In School Spirits l'adolescenza è un limbo vero e proprio. Non in senso simbolico, ma fisico: i protagonisti sono ragazzi morti durante gli anni del liceo e rimasti intrappolati all'interno della Split River High School, in una sorta di purgatorio.
L'ultima in ordine di tempo è stata Maddie. E ora, nella terza stagione della serie, su Paramount+, continua il viaggio dei protagonisti, mentre vivi e morti cercano di comunicare tra loro.
Emergono a questo punto due figure adulte chiamate a fare da guida, pur in modi assai diversi. Josh Zuckerman interpreta Mr. Martin, l'insegnante di chimica rimasto ucciso durante un esperimento scolastico e fondatore del gruppo di supporto per defunti. Al suo fianco (o forse contro) arriva una new entry importante: Jennifer Tilly, nei panni di Deborah Hunter-Price, sovrintendente scolastica ambigua e glaciale, tutt'altro che collaborativa.
Due approcci opposti al ruolo di mentori, anche se ugualmente imperfetti. Un tema centrale della serie, come ci hanno raccontato i due interpreti durante il junket stampa.
School Spirits 3: intervista a Josh Zuckerman e Jennifer Tilly
Per Josh Zuckerman il cuore del discorso portato avanti da tre stagioni è chiarissimo: i ragazzi, vivi o fantasmi, stanno crescendo in un'epoca in cui è sempre più difficile trovare un punto fermo. "Abbiamo tutti bisogno di una sorta di Stella Polare, qualcuno con più esperienza che possa guidarci in territori inesplorati. Oggi viviamo in un ambiente sovrastimolante, con un'attenzione sempre più frammentata. Può essere difficile trovare la verità".
È qui che la figura dell'adulto assume un significato diverso da quello tradizionale. Non è chi "ha tutte le risposte", ma chi offre un appiglio, uno spazio di confronto.
"Non significa che quella persona sappia tutto. Ma è importante avere un pilastro, qualcuno con cui parlare, che abbia più esperienza".
Un'idea che nella serie si traduce anche in una riflessione molto concreta: ci vorrebbero gruppi di supporto nelle scuole, ci dicono, per i giovani ancora vivi prima che sia troppo tardi, per qualsiasi motivo, a partire dal bullismo.
Gli adulti sono fallibili nella serie Paramount+
Un concetto che in School Spirits viene continuamente messo in discussione è quello dell'infallibilità degli adulti. Il paradosso del personaggio di Zuckerman sta tutto qui: Mr. Martin vuole essere la guida dei ragazzi trapassati, quando, invece, dovrebbe far propria quella celebre espressione socratica, "So di non sapere".
"In un certo senso pensa di avere tutte le risposte" dice Zuckerman del suo personaggio. "Vorrebbe essere la persona su cui tutti fanno affidamento. Il problema è che quelle risposte non le ha davvero e quindi non ci si può fidare completamente di lui. Forse otterrebbe più rispetto se dicesse: 'In realtà io non lo so. Tu cosa ne pensi? Troviamo una soluzione insieme'".
È un dilemma che va ben oltre la serie e tocca qualsiasi figura autoritaria: la paura di perdere autorevolezza nel momento in cui si ammette la propria vulnerabilità.
La new entry Jennifer Tilly e l'altro lato della medaglia
Se Martin almeno prova ad aiutare, Deborah Hunter-Price rappresenta l'estremo opposto. Jennifer Tilly lo racconta ridendo, ma senza mezzi termini: "Il mio personaggio non è proprio una guida. È davvero una persona orribile. Ce l'ha con la scuola e non piace a nessuno dei ragazzi. Ma va bene così: in ogni storia c'è bisogno anche dei cattivi".
Nel suo ruolo professionale, Deborah vorrebbe incarnare l'autorità, ma resta bloccata da narcisismo e avidità. "_È troppo egocentrica per aiutare chiunque. Lo vedi subito: sua figlia Livia le chiede attenzione e lei risponde 'Non ora, ho da fare'. Non è capace di essere una buona madre".
Il rapporto con Livia diventerà una delle linee narrative più dolorose dei nuovi episodi.
Alla fine, la distanza tra Martin e Hunter-Price sta in un dettaglio fondamentale: "L'insegnante ha una coscienza. Si preoccupa di qualcuno oltre a se stesso. La dottoressa Hunter-Price no".
In School Spirits la capacità di fare da guida non è mai una conseguenza automatica del ruolo che si occupa: essere adulti, presidi, insegnanti o medici non garantisce il saperlo fare.
Dalla scuola alla vita reale: chi sono i mentori degli attori?
E con loro si parla di "guide" anche al fuori della serie, scavando nella vita professionale. Per Jennifer Tilly, per esempio, uno dei momenti di svolta è stato lavorare con Woody Allen in Pallottole su Broadway, performance che le è valsa una candidatura all'Oscar. "Amava quando tutti improvvisavano, quando le cose andavano storte. Voleva che l'arte imitasse la vita. Non diceva 'Questa è la mia battuta, ora tocca a te'. Gli piaceva il caos".
Forse la soluzione non è indicare la strada dall'alto, ma essere disposti a percorrerla insieme. Anche (e soprattutto) quando il percorso è confuso, imperfetto, o pieno di quelle "turbolenze" tipiche dell'adolescenza.