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Music, la recensione: il discusso debutto alla regia della cantante Sia

La recensione di Music: la cantante australiana Sia esordisce dietro la macchina da presa e lo fa affrontando un argomento delicato come quello dell'autismo, scegliendo come protagonista la sua musa Maddie Ziegler.

RECENSIONE di 22/02/2021
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Music: Kate Hudson in un numero musicale

Siamo abituati a conoscerla come la regina del songwriting, una cantante che, grazie alla sua originalità, ha saputo rivoluzionare per sempre la scena musicale mainstream internazionale: stiamo parlando di Sia, cantautrice australiana multi-platino nominata nove volte ai Grammy Award, due ai BRIT Awards e due ai Golden Globe e celebre soprattutto per il suo singolo Chandelier e per la sua parrucca bicolore. Questa volta, vediamo la cantante cimentarsi con la settima arte e debuttare dietro la macchina da presa con il lungometraggio da lei diretto e co-sceneggiato Music, disponibile in streaming dal 22 al 28 febbraio 2021 in esclusiva su MusicilFilm.it. Una pellicola dalla gestazione decisamente lunga se pensiamo che le riprese erano giunte al termine già 2017 e che il film è stato fermo per tre anni in postproduzione. Protagoniste di questo musical che ha come colonna sonora Music - Songs From And Inspired By The Motion Picture, nono album in studio della cantante, sono Kate Hudson, candidata ai Golden Globe 2021 per il suo ruolo, e Maddie Ziegler, vera e propria musa di Sia nonché protagonista di molti suoi video, che qui veste i panni di una ragazzina con un disturbo dello spettro autistico non verbale. E proprio la scelta della giovane ballerina (e probabilmente la nomination come miglior film commedia o musicale ai Golden Globe 2021) ha scatenato non poche polemiche all'uscita del trailer: la pellicola, infatti, è stata accusata non solo per il ritratto stereotipato del disturbo del neurosviluppo ma, soprattutto, per il fatto di aver minato alla rappresentatività delle persone autistiche nel mondo dello spettacolo, preferendo una ragazza neurotipica a una neurodivergente. In effetti, come vedremo nella nostra recensione di Music, a volte l'interpretazione della protagonista sembra mancare un po' di autenticità, non tanto per le capacità dell'attrice, quanto forse per uno studio non sufficientemente approfondito sul tema. Molto piacevoli, invece, sono le sequenze musicali dai toni fluo e immaginifici, nei quali ritroviamo la Sia che tutti noi conosciamo e apprezziamo.

Nel mondo di Music

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Music: una scena del film

Music (Maddie Ziegler) è un'adolescente con un disturbo dello spettro autistico non verbale che vive da sola con la nonna Millie (Mary Kay Place) in un appartamento di Los Angeles. Le giornate della ragazza sono scandite da una routine ben precisa, fatta di uova a colazione e di una passeggiata mattutina attorno all'isolato; questo fino a quando la nonna viene improvvisamente a mancare e il vicino di casa George (Hector Elizondo) è costretto a chiamare la sorellastra di Music, Kazu detta Zu (Kate Hudson). Zu, un'alcolista in via di guarigione che sbarca il lunario spacciando pillole per un signore della droga di nome Rudy (Ben Schwartz), si ritrova, così, ad essere l'unica tutrice di Music, pur essendo completamente impreparata a questo ruolo. Ad accorrere in suo aiuto sarà un vicino di casa, Ebo (Leslie Odom Jr.), la cui storia familiare lo rende l'unica persona capace di calmare Music durante le sue crisi. Intanto, la ragazzina, osserva i comportamenti delle persone intorno a lei dal suo particolarissimo punto di vista, rifugiandosi regolarmente col pensiero in fantasie musicali dai toni pop.

