Silent Hill Townfall, la recensione: il nuovo incubo psicologico rinasce in Scozia

Silent Hill: Townfall racconta l'inquietante viaggio di Simon Ordell in Scozia tra nebbia, enigmi criptici, body horror e un'atmosfera da brivido.

Un'immagine di Silent Hill: Townfall

Ricordi sommersi, una cittadina tutta da scoprire come inedita location scozzese. La nebbia, ovviamente, e mostri che si celano al suo interno. Silent Hill: Townfall attinge a elementi del passato della saga pur innovando molto su altri fronti e ci racconta una splendida storia dell'orrore che ci ha intrattenuti per molte ore con i suoi enigmi, la tensione e un senso del mistero solido e intrigante.

Un buon gioco, in uscita il 24 settembre su PC e PS5, che recupera alcuni elementi chiave della saga ma parallelamente introduce novità altrettanto interessanti, per tratteggiare una suggestiva atmosfera di tensione costante che suscita inquietudine sottile e persistente, ma si lascia andare anche a momenti di puro e spiazzante terrore.

Il nuovo corso di Silent Hill

Prima di addentrarci nel nuovo titolo, facciamo un passo indietro a questo nuovo corso per la saga, che si discosta da un preciso luogo fisico per diventare un brand, un mood generale applicabile in contesti differenti. Se infatti Silent Hill era alle origini il nome della cittadina in cui il protagonista veniva richiamato per un motivo o per l'altro, non è così per gli ultimi titoli, come è ovvio guardando a Silent Hill F dello scorso anno, ambientato in Giappone, o questo nuovo titolo Silent Hill: Townfall che, come detto, ci porta in Scozia. Luogo che in quanto a nebbia non si tira indietro.

Silent Hill Townfall 1 Jpg 1400X0 Q85
La nebbiosa St. Amelia

Una svolta che ha diviso, criticata da tanti puristi della saga Konami, ma che consideriamo una scelta non solo sensata, ma che offre agli sviluppatori molte più opportunità di proporre qualcosa di nuovo e personale pur tenendosi su toni e temi che rappresentano il cuore di quello che il franchise ha rappresentato fin qui. Lo ha fatto Neobards Entertainment con F lo scorso anno, lo conferma Screen Burn con Townfall.

Sistemare le cose, una volta per tutte

Simon Ordell, il nostro protagonista, arriva sull'isola scozzese di St. Amelia con un incarico diretto ma ambiguo e incerto: "sistemare le cose". Arriviamo dal mare, al porto, come è naturale per l'approdo su un'isola, ma avvicinandoci al cuore della cittadina siamo colpiti dall'immobilità in cui si trova, dalla nebbia che ne avvolge le strade, dal silenzio che la soffoca. Qualcosa però è lì, presente e pronto a riemergere, così come lo sono i ricordi di Simon, la cui storia ci troviamo a ricostruire, passo dopo passo, insieme a quella dell'isola e del centro abitato in cui ci troviamo.

Silent Hill Townfall 6Bnkpcz Jpg 1400X0 Q85
Il protagonista Simon Ordell

Cosa è successo a St. Amelia? Chi è Simon Ordell e che ruolo ha avuto in quello che è accaduto sull'isola di cui vediamo ancora i segni? E cosa deve fare per "sistemare le cose"? Quel che è evidente da subito è la flebo che ha attaccata al braccio, il braccialetto col suo nome al polso, che indicano una degenza in ospedale, ma la strada per comprendere la sua identità e il suo ruolo in questa storia criptica quanto suggestiva è lunga e seminata di pericoli ed enigmi.

Silent Hill: Townfall, tra novità e conferme

Non c'è bisogno di essere materialmente a Silent Hill per sentisi a Silent Hill. Questo ribadisce Townfall dopo il Giappone di F, confermando l'efficacia di una scelta che permette alla saga di superare i suoi confini e ampliare gli orizzonti, introducendo anche un'altra novità di rilievo: la visuale in prima persona che amplifica sia l'immedesimazione con un Simon confuso e disorientato, sia l'inquietudine mentre esploriamo le strade deserte e decadenti di St. Amelia.

Silent Hill Townfall 3 Jpg 1400X0 Q85
Benvenuti sull'isola in cui è ambientato Silent Hill: Townfall

Se da una parte c'è qualcosa di nuovo o inedito, dall'altra Screen Burn recupera un paio di elementi che reso la saga quella che è stata, entrando di diritti nell'immaginario collettivo. Prima di tutto la nebbia, presente e sfruttata a dovere sul piano narrativo per generare e sottolineare la tensione; in secondo luogo la radio, che qui però diventa una piccola CRTV, da sintonizzare a dovere per identificare e seguire i movimenti delle creature minacciosa che vagano per la cittadina, ma anche per attingere a frammenti di ricordi di Simon.

