Trent'anni anni sono tanti, perché segnano il passare da un'epoca all'altra, da un pubblico all'altro, tra tendenze, toni e aspettative che cambiano, che evolvono e mutano, a volte drasticamente. Era il 1996 quando il primo Scream è arrivato al cinema, lanciando una saga capace di resistere per tre decadi. Un periodo abbastanza lungo da lanciare e affossare tante altre storie e saghe.
Ci siamo avvicinati a Scream 7 con curiosità e aspettative. Le prime solleticate da quanto detto in apertura, dalla longevità che ha condotto a questo nuovo capitolo e la possibile resa all'alba del 2026; le seconde per il mix di novità e conferme: un cast giovane, ma anche volti consolidati del mondo creato nel 1996 da Wes Craven, mentre alla regia troviamo per la prima volta Kevin Williamson, nuovo dietro la camera per un film della saga, ma autore del primo storico film. La sua mano sarà bastata a dare nuova linfa vitale al mondo di Scream?
Un passato da affrontare per Sidney
Passano gli anni, ma la minaccia di Ghostface non accenna a spegnersi e un nuovo assassino mascherato come l'iconico killer semina in panico nella cittadina in cui Sidney Prescott ha rimesso in piedi la sua esistenza con marito e figlia. La vita pacifica che sta cercando di portare avanti torna a diventare un incubo, anche perché sembra che sia proprio sua figlia Tatum la mira principale dell'assassino, costringendola a tornare in azione per difendere ciò che ha di più caro, affrontando il passato e l'orrore su cui sperava di aver chiuso definitivamente la porta e che sperava di essersi lasciata alle spalle.
Nel mondo di Scream tra vecchi e nuovi personaggi e interpreti
Torna quindi Neve Campbell, pur assente nel capitolo precedente di cui Scream 7 è sequel diretto. Un ritorno prezioso per la saga, ma anche per il senso generale di un film che sembra voler omaggiare ciò che Scream è stato nel corso di queste decadi dal suo debutto. Non è un caso che alla guida ci sia Kevin Williamson, per la prima volta alla regia di un film della serie, ma celebrato autore del primo capitolo. Colui che ha dato vita a tutto, quindi, che non si limita soltanto a riaccogliere la Campbell così come Courtney Cox nel ruolo di Gale Weathers, ma anche alcune dinamiche narrative e citazionistiche.
Di ritorno anche Mason Gooding e Jasmin Savoy Brown nei panni dei gemelli Chad e Mindy, così come altri volti noti del franchise, che non vi anticipiamo per non rovinare la sorpresa qualora non ve li siate già spoilerati tra le tante notizie emerse dall'annuncio alla produzione. Non mancano però anche le novità, soprattutto nelle figure che circondano e accompagnano Sidney, da Isabel May che interpreta sua figlia Tatum e Joel McHale che dà volto al marito Mark Evans, fino ad Hannah, amica della figlia, e la vicina di casa Jessica, rispettivamente impersonate da Mckenna Grace e Anna Camp. Nuovi volti che a tratti fanno fatica a integrarsi con la vecchia guardia, pur aggiungendo linfa vitale nuova a una saga horror che ci piace veder proseguire.
Il tocco di Kevin Williamson
Un buon cast al servizio di una visione chiara e lucida, quella di Williamson, capace di costruire sequenze che ri-evocano con un pizzico di nostalgia alcuni momenti cult del passato, a cominciare dalla splendida sequenza d'apertura che gioca con lo spettatore sfruttando ciò che sa e si aspetta da un film come Scream 7 considerando quanto c'è stato in passato. Anche se il meccanismo a tratti scricciolo, è talmente solida l'intenzione e la voglia di giocare con noi spettatori e con il franchise che i difetti sono del tutto perdonabili.
Kevin Williamson scrive (insieme a Guy Busick che aveva realizzato una prima versione) e dirige, infatti, in modo divertito e consapevole, con un gusto per il gioco cinematografico e citazionistico che è alla base del franchise e che qui emerge con decisione, forse prendendo il sopravvento sull'intreccio stesso verso un finale un po' troppo confuso. Tra indizi, inganni, jump scare e anche qualche eccesso di troppo, Kevin Williamson ci guida alla scoperta della nuova identità di un'icona dell'horror moderno come Ghostface e lo fa a modo suo, tra pregi e difetti ma con la voglia di intrattenere senza prendersi troppo sul serio.
Conclusioni
Kevin Williamson riprende in mano la creatura che aveva lanciato 30 anni fa debuttamdo anche alla regia in un film del franchise e lo fa con un'intenzione e una consapevolezza tali da giocare con il materiale stesso alla base della saga. Rimette al centro la Sidney Prescott di Neve Campbell e altri volti noti, ma aggiunge anche nuovi personaggi e giovani interpreti per ridar linfa vitale a un franchise che si dimostra ancor vivo e capace di dare qualcosa al pubblico contemporaneo, anche solo in quanto a divertito intrattenimento. Una splendida e divertita sequenza d'apertura, indizi e inganni, jump scare ben calibrati, pur con qualche eccesso e qualche incertezza di troppo, e la ricetta di Scream 7 è servita.
Perché ci piace
- Kevin Williamson con la sua consapevolezza del materiale alla base del franchise.
- La sequenza d'apertura e il gioco cinematografico dell'autore.
- La Sidney Prescott di Neve Campbell e gli altri volti già noti della saga.
- Le new entry e il cast più giovane...
Cosa non va
- ... ma l'equilibrio tra le due anime del cast non trova sempre la quadra giusta.
- Qualche eccesso di troppo.
- Non tutto nel meccanismo funziona alla perfezione, soprattutto nel terzo atto.