Skyrim: Da grande farò l’ammazzadraghi!

A cinque anni dall'uscita su PS3 e XBOX 360, il quinto capitolo della saga di The Elder Scroll torna in una versione potenziata per sfruttare la qualità della nuova generazione di console, riportandoci nel mondo immenso e affascinante Skyrim, provincia settentrionale di Tamriel.

Era il 1994 quando abbiamo mosso i primi passi nel mondo di The Elder Scroll, saga di videogiochi di ruolo creata da Bethesda, e da quel momento ad oggi di acqua e bit sotto i ponti ne sono passati tanti: i computer sono diventati più potenti, si sono succedute le generazioni di console, ma la serie è andata avanti raggiungendo un totale di cinque capitoli, più uno solo online, racimolando un numero di fedeli estimatori che non vedono l'ora di perdersi nel mondo dettagliato creato dalla software house americana.

Se cinque capitoli in oltre vent'anni vi sembrano pochi, vuol dire che non avete mai messo piede nel mondo virtuale di The Elder Scroll, altrimenti vi rendereste conto della mole di lavoro, della profondità nella costruzione di luoghi, personaggi e storie, e non vi stupireste nel notare i cinque anni tra Oblivion del 2006 e Skyrim del 2011. E ora che siamo al 2016 i tempi per una nuova avventura si fanno maturi, ma non prima di tornare proprio a Skyrim, la provincia settentrionale di questo mondo che fa da sfondo all'ultimo giorno, per una versione remastered appena giunta sugli scaffali dei negozi, per aggiungere i dettagli della nuova generazione di console ad un gioco che tanti hanno amato e giocato per decine di ore. Sorvoleremo ovviamente sugli aspetti tecnici, sugli upgrade grafici donati dal passaggio alla next-gen, per quelli vi lasciamo alla recensione dei cugini di Multiplayer.it e ci concentreremo sulla storia.

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Nel mondo di Skyrim

Prima di raccontare in dettaglio cosa ci propone Skyrim, è bene ricordare che tipo di gioco sia: un open world, categoria di cui fa parte, è un gioco che lascia ampia libertà di scelta al giocatore, contrariamente a quanto fanno altri giochi molto narrativi che abbiamo analizzato nei mesi passati, da The Last of Us a The Order 1886. Questo non equivale ad un'assenza di trama, tutt'altro, ma che il giocatore è libero di fregarsene della missione che suo malgrado si trova ad affrontare e dedicarsi a salvare il gattino della vecchietta di turno, che nel caso specifico di Skyrim può equivalere a recuperare l'artiglio dorato nel Tumulo delle Cascate Tristi o raccogliere dieci pellicce d'orso, restando travolto in una fitta rete di impegni che ci sballottano da una parte all'altra di questo mondo aperto, viaggiando a piedi, a cavallo o semplicemente spostandoci da un punto all'altro della mappa senza renderci conto delle ore di gioco che passano. Il mondo e la sua salvezza, in molti casi, possono aspettare!

Un paese in tumulto

Ma una trama Skyrim ce l'ha eccome, ed è ricca, complessa, stratificata e radicata nella sua ambientazione, posta 200 anni dopo quella del capitolo precedente, Oblivion, in un mondo in tumulto per l'assassinio del Re dei Re Torygg ad opera dei Manto della tempesta di Ulric, un atto che di fatto segna l'inizio di una vera e propria guerra civile, scatenata dal trattato Oro Bianco che mette fuori legge il culto di Talos, primo imperatore Sangue di Drago. Ma non è tale guerra l'unica, né la vera, minaccia del mondo in cui ci troviamo a muoverci, perché a preoccupare più di ogni altra cosa è il pericoloso ritorno dei draghi: dal passato torna infatti Alduin, noto come divoratore del mondo, e solo un uomo noto come Dovahkiin (Sangue di Drago nella lingua di questi fantastici e spietati animali) può opporglisi.

In questo mondo di draghi

Per chi è avvezzo ai giochi di ruolo fantasy, alla Dungeons and Dragons per capirci, arrivare a trovarsi faccia a faccia con un drago è un punto di arrivo. In Skyrim è un punto di partenza. La nostra strada si incrocia con uno di essi già nel drammatico prologo del gioco, nel quale siamo insieme ad Ulric ed i suoi Manto della Tempesta, sul punto di essere giustiziati dal generale Tullius. È proprio l'attacco di un drago nero alla cittadina di Helgen a interrompere l'esecuzione e darci la possibilità di fuggire, di recarci alla vicina Riverwood e trovarci invischiati in qualcosa che sembra più grande di noi. Ci viene chiesto di portare un messaggio allo Jarl di Whiterun e chiedere il suo aiuto, ma sarà il suo mago di corte Farengar a reclutarci per un'altra missione ed al nostro ritorno troveremo un'ulteriore spiacevole sorpresa: un drago sta attaccando Whiterun.

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Essere il prescelto

È il primo potente twist di Skyrim, perché il giocatore non ha solo la (s)fortuna di essersi imbattuto in due draghi a distanza di poco tempo, nell'affrontare quello che attacca Whiterun scopre di essere in grado di assorbirne lo spirito e di usarlo per usare determinati, particolari poteri, detti Urli del drago. Scopre di essere, insomma, un Sangue di Drago, colui che può opporsi ad Alduin. Se nel leggere queste righe avete avuto la sensazione che vi abbiamo raccontato tanto del gioco Bethesda, va detto che in realtà non è così è che quanto detto fin qui non è che un lungo incipit di una storia in cui immergersi. Scoprire di essere un Dovahkiin non è che l'inizio di un percorso che richiederà addestramento e crescita, ma che, come accennato, potrete anche scegliere di seguire a sprazzi, lasciandovi il tempo per esplorare un mondo che riserva sorprese e storie ad ogni angolo: basterà fermarsi in una città, chiacchierare con gli avventori di una locanda o con i negozianti per avere un'idea di quanto profondo e meticoloso sia il lavoro della software house nel tratteggiare l'ambientazione.

Cittadini dell'Open World

Il fascino di un open world è per tanti anche il suo limite: ci si trova così tanto da fare, da rischiare di perdere di vista il filone principale del gioco, di lasciarsi sfuggire quel traguardo da raggiungere. Ma se essere il prescelto di questo mondo non è nelle vostre corde, nessuno vi obbligherà a farlo o vi giudicherà per le vostre scelte, potrete anche comprare una o più case, arredarle, arricchirvi e fare il vostro comodo senza troppi pensieri. D'altra parte ci sarà qualcuno disposto ad affrontare un drago al posto vostro, no? Che siate eroici o menefreghisti, comunque, cambia poco, perché in ogni caso avrete a disposizione decine e decine di ore di gioco, quest o semplici dialoghi per approfondire e vivere il mondo in cui vi trovate a muovervi, che vi apparirà sempre più ricco e pulsante man mano che ne scoprirete luoghi, leggende e storie, che a cinque anni dalla sua prima uscita vale la pena di riscoprire in questa special edition per la nuova generazione di console.

Skyrim: Da grande farò l’ammazzadraghi!
Antonio Cuomo
Redattore
4.0 4.0

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