Mektoub, My Love: Canto Uno

2017, Drammatico

Mektoub, My Love: Canto Uno, i protagonisti del film di Kechiche: “L’estate che ci ha cambiato la vita”

Intervista video a Shaïn Boumedine e Ophélie Bau, protagonisti di Mektoub, My Love: Canto Uno, prima parte del film di Abdellatif Kechiche presentato in concorso al 74esimo Festival di Venezia. Nelle sale italiane dal 24 maggio.

Mektoub, My Love: Canto Uno, Shain Boumedine in un momento del film

Certe estati, soprattutto quando si è giovani, possono cambiare in pochi giorni una vita intera: è ciò che accade ad Amin (Shain Boumedine), studente di Medicina a Parigi, che torna al paese natale, in Occitania. Qui, grazie all'intraprendente cugino Tony (Salim Kechiouche), conosce Ophélie (Ophélie Bau), per cui prova un'attrazione che non riesce a esprimere materialmente, rimanendo sempre come distaccato rispetto a tutto ciò che lo circonda.

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Amori, sudore, salsedine, cibo: a quattro anni di distanza da La vita di Adele, premiato con la Palma d'Oro al Festival di Cannes, Abdellatif Kechiche torna a raccontare la vitalità dei giovani, la loro bellezza che chiede di essere goduta qui e ora. Presentato in concorso alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia, Mektoub, My Love: Canto Uno, esce nelle sale italiane il 24 maggio, ed è il primo capitolo di una trilogia ispirata al romanzo La blessure, la vraie, storia semi-autobiografica del giornalista François Bégaudeau.

Mektoub, My Love: Canto Uno, Opheline Baufle in una scena del film

Abbiamo incontrato i protagonisti del film di Kechiche al Lido, dove ci hanno raccontato qualcosa in più dell'estate che ha cambiato loro la vita: "Ci siamo identificati inevitabilmente: questa estate che si è prolungata mi ha colpito, mi ha segnato" ci ha detto Bau, seguita da Boumedine: "Sì, abbiamo lavorato molto, ma con grande piacere: l'importante è solo che quest'estate ci è rimasta dentro. Ci siamo divertiti moltissimo in spiaggia".

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La vita vera nei film di Kechiche

Mektoub, My Love: Canto Uno, una scena del film di Kechiche

Ancora una volta Kechiche è riuscito nel miracolo di realizzare una pellicola che non sembra un film, ma uno spaccato di vita reale, totalmente fluido. Abbiamo chiesto quindi agli attori come siano riusciti a creare questa atmosfera. Per Boumedine: "Ci vuole molto impegno per arrivare a qualcosa di così naturale, in modo che il pubblico ci si possa identificare tanto da dire: anche io mangio così, anche io faccio così... è molto naturale: semplicemente l'abbiamo vissuto". Secondo Bau invece: "Mangiamo per davvero, tutti abbiamo fame per davvero, viviamo per davvero: penso sia per questo che riesce a trasmettere l'emozione di un pasto".

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La nostra intervista a Shaïn Boumedine e Ophélie Bau

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