School Spirits fin dagli esordi ha messo in piedi in modo originale un'allegoria dell'adolescenza. Un'età difficile, fatta di contrasti, cambiamenti anche fisici ed emotivi. Il momento in cui consolidiamo la nostra educazione sentimentale e sessuale, in preda agli ormoni.
Il liceo, location principale del racconto, rappresenta quindi l'età in cui i protagonisti sono destinati a rimanere per sempre. Abbiamo intervistato Nick Pugliese, Sarah Yarkin, Spencer Macpherson, Kiara Pichardo, Rainbow Wedell, Ci Hang Ma e Miles Elliot per affrontare la domanda: quale delle due esperienze spaventa di più, il post mortem o l'adolescenza?
Il punto di partenza di School Spirits e il limbo in cui sono tutti ancora bloccati nella terza stagione
Cosa succede se si rimane adolescenti per sempre? È proprio l'incipit da cui parte la serie, giunta alla terza stagione. Peyton List è Maddie, un'adolescente scomparsa di cui vengono trovati lo smartphone e tracce di sangue nel locale caldaia della sua scuola, la Split River High in Winsconsin. Ben presto la ragazza si trova in un limbo tra la vita e la morte, che è rappresentato proprio dal liceo che frequentava da viva.
Presto conosce altri spiriti bloccati lì: sono morti proprio tra quelle mura e quindi destinati a rimanervi finché non riusciranno a "passare oltre". Tra questi Wally (Milo Manheim), un campione di football deceduto durante una partita a cui hanno dedicato lo stadio locale, che si affeziona sentimentalmente a Maddie. Intanto la protagonista continua ad indagare sulla propria scomparsa/morte.
La serie Paramount+ e la paura di quel "rito di passaggio" chiamato adolescenza
Quando chiediamo su Zoom al cast - tanto gli spiriti che Maddie incontra quando gli affetti che lascia in vita - cosa li spaventa di più tra le due opzioni in cui si ritrovano gli school spirits del serial, otteniamo risposte diverse e a volte contrastanti.
"Non è forse questa LA domanda" - scherza Sarah Yarkin, che interpreta Rhonda, uccisa dal consulente scolastico - "Sicuramente essere bloccati nel limbo, perché l'adolescenza ad un certo punto finisce. Pur tra mille difficoltà ed ostacoli, ti insegna più di qualcosa, nel bene e nel male. Da giovani si vuole così disperatamente crescere ma, una volta adulti, vorremmo solo dirci a posteriori 'Rilassatevi e godetevi l'assenza di responsabilità, i vostri genitori vi preparano la cena. Dopo ci saranno le bollette da pagare e sarà tutta un'altra musica'" (ride)
Nick Pugliese, che è Charley, un ragazzo gay morto per una banale reazione allergica alla mensa, pensa che lo scenario peggiore sia la combo: essere condannati a rimanere nel limbo dell'adolescenza per sempre, proprio come il suo personaggio. È dello stesso avviso Miles Elliot, interprete di Yuri, new entry della stagione 2, morto nella serra della scuola negli anni '70: "Guarda caso i protagonisti sono bloccati proprio in quella condizione. Quando si dice fare buona serialità"
Kiara Pichardo che è Nicole, la migliore amica di Maddie, è convinta che le due opzioni siano invece sullo stesso piatto della bilancia in quanto a pro e contro: "Da vivi o da morti, i protagonisti vanno incontro a dubbi e domande esistenziali molto simili".
Concorda anche Ci Hang Ma, che è Quinn, deceduta in un incidente d'autobus al ritorno da una gara con la banda musicale: "L'ansia fa parte di entrambe le esperienze". Il suo co-star Elliot non tornerebbe adolescente per nulla al mondo, mentre Hang Ma rimarrebbe nel limbo solo alla condizione che sia già una persona adulta fatta e finita.
Spencer Macpherson interpreta il fidanzato fedifrago di Maddie, Xavier, e pensa che "almeno da adolescenti si hanno i genitori come adulti di riferimento che ti possono dire che quel periodo passerà". Chiude il giro Rainbow Wedell che è Claire, la cheerleader con cui Xavier ha tradito Maddie, e guarda il limbo post mortem sotto un altro punto di vista: "Significa che sei libero di fare quello che vuoi, quando vuoi, perché hai l'eternità davanti a te". Forse il sogno - paradossalmente - di ogni adolescente.