di Otto Delaney, un membro di SAMCRO che sta scontando una lunga pena nella prigione di Stockton. Il personaggio, introdotto nella prima stagione, incarna la lealtà portata all'estremo nei confronti del suo club e ha uno dei percorsi più drammatici. Dopo la morte della moglie Luann, Otto si vendica e viene poi condannato a morte, riuscendo comunque ad agire per il bene del club e arrivando persino a tagliarsi le vene pur di avvicinarsi in infermeria a un russo che aveva fatto del male a Jax per ucciderlo. L'entrata in scena di Lee Toric, il fratello di una sua vittima, lo spinge a strapparsi letteralmente la lingua coi denti e a subire terribili violenze, anche sessuali. Nella sesta stagione Otto incontra Clay (Ron Perlman in una delle sue interpretazioni migliori) e riesce finalmente ad avere la sua vendetta, uccidendo in modo brutale l'ex sceriffo e perdendo la vita venendo colpito da numerosi colpi d'arma da fuoco sparati dagli agenti intervenuti.
L'intera storia di Otto Delaney è contraddistinta da momenti sconvolgenti e la sua fine, attesa così a lungo, rimane una delle sequenze più drammatiche e indimenticabili delle sette stagioni, quasi quanto il lancio della lingua contro il vetro che lo separa dai federali che lo vorrebbero trasformare in una spia.

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8. L'esecuzione di Bobby

Sonsmortebobby

Tra i personaggi più amati dai fan della serie c'è sicuramente Bobby Munson, interpretato da Mark Boone Junior. La sua intelligenza e calma, nonostante la capacità di entrare in azione quando necessario, e dettagli più leggeri come il suo lavoro come imitatore di Elvis Presley, lo rendono quasi una figura paterna per Jax e gli altri membri, dimostrando preoccupazione quando sembra si stia per perdere il controllo. Nel momento in cui viene rapito dagli uomini di August Marks e subisce delle mutilazioni, i suoi amici decidono di agire per salvarlo. Quando lo scambio sembrava concludersi in modo positivo, Moses Cartwright lo uccide sparandogli alla testa per dare una lezione a Jax. L'effetto sorpresa e l'ormai legame emotivo che si era stabilito tra gli spettatori e il personaggio hanno reso quel momento ancora più drammatico e sconvolgente, soprattutto sapendo che la lunga scia di sangue è stata causata dalla menzogna detta da Gemma per salvare il rapporto con il figlio.

7. La morte di Dawn

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Tig (Kim Coates), con le sue fobie, le stranezze, gli scoppi di violenza e lo strano senso dell'umorismo è diventato, stagione dopo stagione, uno dei personaggi più interessanti e apprezzabili di Sons of Anarchy. Il personaggio è spesso al centro di momenti inaspettatamente esilaranti, come quando deve aiutare Tara e Gemma a far sparire il cadavere di una badante, e anche di una delle scene più drammatiche delle sette stagioni. L'introduzione di sua figlia Dawn ha inoltre fatto emergere il suo lato più sensibile, nella settima stagione al centro di un memorabile dialogo tra il motociclista e Venus, rendendolo ancora più umano e simpatico. Nel quinto ciclo di episodi Tig deve però fare i conti con gli sbagli compiuti in passato quando il pericoloso gangster Damon Pope decide di vendicare la morte della figlia bruciando viva Dawn di fronte agli occhi del padre. La straziante sequenza viene poi seguita dai momenti in cui l'uomo piange dopo aver recuperato il cadavere della figlia, passaggio che, senza troppi dubbi, avrà fatto commuovere innumerevoli spettatori.

6. L'uscita di scena di Unser

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L'ex sceriffo Wayne Unser (Dayton Callie), nonostante sia emerso con il tempo il fatto che avesse preferito accordarsi con il club pur di avere una città di Charming priva di violenza e morte, desiderio non avveratosi, è stata una presenza costante pronta ad aiutare gli altri se in difficoltà, soprattutto figure innocenti come Tara o la sua grande amica Gemma. Non è però stato il cancro in fase terminale a farlo uscire di scena, ma Jax che pur di affrontare la madre, dopo aver scoperto la verità sull'omicidio di Tara, gli spara uccidendolo. Pochi minuti dopo il protagonista toglierà la vita anche alla propria madre, in una delle scene in cui Charlie Hunnam dimostra di essere in grado di interpretare anche le scene più impegnative e complicate a livello emotivo. La morte di Gemma, sicuramente drammatica e portata sullo schermo con grande attenzione per il significato metaforico di alcuni elementi, non sorprende però quanto quella di Unser, giunto al capolinea della sua esistenza per provare a proteggere una delle sue più grandi amiche.

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5. Il sacrificio di Opie

Sons Opie

Inaspettata e imprevedibile è stata anche l'uccisione di Opie (Ryan Hurst), consapevole di andare incontro a morte quasi certa quando decide di prendere il posto di Jax, che ha stretto un accordo con Damon Pope, venendo quindi ucciso pur di permettere agli altri membri del club che sono stati incarcerati di essere rilasciati. La sequenza, con il suo grande amico Jax e gli altri amici costretti ad assistere è particolarmente tragica e scrive un epilogo drammatico alla storia del personaggio dopo quanto accaduto in passato al grande amico del protagonista, dalla morte della moglie Donna, uccisa per errore al suo posto, alla relazione con la sua nuova consorte Lyla terminata con un litigio e un tradimento, senza inoltre dimenticare l'uccisione di suo padre Piney da parte di Clay, convinto che fosse in possesso di alcune lettere che dimostravano come la madre del padre di Jax non fosse stata accidentale.

