Papa Francesco - Un uomo di parola

2018, Documentario

Recensione Papa Francesco - Un uomo di parola: Wim Wenders e la rivoluzione del Papa simpatico

La recensione di Papa Francesco - Un uomo di parola: Wenders lascia che siano la vivacità e l'affabilità che hanno conquistato folle di fedeli a parlare da sole.

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Se con Pina 3D Wim Wenders aveva raggiunto la magnificenza della forma documentaria, con Papa Francesco - Un uomo di parola, presentato fuori concorso al 71° Festival di Cannes, il regista tedesco fa un passo (stilistico) indietro. È il contenuto che lo richiede. Il film è un accurato ritratto di Papa Francesco che analizza la figura del pontefice, ma anche del "personaggio". Wenders si accosta alla persona di Bergoglio con evidente rispetto, ma non manca di mettere in luce la simpatia e la disponibilità del Pontefice argentino, decisamente più alla mano rispetto ai papi che lo hanno preceduto.

Papa Francesco - Un uomo di parola è una pellicola antropocentrica, focalizzata principalmente sul soggetto del documentario. Il film si compone di un collage di immagini la cui ossatura è costituita dalle interviste che lo stesso regista ha condotto con Papa Francesco in sessioni diverse. Un altro consistente blocco riguarda la cronaca dei viaggi evangelici del Papa in ogni parte del mondo, dall'Italia alla nativa Argentina, dall'Africa agli Stati Uniti (dove lo vediamo bacchettare il Congresso riunito con invidiabile nonchalance). L'unica licenza "artistica" che Wim Wenders si concede in questa occasione sono una serie di immagini fictional in bianco e nero che ripercorrono la vita di San Francesco nelle location in cui è vissuto, necessarie per evidenziare il parallelismo tra l'impronta del santo e l'opera del Pontefice, primo a scegliere il nome Francesco. Nelle sequenze in questione, girate con una particolare cinepresa antica, a impersonare San Francesco è un attore, elemento questo che fornisce un sapore artificioso in contrasto con la semplicità emanata dalla figura di Papa Francesco.

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Francesco: uomo di parole... scomode

Pope Francis: A Man of His Word, Papa Francesco e Wim Wenders in un'immagine del documentario

Dopo qualche pregiudizio iniziale, Papa Francesco è diventato una sorta di eroe tra i cattolici, ma riscuote anche la simpatia di molti non credenti per il suo modo di parlare schietto, per la scelta di dichiarare guerra ai privilegi del clero cattolico e per le posizioni decise che lo hanno spinto a schierarsi a fianco dei deboli, dei poveri, dei perseguitati, dei migranti. Wim Wenders tenta di documentare le varie prese di posizione del Pontefice cercando di essere il più esaustivo possibile. Nel collage di immagini troviamo infatti l'apertura di Francesco ai gay ("Se una persona è gay e cerca il Signore con buona volontà, chi sono io per giudicarlo?"), ma sono disarmanti anche le sue risposte alla candide domande di un gruppo di bambini curiosi di conoscere la sua posizione nei confronti del doveri del Pontefice e della ricchezza della chiesa.

Pope Francis: A Man of His Word, Papa Francesco in un'immagine del documentario

Curioso come un bambino sembra essere anche Wim Winders che, nel corso del suo film, cerca di rispondere a chi solleva dubbi sulla "modernità" e utilità della figura del Pontefice. Il regista sceglie di rimanere per lo più invisibile di fronte alle parole del Santo Padre, lasciando che l'eloquente Francesco dica la sua su economia, capitalismo, migranti ed ecologia. La presenza dell'autore si fa sentire soprattutto nell'elegiaco legame col passato e con la figura di San Francesco, le cui immagini in bianco e nero sono poste a cornice del documentario. Nei vari sottoblocchi del film trovano ampio spazio i temi caldi su cui si continua a dibattere tutt'oggi. Nella visita al Congresso americano, oltre alla presa di posizione del Papa contro il commercio di armi, spicca la sua scelta viaggiare su una Papamobile utilitaria, distinguendosi così dalle berline e dai massicci SUV che trasportano i politici. Le sottosezioni più significative sul piano sociopolitico sono quella dedicata ai migranti, che vede Francesco intento a ribadire la necessità dell'accoglienza affermando che "costruire muri non è una soluzione" mentre va di persona a toccare con mano la situazione, e quella sull'ecologia. Anche in questo caso è facile intuire come le sue posizioni divergano da quelle di Trump, che compare fugacemente nella parte finale del film.

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Un Papa militante, ma con humor

Pope Francis: A Man of His Word, Wim Wenders e Papa Francesco in un'immagine tratta dal documentario

Seppur appassionate, le interviste realizzate da Wim Wenders al Papa nell'arco di alcuni mesi non contengono domande provocatorie né sul suo passato in Argentina (l'attività clericale durante la dittatura) né su argomenti politici scomodi. Wenders sembra nutrire nei confronti del Santo Padre rispetto e ammirazione e lascia che siano la vivacità e l'affabilità che hanno conquistato folle di fedeli a parlare da sole. A tal scopo il regista pone a chiusura del documentario la dichiarazione di Papa Francesco sull'importanza dell'umorismo, arte che il Papa pratica costantemente e che ha contribuito senza dubbio a renderlo così popolare. Scelta militante, questa, forse ancor più delle immagini che vedono Papa Francesco in visita a campi rom, centri di detenzioni e campi profughi. La vera rivoluzione del Papa simpatico, che ha riavvicinato molti fedeli alla chiesa con la sua immagine fresca e la parlata schietta, è la sua capacità di ridere in un contesto in cui, come insegna Umberto Eco ne Il nome della rosa, il potere iconoclasta della risata è tutt'altro che gradito.

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Valentina D'Amico
Redattore
3.0 3.0
Cinecittà World
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