Sono stati cinque minuti scarsi, perché, la maggior parte delle volte, è questa la durata degli incontri con le star del mondo del cinema e della tv che ci vengono garantiti durante i junket. Sia in presenza che virtuali. Eppure, quelli con Jason Segel sono stati comunque cinque minuti decisamente intensi. Un po' perché, non lo nascondiamo, chi vi sta parlando, al netto dei tanti anni di esperienza sul groppone, avvertiva comunque una certa ansia da prestazione dopo aver saputo che quella concessa a Movieplayer era l'unica videointervista che la star aveva accordato per l'online italiano.
Un evento stampa anticipatissimo - metà dicembre - rispetto alle chiacchierate che poi avremmo fatto con gli altri talent di Shrinking a metà gennaio e ultra blindato. Poi c'era la consapevolezza di parlare di quella che, insieme a Pluribus, Scissione, Ted Lasso, Monarch, è forse la produzione più amata e acclamata fra quelle proposte da Apple Tv. Un insieme di elementi che, però, hanno fatto reso che questi 300 secondi insieme a uno dei comedian statunitensi più amati oltremodo preziosi e ricchi di considerazioni importanti.
Shrinking: dare un senso alla vita secondo Jason Segel
Per chi sta scrivendo quest'articolo, esistono alcuni film che sono stati di vero e proprio conforto emotivo durante un periodo non proprio al top. Pellicole che sono state l'equivalente della spalla di un amico o un'amica su cui appoggiarsi e trovare sollievo. Almeno per i 90, 120 minuti della loro durata.
Fra di esse, c'è proprio quel Non mi scaricare (Forgetting Sarah Marshall) scritto e interpretato da Jason Segel e diretto da Nicholas Stoller. La prima curiosità che abbiamo voluto soddisfare è stata proprio quella relativa al capire quanto sia importante per Segel avere la consapevolezza che, col suo lavoro, anche lui può effettivamente relazionarsi col prossimo, così come Jimmy Laird, il personaggio che interpreta nella serie TV.
"È bello sentire che c'è qualcuno di così attaccato a questo film! Di recente ho suonato Dracula's Lament in segreto. Mi sono palesato in un club, coi miei pupazzi, e l'ho suonata". Poi entrando nello specifico della domanda prosegue "Sono arrivato alla conclusione che, per me, è come se fosse proprio il punto stesso di quello che faccio. Non che io cerchi di aiutare il prossimo in modo attivo o intenzionale. È più una sorta di consapevolezza che più onesto desideri essere quando ti piazzi davanti alla macchina da presa e più diventa probabile che tu possa risultare d'aiuto a qualcuno. Questo perché guardare la storia di un personaggio che attraversa una data situazione può aiutare anche te a comprendere meglio cosa ti stia succedendo".
Per Jason Segel "è come se fosse un tema ricorrente delle robe che scrivo, di quelle che mi attirano e del mio lavoro in generale. Ho il desiderio di raccontare che la vita può essere difficile, complicata, poco piacevole e che, a volte, magari ti ritrovi a piangere senza una ragione particolare. Sono un po' i tipici tratti dei miei personaggi. Che fanno sentire le persone un po' meno sole mentre sono impegnate a navigare attraverso le loro assurdità, le loro follie, il loro pathos. Sai, è tosto per tutti dare un senso alla vita".
I temi della serie tv raccontati dall'attore
Sfruttando poi un'altra delle tematiche chiave di Shrinking, il dialogo fra le generazioni, abbiamo voluto domandare a Jason Segel cosa direbbe al sé stesso più giovane, quello degli esordi di Freaks and Geeks per intenderci, se ne avesse la possibilità. "Penso che non dovrebbe essere una conversazione a senso unico. Credo che lui avrebbe da offrirmi tanto quanto io avrei da offrire a lui. Immagino che lo rassicurerei, seppur io non sia del tutto convinto che sia qualcosa di davvero utile. Gli direi che alla fine andrà tutto bene. Però sai, non so se mi sarebbe davvero risultato utile saperlo, al tempo, quando ero terrorizzato!
"Immagino che quegli anni all'insegna del timore abbiano comunque avuto un notevole valore formativo. Semmai credo che sarebbe ben più importante - ed è proprio quello che cerco di fare oggi - parlare col tizio che ha scritto Dracula's Lament e dirgli 'Non dimenticare di essere coraggioso'. Non diventare troppo calcolatore, strategico, non pensare di non poter finire un film con un musical fatto con un pupazzo di Dracula. Certo che non puoi! Ma l'ho fatto! E l'ho fatto perché non avevo idea, ero guidato dall'ingenuità della gioventù, mi sono detto 'perché non dovrei?'. E a essere onesti non ho neanche mai pensato che non avrei dovuto farlo!". Per Segel oggi è fondamentale "cercare di fidarmi della mia pancia, dei miei istinti. Di essere meno calcolatore. Perché non né ho bisogno! Non devo fare da produttore o capo dello studio della mia creatività".
I tempi comici perfetti (e lo sguardo di Harrison Ford)
Giunta ormai alla terza stagione, Shrinking ci mostra un cast, guidato da Jason Segel e Harrison Ford, i cui i tempi comici (e anche quelli drammatici) rasentano la perfezione e la precisione di un'orchestra condotta in maniera esemplare. C'è spazio per l'improvvisazione durante la lavorazione della serie?
L'attore e scrittore ci spiega che ormai "col passare degli anni è accaduta una cosa molto interessante: abbiamo imparato a conoscere la nostra voce sempre meglio. Quindi il livello d'improvvisazione si abbassa. Non perché non sia permessa, ma perché la scrittura cattura benissimo la voce dei nostri personaggi. Ogni volta che arriva uno script c'è già tutto dentro. È figlio della simbiosi fra la writer's room e il cast". Però tecnicamente si aprono, di tanto in tanto, delle possibilità di deviare dal tracciato "Semmai capisci occasionalmente il valore dell'improvvisazione. Di qualcosa che avviene in maniera differente a come l'avevi figurata nella tua testa quando l'hai scritta. Come quando Harrison Ford ti guarda a modo suo all'improvviso ed è lì che trovo quel valore: "Paul, perché mi stai guardando così?"".
E chiude: "è qui che si apre la possibilità di deviare da dove poi devi ritrovare la strada per tornare in scena. È come se ti venisse data la mappa di un tesoro, no? Una volta che ti ritrovi a seguirla nel mondo tridimensionale e vai verso la 'X' potresti ritrovarti a pensare 'però anche quegli alberi laggiù sembrano nascondere qualcosa d'interessante!".