4. L'addio di Juice

Sonsjuice

Il personaggio di Juice Ortiz, interpretato da Theo Rossi, stagione dopo stagione si è ritagliato un posto sempre più importante tra le fila del club e tra le preferenze dei fan. A farlo emergere nel gruppo è la sua sensibilità e fragilità che lo portano persino a tentare il suicidio dopo essere stato coinvolto dagli agenti federali che vogliono incastrare i suoi amici e aver ucciso Miles mentre cercava di non far scoprire il suo legame con lo sceriffo Roosevelt. Il giovane preferirebbe infatti morire pur di non rimanere da solo e stringe dei legami con Clay e, nell'ultima stagione, Gemma, che gli causeranno ancora più problemi mentali e sofferenza. Proprio nel tentativo di non essere espulso, Juice si fa arrestare per entrare nella prigione di Stockton e uccidere Henry Lin, dove subisce violenza sessuale da parte di Ron Tully (ruolo affidato a Marilyn Manson) e, successivamente, dagli membri della Triade che non vendicano la sua morte perché vogliono sfruttare il giovane per uccidere il capo della Fratellanza Ariana. Juice è però consapevole che questo danneggerebbe SAMCRO e chiede a Tully di ucciderlo, ponendo come unica condizione di poter prima finire di mangiare la sua fetta di torta. L'immagine di un ragazzo così fragile e tormentato dai propri demoni interiori, che ha subito così tanta violenza fisica e psicologica, giacere in una pozza di sangue è una delle scene più tristi e drammatiche dell'intero show.

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3. L'esecuzione di Clay e Gemma

Sons Gemma

Pur essendo entrambe inevitabili, le morti di Clay (Ron Perlman) e Gemma (Katey Sagal) rappresentano uno dei passaggi più tragici nella storia di Jax che si ritrova, in due momenti molto diversi, a uccidere chi ha amato. La situazione del protagonista enfatizza le influenze shakespeariane che caratterizzano lo show e il tradimento compiuto in passato dalla coppia nei confronti di John Teller, elemento ispirato proprio dalla storia di Amleto, è uno degli elementi che portano i due personaggi verso un destino impossibile da evitare. L'uccisione di Clay, seppur pianificata e annunciata, non risulta priva della sua carica tragica grazie alla scelta di inserire nella sequenza anche la presenza di Gemma e Tara, che si ritrovano a diventare testimoni del terribile gesto. L'esecuzione della madre da parte di Jax è incredibilmente ricca di sofferenza perché il figlio, come aveva rivelato, nonostante tutte le terribile azioni compiute, ama ancora la madre. L'uscita di scena dei due protagonisti segna a sua volta l'inarrestabile discesa del protagonista interpretato da Charlie Hunnam verso gli inferi, ormai totalmente trascinato nel tunnel di violenza e morte da cui voleva fuggire per vivere serenamente accanto ai figli e all'amata Tara.

2. La tragica morte di Tara

Sons Tara

La morte di Tara (Maggie Siff), al termine di una stagione in cui la dottoressa aveva fatto davvero di tutto, persino fingere un aborto, pur di assicurare ai figli un futuro distante dalla violenza che contraddistingue chi ha a che fare con SAMCRO, risulta ancora particolarmente dolorosa perché giunta al termine di un percorso drammatico che l'ha portata a rendersi conto di quanto sia negativo il suo profondo amore incondizionato per Jax, sentimento che l'ha radicalmente trasformata e traportata in un tunnel senza via d'uscita. Gli attimi che precedono il brutale attacco compiuto da Gemma la vedono, dopo tanto tempo, finalmente serena e con la speranza di un futuro migliore, situazione che causa ancora più tristezza nell'assistere alla sua definitiva sconfitta. Il personaggio interpretato da Maggie Siff è stato a lungo una delle presenze più "sane" e stabili in un mondo fuori controllo e la sua morte ha lasciato un vuoto davvero incolmabile.

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1. L'epilogo della serie

Jaxdeath

Non è forse il momento più sconvolgente, ma la morte di Jax rappresenta la degnna conclusione di un percorso iniziato all'insegna della redenzione e finito nella dannazione.
L'intera puntata suscita delle profonde emozioni negli spettatori che hanno seguito la sua storia, in particolare quando ammette: "Non sono un uomo buono. Sono un criminale e un assassino. Ho bisogno che i miei figli crescano odiando il pensiero di me". L'unico modo per non condannarli alla sua stessa vita, infatti, è liberarli dalla sua eredità, bruciando ogni possibile fonte di ammirazione ed evitando di essere considerato un eroe.
La scelta di utilizzare nell'ultima puntata la donna senza tetto come una presenza metaforica della morte sulla Terra, che gli ricorda come sia giunto il momento prima di consegnargli un mantello, è un elemento brillante della sceneggiatura di Sutter, come la scelta di non far ricadere il peso della sua fine sui membri del suo club, ma invece di andare incontro al suo destino da solo. Il modo in cui accoglie serenamente e con onore la morte non può che concludere una serie in cui è fin da subito apparso evidente che l'unico lieto fine possibile fosse il più doloroso.

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