Prince - Sign o' the Times

1987, Documentario

Prince - Sign o' the Times: uno spettacolare tuffo nel passato che celebra il talento dell'artista

Ritorna in versione restaurata nei cinema il film-concerto degli anni Ottanta, trasportando gli spettatori e i fan della musica in uno show ricco di fascino.

Sono passati trenta anni da quando Prince, dopo aver realizzato Purple Rain e il mezzo passo falso Under the Cherry Moon, è tornato alla regia per firmare il film-concerto Sign o' the Times, ora riproposto sul grande schermo in una nuova versione restaurata digitalmente che inoltre celebra l'artista a un anno dalla sua morte.
Sul grande schermo, con una qualità audio e video migliorata rispetto alla versione originale del 1987, va quindi in scena uno degli show più coinvolgenti dell'intera carriera del cantante che si mette alla prova sul palco con stili vocali e ritmi molto diversi, per la gioia dei fan e di tutti gli amanti della musica.

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Un talento camaleontico

Prince - Sign o' the Times: il musicista statunitense canta sul palco in un'immagine del documentario

Pochi esponenti del mondo della musica hanno posseduto un talento così versatile e in più campi. Oltre all'ovvia capacità di adattare la propria performance vocale a generi e stili diversi, grazie a un'estensione a un'espressività rare, Prince sapeva comporre brani che spaziavano da una partitura estremamente classica a creazioni innovative ed estremamente complesse a livello strumentale e accompagnati da testi che affrontavano moltissime tematiche, anche sociali e politiche, utilizzando a volte metafore che dimostravano la sua cultura o una buona dose di ironia. Sign o' the Times, ancora prima di essere eseguito dal vivo, appariva come un progetto dalla produzione innovativa sotto ogni aspetto. Il film che ritorna ora nelle sale, inoltre, ricorda come l'artista fosse un chitarrista, ma non solo, di altissimo livello, e dotato di un senso del ritmo con pochi paragoni, grazie allo spazio dato alle diverse sfumature della sua personalità, musicale e come essere umano.

Prince - Sign o' the Times: l'artista statunitense canta sul palco in un momento del documentario

Non tutti i brani dell'omonimo doppio album trovano spazio nella versione live che comprende però una selezione in grado di permettere a Prince di dimostrare il suo camaleontico talento e di entusiasmare con uno spettacolo che intreccia numeri musicali, jam session, omaggi e scene recitate che propongono un racconto piuttosto criptico ma ricco di sensualità e fascino.
I vari segmenti, che sono stati inizialmente realizzati a Rotterdam e Antwerp e poi rigirati negli spazi dei Paisley Park Studios, creano un suggestivo mondo fatto di night club, sensualità e passioni esibite o confinate nell'ombra e, pur non avendo una trama specifica, gettano le basi per l'atmosfera che anima l'intero spettacolo in cui assumono un ruolo centrale l'incredibile batterista Sheila E., la ballerina Cat Glover che interagisce in più momenti con il famoso "folletto di Minneapolis", e gli altri membri della band (la tastierista Boni Boyer, il bassista Levi Seacer Jr., il chitarrista Miko Weaver e il tastierista Dr. Fink, già membro dei Revolution).

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Un ritorno al passato

Prince - Sign o' the Times: Prince in un momento coreografato

In un periodo in cui la nostalgia degli anni Ottanta è più forte che mai, Sign o' the Times permette inoltre di compiere un salto visivo, persino cromatico, e sonoro proprio in quell'epoca. I costumi di scena di Prince e della sua band passano dagli outfit quasi in stile torero a voluminose giacche ma non possono mancare i capi in pelle, le stampe esagerate, i colori sgargianti e gli accessori fluo, mentre i fan dell'artista, visibili in più passaggi, anche se l'audio non ricrea particolarmente l'effetto concerto, hanno accolto il suo appello di presentarsi vestiti di color nero o pesca, creando così un forte impatto visivo nei momenti in cui si inquadra il pubblico.

Sul grande schermo si passa da una canzone all'altra, dai passi di danza alle performance fisiche, in una scenografia che ricrea quei locali notturni utilizzati nelle parti recitate e in cui non mancano i simboli della pace utilizzati anche nel titolo e grafiche affascinanti.
Degli undici brani, più un grintoso assolo alla batteria di Sheila E. e una cover di Now's the time realizzata dalla band, presenti nella scaletta i momenti che lasciano maggiormente il segno sono il brano di apertura, che getta le basi per l'intero show, l'interpretazione di Forever in My Life e The Cross, una vera e propria esplorazione della spiritualità di Prince, in cui è presente una speranza di redenzione e salvezza anche nei momenti più difficili e di fronte ai problemi, piccoli e grandi della vita. La dichiarazione di fede compiuta dall'artista, rimanendo in chiave metaforica, appare come una conclusione efficace ed evocativa dopo un racconto in musica e immagini ricco di contrasti.

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Un risultato di valore che unisce cinema e musica

Prince - Sign o' the Times: un'immagine del concerto

Dal punto di vista tecnico il film-concerto dimostra il lavoro compiuto da Prince, in collaborazione con Albert Magnoli, nel costruire le immagini e dare ritmo allo show, valorizzato dall'ottima fotografia curata da Peter Sinclair nelle cui mani tutti i colori e i costumi diventano dei veri e propri personaggi che prendono vita sotto le luci dei riflettori e nello sguardo dei presenti di cui è percepibile l'energia, che regala una vera e propria esperienza musicale ed emotiva che ricorda il valore di Prince e il motivo per cui ha segnato una pagina essenziale della storia della musica e dell'arte.
Senza raggiungere il livello di Purple Rain, titolo ormai veramente iconico della musica e del cinema, Sign o' the Times regala a tutti gli amanti della musica la possibilità di immergersi ancora una volta nell'universo creato durante i concerti da uno degli artisti più influenti nel mondo della musica.

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Conclusione

Prince - Sign o' the Times: il musicista statunitense sul palco in un'immagine tratta dal documentario

Sono passati trenta anni da quando il folletto di Minneapolis ha portato sul palcoscenico le canzoni di uno dei suoi album più significativi, unendo ai brani degli elementi spettacolari e concedendo un adeguato spazio agli altri artisti impegnati sul palco, valorizzandone il talento. Sign o' the Times riesce così a regalare un'esperienza visiva e musicale di ottimo livello che permette di riscoprire il talento di Prince e far avvicinare chi non è cresciuto negli anni Ottanta all'incredibile energia dell'artista sul palco grazie a un concerto che riassume tutte le qualità che lo hanno reso uno degli artisti più importanti degli ultimi decenni.

Prince - Sign o' the Times: uno spettacolare...
Beatrice Pagan
Redattore
4.0 4.0
Cinecittà World
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