La fantascienza, in generale, è "sempre stata legata al cambiamento, alla crescita, al futuro e all'ereditare il futuro stesso". Parola di Paul Giamatti, entrato nel cast di uno dei franchise più influenti della storia: Star Trek. L'attore ha spiegato quanto il genere sci-fi sia il tentativo di "immaginare di rendere le cose migliori". Giamatti ha incontrato la stampa mondiale in occasione della conferenza di Star Trek: Starfleet Academy, in streaming su Paramount+ dal 15 gennaio.
Nel contesto del nuovo show - ideato da Gaia Violo e inserito nell'universo creato da Gene Roddenberry - Giamatti ha anticipato quanto una certa fragilità renda il momento narrativo "interessante". Ambientare la storia a Starfleet Academy, aggiunge, rafforza il tema del futuro: è un racconto che parla di nuove generazioni, di formazione e della responsabilità di andare avanti per "aiutare e cambiare le cose".
Paul Giamatti e i valori di Star Trek
Quando gli viene chiesto quali siano i valori di Star Trek che sente più vicini, Paul Giamatti risponde senza esitazione: "L'empatia". Per l'attore, l'apertura verso gli altri - verso culture diverse e forme di vita differenti - rappresenta un valore fondante dello show. Riflettendo su come Starfleet Academy riesca a onorare l'eredità di Star Trek pur proponendo qualcosa di nuovo, Giamatti attribuisce gran parte del merito alla scrittura. Secondo lui, gli script contengono già riferimenti e richiami evidenti alla tradizione ma allo stesso tempo permettono alla serie di esistere come uno show autonomo e contemporaneo. "Tutto viene da Starfleet Academy, tutto arriva dalla scrittura", afferma, definendola la base mitologica dell'intero universo narrativo.
Chi è Nus Braka
Nella serie, l'attore interpreta Nus Braka (quasi irriconoscibile sotto il trucco) che definisce "Un pirata. Un pirata spaziale. Mezzo Klingon e mezzo Tellarite. Ha viaggiato per tutta la galassia. Probabilmente ha viaggiato nel tempo. Il personaggio che interpreto è, in un certo senso, un fallito. Non ci avevo mai pensato come tema centrale, ma è interessante".
Appassionato di Star Trek, anche se non esperto enciclopedico, Giamatti confida di aver amato la serie dall'infanzia e di essere cresciuto con diverse incarnazioni della saga, pur ammettendo di non saper "citare capitoli e versi". La fantascienza, per lui, è un genere che "Ti mantiene giovane", afferma, perché è "sempre orientata a nuove idee, nuove prospettive e mondi immaginativi". È anche per questo che Starfleet Academy è "coerente con lo spirito del genere, essendo incentrata su giovani che intraprendono un'avventura formativa".
Star Trek come idea di infanzia americana
Per l'interprete, il franchise rappresenta "Un certo tipo di infanzia americana, divenuta internazionale. C'è una sensazione di avventura sana, di esplorazione del mondo. Spesso era un genitore, spesso un padre, a introdurti a Star Trek. E questo è appropriato anche per questa serie: adulti che trasmettono qualcosa. Passare il testimone a una nuova generazione".
Quando si parla di eroi e villain del passato, Paul Giamatti ammette divertito che alcune influenze siano inevitabili, anche se inconsce. Cita Deep Space Nine e personaggi come Gul Dukat e Garak, oltre ai Ferengi, che descrive come "strani, divertenti, inquietanti".
Infine, riflettendo sui temi di Star Trek: Starfleet Academy, l'attore dice: "Penso che certi spinti siano sempre rilevanti. Il conflitto, il fallimento. Proprio il fallimento è un tema importante nella serie. I giovani hanno paura di fallire", e chiude "Non credo sia mai esistita un'età dell'oro in cui tutto andasse bene. Il mondo è sempre stato in movimento".