Saman - La verità nascosta, recensione: la docuserie che fa luce sulla tragedia

Su HBO Max la serie che ripercorre la tragica storia di Saman Abbas, un caso che ha sconvolto l'Italia qui raccontato in modo intimo e inedito con la testimonianza esclusiva del fratello Haider.

Un'immagine di Saman - La verità nascosta

Il pubblico italiano ha dimostrato negli ultimi anni di apprezzare molto le storie vere, ancor più quando si tratta di casi di cronaca che hanno tenuto banco nei nostri notiziari e nelle trasmissioni di approfondimento sollevando curiosità e indignazione. Come il caso di Saman Abbas, che viene raccontato dalla docu-serie in tre episodi disponibile per intero su HBO Max.

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Un'immagine della docu-serie

Si tratta di Saman - La verità nascosta, prodotta da Aurora TV, scritta Lorenzo Avola e Carmen Vogani con Simona Coppini e diretta da Francesca Mazzoleni per i primi due episodi e Gianluca Santoni per quanto riguarda il terzo, con l'intento di non ripercorrere soltanto gli eventi al momento della scomparsa, ma fare un passo indietro per approfondire il contesto in cui la ragazza e la sua famiglia vivevano.

Oltre la cronaca nera: di cosa parla Saman - La verità nascosta

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Una delle location di Saman - La verità nascosta

I fatti li conosciamo tutti, ma è bene ricordarli per mettere a fuoco la vicenda che racconta Saman - La verità nascosta, che parte dall'auto dei Carabinieri che si ferma davanti al casolare abbandonato, un uomo in manette che indica un mucchio di detriti e i resti di un corpo che spunta a un paio di metri di profondità. Il corpo è della diciottenne pachistana Saman Abbas, sparita come un fantasma per 566 giorni tra il 2021 e il 2022, i cui ultimi passi sono noti a tutti e la ritraggono mentre esce di casa di notte, insieme ai genitori. Immagini recuperate dal sistema di videosorveglianza dell'azienda dove il padre lavorava, ultime prima di una scomparsa che diventa poi omicidio, compiuto per una ribellione che a una ragazza come Saman non è concessa.

Tra inchiesta e rispetto

È molto interessante la costruzione della docu-serie che ripercorre il caso, perché non si limita a concentrarsi solo sulle fasi successive alla scomparsa e l'indagine in sé e per sé, ma fa un passo indietro per tratteggiare la figura di Saman, di quella ragazza che scegliendo il nome online di Italian Girl veicolava già molta della sua voglia di integrazione e di emancipazione dal contesto culturale che per alcuni aspetti la opprimeva o limitava.

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Un'immagine della serie HBO Max

Si parte infatti dal 2016, da cinque anni prima della scomparsa di Saman, per ripercorrere diversi momenti della vita della ragazza attraverso le interviste sia a persone che la conoscevano direttamente, sia figure di spicco che hanno seguito e approfondito il suo caso, in modo da far emergere non solo l'indagine ma anche il modo di vivere di Saman con quella voglia di liberarsi da quelle aspettative su di lei date dal contesto culturale di appartenenza.

La preziosa testimonianza del fratello Haider

"Andava tutto benissimo, eravamo tutti felici a casa" dice il fratello Haider, una delle testimonianze più interessanti di Saman - La verità nascosta, che apre le porte alla parte più intima e toccante del racconto personale della ragazza. Il ragazzo parla di un rapporto che andava oltre quello tra fratello e sorella, di una vera e propria amicizia, sottolineando "mi mancano ancora adesso quei momenti" e facendo riferimento a come vivevano in Pakistan e illustrando il complesso rapporto della sorella col padre.

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Haider, il fratello di Saman Abbas

Una situazione familiare complicata, che è sfociata nella tragedia, perché Saman è stata uccisa dai genitori e dai parenti uniti in una sorta di clan, non soltanto perché ribellata a un matrimonio forzato, ma per averlo fatto innamorandosi di un altro ragazzo dimostrandolo alla luce del sole. Ed è l'occasione per parlare di queste differenze culturali, oltre che delle problematiche relative ad alcune dinamiche della gestione del caso, perché la ragazza aveva già chiesto aiuto ed era già nota a forze dell'ordine e servizi sociali. E forse si sarebbe potuta salvare.

Conclusioni

Saman - La verità nascosta si discosta nettamente dalla morbosità che spesso affligge il genere true crime, offrendo una ricostruzione lucida, dolorosa e profondamente rispettosa di una tragedia che ha segnato l'Italia. La regia sceglie di non indugiare sui dettagli macabri, ma di restituire voce e dignità a una ragazza il cui unico "crimine" è stato desiderare la libertà. Grazie alla preziosa e straziante testimonianza del fratello Haider e a un'attenta analisi delle falle del sistema di protezione sociale, la docuserie si eleva a documento necessario. Un'opera che non offre solo risposte investigative, ma che lascia nello spettatore un senso di profonda amarezza e un monito impossibile da ignorare. Una visione emotivamente impegnativa, ma assolutamente consigliata.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • L'approccio intimo e rispettoso che restituisce dignità alla figura di Saman, allontanandosi dal voyeurismo del true crime.
  • La testimonianza esclusiva e toccante del fratello Haider, che aggiunge un livello di profondità emotiva inedito.
  • L'ottima ricostruzione del background socio-culturale e l'indagine sulle falle del sistema di prevenzione.

Cosa non va

  • La frustrazione inevitabile che scaturisce nel constatare come la tragedia potesse, forse, essere evitata.
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