Una delle sorprese seriali del 2025 è stata Paradise la serie che ha riunito Dan Fogelman e Sterling K. Brown dopo This Is Us. Ci aveva convinto ma ci aveva messo un po' ad ingranare, concentrandosi soprattutto sul lato mystery della vicenda e puntando tutto sul colpo di scena iniziale che ne svelava la vera identità, proprio come la serie precedente.
Giunti alla seconda stagione, in streaming su Disney+, possiamo parlarne più liberamente, e dirvi che l'autore ha decisamente alzato la temperatura, creando incredibilmente un altro racconto che punta alla lunga serialità. Oramai un'utopia e una rarità in un mondo "mordi e fuggi".
Paradise è definitivamente l'erede di This Is Us
Dan Fogelman si fa forza del proprio stile drammatico, che fa leva sulle emozioni senza essere necessariamente retorico o ruffiano. Ci sono ancora i flashback per raccontare la vita precedente al disastro climatico che colpisce la Terra e la vita del bunker ora che Xavier (Brown) è uscito fuori. Una tecnica narrativa che permette anche di rivedere alcuni personaggi amati come il Presidente deceduto di James Marsden. Ci sono ancora gli episodi monografici che si concentrano principalmente su uno dei personaggi e servono anche a presentare le new entry.
Tre i principali nuovi arrivi: Shailene Woodley nei panni di Annie, una giovane donna che si è chiusa in se stessa e nella sua magione per paura di qualsiasi contatto col mondo esterno; Thomas Doherty che è Link, leader di un gruppo di nomadi diretto verso il bunker che vorrebbe ricostruire il mondo e ha una missione segreta; Gary, un postino goffo e sibillino che avrà a che fare con Xavier. C'è ancora quella profondità di racconto che si prende il proprio tempo per raccontare ciò che deve, cullando lo spettatore tra un salto temporale e un colpo di scena.
Un racconto ancora più familiare, ma sempre distopico
Con la stagione 2 di Paradise il genere post-apocalittico e distopico si mescola al family drama. Non è solo la famiglia del protagonista ad essere separata dagli eventi ma anche quelle degli altri personaggi. Se il ciclo inaugurale era tutto ambientato nel bunker, ricordando Silo anche per il lato cospirativo, in questi nuovi otto episodi ci troviamo a Greenland, con la regia che rimane claustrofobica.
Il mix riuscito e consolidato non si dimentica però della parte mystery e anzi mette sul piatto nuove verità nascoste e intrecci incredibili col passato dei protagonisti, soprattutto grazie al personaggio di Sam 'Sinatra' (una Julianne Nicholson sempre più brava). Senza dimenticare la costruzione del personaggio di Jane (Nicole Brydon Bloom): una doppiogiochista come poche che sta mettendo chiunque in pericolo. D'altronde lo stesso Fogelman ha parlato di un progetto pensato almeno su tre stagioni, e sappiamo quanto lui conosca bene la lunga serialità e il saper bilanciare perfettamente il racconto, senza annacquarlo.
L'Odissea post-apocalittica di Xavier
Al centro dei nuovi episodi, Xavier vive una vera e propria Odissea come Ulisse con Penelope. Vuole trovare e ricongiungersi a tutti i costi con la moglie Teri (Enuka Okuma) prima di poter tornare al bunker in Colorado dai figli. Lì intanto si sta instaurando un nuovo ordine mondiale col Presidente che sostituisce Sam. C'è un vero e proprio Nuovo Mondo da affrontare, fuori come dentro, per tutti i personaggi, e i due universi stanno finalmente per collidere.
Se il Paradiso del titolo si lega al ricordo di un mondo lontano, lo stesso Paradiso si può trasformare nell'Inferno, mettendo a dura prova i protagonisti. Del resto, si parla di legami familiari, cambiamento climatico, libero arbitrio e destino: tutti argomenti guidati da una sceneggiatura e una fotografia perfettamente in palette tra loro. Fogelman conferma la propria bravura anche nei brani musicali da scegliere per la soundtrack, che stavolta pesca soprattutto da Elvis. Guardando la stagione capirete perché.
Conclusioni
Dan Fogelman l'ha fatto di nuovo. Paradise 2 è una conferma del suo talento di scrittura e messa in scena che consolida le basi della prima stagione e alza il tiro, rendendo ancora più coesa, coerente e coinvolgente la narrazione grazie all'uso sapiente di flashback ed episodi monografici. La serie mescola survival e family drama senza dimenticare il lato mystery con ottime performance della vecchia guardia (che gioia ritrovare James Marsden) e delle new entry (come Shailene Woodley). Applausi ad uno dei pochi autori rimasti che conosce ancora il significato di lunga serialità. Non c'è più solo il mondo del bunker e quello di prima ma anche quello 'nuovo' là fuori, in cui Xavier vuole ritrovare la moglie Teri: la regia diviene claustrofobica anche negli ampi spazi aperti, senza dimenticare la tensione del racconto.
Perché ci piace
- La struttura narrativa, consolidata e ancora più funzionale.
- Il cast, new entry comprese.
- La scrittura e la regia, che vanno di pari passo.
- Il coraggio di uscire dal bunker dimostrando di avere ancora molto da dire.
Cosa non va
- Qualche sequenza che allunga un po' il racconto e qualche lieve ridondanza.
- Otto episodi sono il numero giusto per questa storia ma ne avremmo comunque voluti di più.