Non mentire, la recensione: Alessandro Preziosi e Greta Scarano in bilico tra due verità

La recensione di Non mentire, fiction di Canale 5 con Alessandro Preziosi e Greta Scarano, in bilico tra il giallo e il thriller.

Non Mentire 1

Non mentire è la nuova serie tv di Canale 5 e prodotta da Indigo film, remake della serie britannica The Liar, che andrà in onda dal 17 febbraio in prima serata su Canale 5. Il cast è di tutto rispetto: due bravi Antonio Preziosi e Greta Scarano contrapposti e determinati, forti e fragili alle prese con una vicenda che stravolgerà le loro vite in un vortice di sospetto, paura e disperazione, toccando e facendo centrali temi di grande attualità, legandoli però indissolubilmente alle dinamiche seriali di una fiction.

La regia è affidata a Gianluca Maria Tavarelli, già noto per aver diretto molte delle più famose fiction televisive italiane (Il giovane Montalbano, Paolo Borsellino, Maria Montessori, Maltese...). Senza dubbio la serie si prefigge come obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di spettatori, alternando momenti di tensione ad altri slice of life, in modo da incontrare i gusti di tutti per poi trascinarli nelle vicende, e in questa recensione di Non mentire cercheremo di analizzare tutto questo per individuarne difetti e punti di forza.

Una doppia verità nella trama di Non mentire

Non Mentire 3

La trama di Non Mentire è tanto semplice quanto intricata: Laura è una giovane insegnante di un liceo di Torino, Andrea uno stimato chirurgo, padre di uno degli studenti di Laura che le chiede un appuntamento. Decidono di uscire a cena la sera stessa e, dopo una piacevole serata tra chiacchiere e qualche bicchiere di vino, tra i due si instaura una certa complicità e attrazione. La mattina dopo, però, mentre Andrea sembra felice affermando con i colleghi di voler continuare a vedere Laura, lei si sveglia nel suo letto stordita e in stato di shock accusando Andrea di stupro. Avrà inizio da qui un vortice di vicende che vedranno Laura determinata ad accusare il padre del suo alunno e Andrea che tenterà una strenua difesa di se stesso, il tutto tra colpi di scena, più o meno attesi, coinvolgimento dei social network, tradimenti e tanto altro.

Tematiche attuali e scottanti

Non Mentire 4

E' palese come nella serie ci sia il chiaro tentativo di offrire uno spaccato, più o meno completo, di molte delle tematiche contemporanee più scottanti condite in salsa #Metoo. Quello che la serie si prefigge, almeno nelle prime puntate, è di rimanere esattamente nel mezzo: nel mezzo di due coscienze e di due verità, entrambi i personaggi sostengono strenuamente la loro innocenza rivendicando il torto dell'altro e la violenza, fisica e/o emotiva, subita. La menzogna diviene quindi elemento centrale intorno a cui tutto gravita, il mentire e le sue tante sfaccettature, piccole e quotidiane, per coprire qualche piccolo segreto fino a quelle più grandi che potrebbero addirittura celare un atroce reato quale lo stupro. Viene portato alla luce anche l'importantissimo elemento del consenso, fondamentale nel definire una violenza: se non c'è consenso da ambo le parti è una violenza e lo rimane anche se uno dei due, pur opponendosi verbalmente, non è in grado di reagire. Ed è qui che si insinua il dubbio, la serie gioca sull'ambiguità delle situazioni, sui traumi pregressi e sulle debolezze dei personaggi pungendoli nel vivo e gettando sale sulle loro ferite.

Non Mentire 3

Altro tema estremamente attuale è quello dei social network e del loro utilizzo. Siamo tutti connessi e sempre più di frequente assistiamo a quel fenomeno chiamato "gogna mediatica" che poco ha di diverso dalle pubbliche umiliazioni medievali: nello specifico, Laura denuncia pubblicamente sui social colui che ritiene essere il suo aguzzino, ma come sempre accade, la cosa non colpirà solo Andrea ma anche lei stessa, vittima di un'onta che colpisce presunta vittima e presunto carnefice in egual modo e in egual misura, lasciandoli in un limbo tra verità "reale" e verità virtuale.

Difetti da fiction

Non Mentire 2

Alla visione però qualche difetto si fa sentire, infatti Non Mentire patisce quelle caratteristiche che spesso contraddistinguono la fiction nostrana, ma che in questo caso stonano con il ritmo da thriller e le atmosfere da giallo. Prima nota dolente sono, purtroppo, i personaggi secondari che spesso scompaiono inghiottiti dalla narrazione centrale, talvolta vittime dei consueti stereotipi legati al loro ruolo. La storia che ci viene raccontata è intensa, semplice e allo stesso tempo complessa, come complesso e delicato è sempre l'approccio al dolore e ai temi difficili, ma, se sul tema della violenza si opta per la necessaria delicatezza, nel rappresentare la sofferenza si spinge un po' troppo l'acceleratore sul dramma, sui tradimenti, scadendo nel facile melò. La serie targata Mediaset rimane comunque un prodotto che cerca di fare un salto di qualità nell'intrattenimento seriale italiano, la strada è ancora lunga ma si può ben sperare.

Leggi anche: Boris: 5 cose che ci ha insegnato sulla TV, sul cinema e sull'Italia

Non mentire, la recensione: Alessandro Preziosi e...
Erika Sciamanna
Redattore
3.0 3.0
Cinecittà World
Cinecittà World

Mostra i vecchi commenti

Compromessi sposi, la recensione: matrimoni impossibili in una cornice da fiction
Pezzi unici: Sergio Castellitto e Giorgio Panariello presentano la Fiction Rai