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Sequenze musicali ultra pop

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Music: Maddie Ziegler in un numero musicale

Come abbiamo già detto nell'introduzione, ci accorgiamo veramente dell'impronta di Sia dalle numerose e vivacissime sequenze musicali che si susseguono durante il film, intervallando le vicende reali dei protagonisti e mostrando quelle che sono le loro emozioni. I momenti di canto e di ballo, infatti, non servono solamente come modalità espressiva di una ragazza che non può esprimersi a parole, ma vengono anche utilizzati per dar voce ai pensieri inespressi degli altri personaggi e per mostrare allo spettatore il loro punto di vista sul mondo. Questi spettacoli, che sembrano costituire un film a sé stante rispetto alla trama principale, rappresentano sicuramente i momenti più piacevoli di Music, grazie ai loro colori ultra pop, alle coreografie dinamiche e ai costumi sbalorditivi. Qui ritroviamo anche tutta l'elasticità fisica di Maddie Zeigler (nelle sue fantasie musicali, infatti, la protagonista non è affetta da autismo) e, per un attimo, ci dimentichiamo di star assistendo al debutto alla regia di Sia e ci ritroviamo catapultati in uno dei tanti video musicali che l'hanno resa famosa nel mondo. A fare da colonna sonora, sono le tracce del disco elettropop Music - Songs From And Inspired By The Motion Picture, il nono in studio per la cantante, ricche di inni motivazionali ma anche di collaborazioni con artisti del calibro di David Guetta.

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Troppe sottotrame

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Music: Kate Hudson in un'immagine

Uno dei problemi fondamentali di Music è rappresentato dal fatto di seguire troppe sottotrame, cosa che inevitabilmente finisce per distrarre lo spettatore da quello che dovrebbe essere il vero intento del film: parlare di autismo. Più che una narrazione incentrata su quello che è l'universo della sua protagonista, Music, assistiamo a una pellicola che, soprattutto nella sua seconda metà, ruota attorno alle vicende e al punto di vista di Zu. La donna infatti, combatte la sua battaglia contro la dipendenza da alcol mentre cerca di trovare un proprio posto nel mondo e, nell'enorme confusione che è la sua vita, la sorellastra appare spesso come un semplice mezzo per la sua crescita personale. Non solo, ad aumentare la sensazione che il fine ultimo del film venga meno, ci si mette anche la storia d'amore tra Zu e il vicino di casa Ebo, anche lui con tutto il suo background e le sue problematiche da affrontare. Tutte queste sottotrame, alle quali si vanno ad aggiungere quelle di altri personaggi collaterali e anche alcuni camei (Juliette Lewis e la stessa Sia), non solo distolgono i riflettori dal personaggio di Maddie Ziegler ma finiscono per dar vita a un miscuglio mal gestito di dipendenze, disabilità e traumi.

La rappresentazione dell'autismo

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Music: una sequenza del film

Il vero tasto dolente del film di Sia è costituito, però, dal modo in cui l'autismo viene rappresentato. Al di là delle polemiche emerse dal fatto di aver scelto Maddie Ziegler, una ragazza neurotipica, invece di preferire una protagonista con un disturbo dello spettro autistico, il problema è che, quello fornito da Music, finisce per essere un ritratto fortemente stereotipato di questa particolare condizione. Nonostante tutte le ricerche che la cantante afferma di aver fatto, il personaggio interpretato dalla Ziegler appare sempre con la bocca aperta ed esagera con le espressioni facciali, dando vita a quella che sembra un'imitazione che rasenta lo scherno. Inoltre, come abbiamo già affermato, soprattutto nella sua seconda parte il film tende a relegare Music nel ruolo di mero strumento per migliorare quella che è la condizione di Zu, mettendo così da parte ciò che il film si proponeva di rappresentare. Fortunatamente, l'interpretazione di Kate Hudson risolleva un po' le sorti del film, anche se, dopo la bufera di polemiche che è stata sollevata, il Golden Globe per il suo ruolo in Music sembra più lontano che mai.

Conclusioni

Come abbiamo visto nella nostra recensione di Music, debutto alla regia della cantante australiana Sia, il film presenta diverse criticità. In primo luogo non riesce a fornire una rappresentazione autentica e coerente di cosa significhi avere un disturbo dello spettro autistico; in secondo luogo, le numerose sottotrame che si susseguono durante il film finiscono per relegare quella che dovrebbe essere la protagonista, Music (Maddie Ziegler), al ruolo di strumento per la crescita personale della sorellastra Zu (Kate Hudson). Belle invece le sequenze musicali ultra pop nelle quali ritroviamo la Sia che tutti noi conosciamo e apprezziamo.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

1.8/5

Perché ci piace

  • Le sequenze musicali ultra pop.
  • L'interpretazione di Kate Hudson.

Cosa non va

  • Troppe sottotrame-
  • Pessima rappresentazione dell'autismo.