Enigmi da risolvere e mostri da sconfiggere... o evitare

Mentre la storia di Simon e della cittadina si svelano passo dopo passo davanti ai nostri occhi, di cose da fare in giro per St. Amelia ce ne sono. In prima battuta ci sono ovviamente le creature mostruose, che seguiamo grazie al dispositivo in nostro possesso e che possiamo combattere o cercare di evitare. Il combat systerm è ancor più limitante di quello di Silent Hill F che pure non ci aveva convinti, ma il vantaggio è che in Townfall possiamo evitare, in diverse situazioni, di affrontare il nemico, agendo con intelligenza e scaltrezza.

Silent Hill Townfall Dqjerxb Jpg 1400X0 Q85
La CRTV che ci aiuta a individuare gli avversari

In secondo luogo abbiamo gli enigmi, i puzzle da risolvere, che sono meno intuititi e banali di tanti altri giochi. Forse un filo troppo, perché ci è capitato in più di un'occasione di sbattere la testa contro informazioni essenziali e fin troppo esigue, tanto da non escludere qualche ritocchino a un paio di situazioni con le prime patch, per rendere più trasparente quello che ci si aspetta da noi giocatori. Su questo piano il gioco è una interessante sfida, differente da altri titoli che ci guidano passo passo lungo i diversi capitoli della loro storia.

I misteri di St. Amelia e Simon

Ed è proprio la storia quel che colpisce maggiomente di Townfall, un intreccio ricco di profondità e sorprese, che non si limita a raccontare del nostro Simon ma allarga il discorso per approfondire il contesto in cui si è mosso e si muove. Una storia che è inquietante, ma allo stesso tempo attuale e politica come anche quella di F era stata, che sa attingere a suggestioni visive e narrative da grande cinema: ci sono momenti spiazzanti alla David Lynch, derive fisiche da body horror (e non è un caso l'avvertimento iniziale sulla presenza di procedure mediche e strumenti appartenenti a quel mondo), una tensione che monta pian piano ma allo stesso tempo fughe adrenaliniche che vanno in direzione diametralmente opposta.

Silent Hill Townfall Jpg 1400X0 Q85
Un'immagine del protagonista di Townfall

Insomma in un mondo di IP che si ripetono sempre uguali di anno in anno, ben vengano quelle che sanno rinnovarsi con coerenza e gusto, proponendo storie che siano tutte da vivere per quanto sanno coinvolgere ma che siano anche tematicamente rilevanti e profonde. Se è vero che abbiamo bisogno di IP e idee nuove, è ugualmente vero che abbiamo bisogno che quelle storiche e consolidate sappiano mettersi in gioco e stupire. Silent Hill: Townfall lo fa.

Conclusioni

Silent Hill: Townfall conferma la bontà del nuovo approccio antologico di Konami. Pur al netto di un combat system legnoso e di un paio di enigmi inutilmente criptici che spezzano il ritmo, il titolo sviluppato da Screen Burn eccelle dove conta davvero per i fan della saga: l'atmosfera e il terrore psicologico. L'inedita ambientazione scozzese, avvolta in una fitta nebbia, fa da palcoscenico a un'esperienza orrorifica matura, debitrice del body horror e del cinema di David Lynch. Se cercate un'avventura capace di inquietare e di far riflettere attraverso una narrazione stratificata, l'incubo di Simon Ordell è un viaggio che merita assolutamente di essere vissuto.

Movieplayer.it
4.0/5

Perché ci piace

  • La nebbiosa isola scozzese di St. Amelia è affascinante e restituisce il perfetto feeling di Silent Hill.
  • Una storia psicologica, matura e ricca di tematiche attuali, con ottime derive body horror e lynchiane.
  • La visuale in prima persona e l'uso della CRTV al posto della classica radio aumentano l'immedesimazione e la tensione.
  • Conferma la bontà della natura antologica del nuovo corso del franchise di Konami.

Cosa non va

  • Gli scontri diretti risultano legnosi e poco appaganti (meglio optare per l'approccio stealth).
  • Alcuni puzzle mancano di indizi essenziali, rallentando inutilmente il ritmo.
Aggiungici come fonte preferita su Google