Recensione These Final Hours - 12 ore alla fine (2013)

Le ultime dodici ore di vita sulla Terra vissute attraverso gli occhi di un uomo detestabile e una ragazzina innocente. Insieme per caso in un mondo dilaniato da un'isteria collettiva, i due impareranno a scoprire qualcosa di nuovo sull'esistenza che stanno per abbandonare.

These Final Hours - 12 ore alla fine inizia con la consapevolezza della fine. Non ci sono speranze a cui appellarsi né salvezze in cui credere. Il mondo sta per finire. Di fronte a questa prospettiva angosciante e opprimente, la maggior parte degli esseri umani reagisce cedendo ad altre piccole forme di autodistruzione: follia omicida, droga, suicidi, alcol, sesso violento e insensato. Neanche James vuole sfuggire a questa estasi comune, così, dopo aver detto addio alla sua amante (amata?), si dirige verso la festa delle feste, un ultimo avamposto umano di perdizione e delirio.

Il fine nel mondo

Nonostante il conto alla rovescia sia spietato e inesorabile, la vita regala a James un ultimo incontro, imprevedibile e quasi salvifico. La piccola Rose, ragazzina liberata dalle grinfie di due maniaci, gli concede la responsabilità che non ha mai avuto prima. La sua dolcezza pura e la sua visione ancora incontaminata del mondo funge da coscienza critica nei confronti di un uomo arreso alla mediocrità. Così il prendersi cura di qualcuno, il pensare all'altro prima che a sé stesso, il ritenersi finalmente capace di un atto significativo, smuove in James un insperato desiderio di senso nel vivere. Zak Hilditch riesce così a creare due movimenti devastanti e paralleli. Quello sollevato dalla catastrofe che sta annientando il pianeta e quello esistenziale che invade l'animo inquieto dei personaggi.

The Last of Us

These Final Hours - 12 ore alla fine: Nathan Phillips con Angourie Rice in un momento del film
These Final Hours - 12 ore alla fine: Nathan Phillips con Angourie Rice in un momento del film

These Final Hours trova i suoi momenti migliori proprio nei duetti, scarni, essenziali e realistici tra i due protagonisti, senza eccedere in ragionamenti troppo altisonanti e inverosimili. Questa scelta esaspera una visione personale della storia e si dimentica di fornire una visione d'insieme che trovi anche nell'ambientazione un supporto per una narrazione di più ampio respiro. Hildtch si sofferma sulla pelle sudata e tumefatta di Nathan Phillips che raramente riesce a sostenere l'intero peso del film, frenato da una recitazione di matrice quasi televisiva. Illuminato da una luce giallognola e immerso in un'atmosfera rarefatta che tanto ricorda quella di The Walking Dead (citato da un poliziotto con la stessa uniforme di Rick Grimes), These Final Hours è un film schizofrenico. Convincente quando evidenzia gli sguardi diversi e complementari di un adulto disilluso e di una bambina vitale; impacciato laddove indugia troppo sulle perversioni collettive soltanto per creare un po' di scalpore negli occhi del pubblico. Un percorso faticoso e minato, attraversato da distacchi e riavvicinamenti alla ricerca di un'ultima, necessaria, redenzione.

Conclusioni

Un interessante ma acerbo film pre-apocalittico che invita il pubblico ad una forte empatia con i suoi personaggi. Cosa faresti nelle tue ultime dodici ore di vita? Una domanda che impone risposte personali ed intime, alla quale These Final Hours replica con un realismo simbolico, impregnato di dolcezza e amarezza.

Movieplayer.it

2.5/5