Un action comedy esagerata e scanzonata che porta su schermo i sogni dell'infanzia, questo è Matchbox: il film, lungometraggio dedicato ai storici giocattoli Mattel che, attraverso un cast stellare, porta adrenalina e il racconto di sogni che si avverano. Una visione leggera, intrattenimento allo stato puro, che ci catapulta nel pericoloso mondo di Sean, un agente della CIA specializzato in missioni pericolose.
Quando però viene a sapere della morte di una persona importante della sua infanzia, torna nella cittadina natale per partecipare al funerale e rincontrare alcuni suoi amici dell'epoca. Ben presto una serata tra birre e ricordi si tramuta in un rapimento di gruppo poiché Sean viene accusato di aver sottratto per loschi scopi armi nucleari.
Una storia sulla forza dell'amicizia e su una squadra di improbabili compagni capitanata da John Cena, al quale abbiamo chiesto qualche dettagli in più sul film e sulla sua vocazione per i ruoli action.
Matchbox: un caos esilarante
Nel film Matchbox, Cena guida un dinamico cast corale nel quale spicca un gruppo di cinque protagonisti. All'interno di questa improbabile banda, l'attore interpreta Sean, un personaggio che funziona un po' da contrappeso rispetto al caos circostante. "Il ruolo di Sean nella commedia, secondo me, è quello di essere la persona seria", spiega l'attore, evidenziando come sia proprio il contrasto tra la sua rigidità e la stravaganza degli altri a innescare le dinamiche comiche della pellicola. "È la banda di Matchbox a essere strappata dalla propria vita normale e catapultata in quella di Sean; sono loro a fornire quell'umorismo esagerato del tipo 'questo non è normale', mentre la serietà di Sean radica tutto nella vera posta in gioco del film".
WWE vs. Set cinematografico: l'adrenalina e il racconto fisico
Passare dalle grandi arene del wrestling professionistico ai set cinematografici richiede una trasformazione radicale nella gestione della presenza scenica e dell'energia. Se sul ring della WWE l'adrenalina nasce dalla connessione diretta con migliaia di tifosi, il cinema impone una dimensione espressiva diversa: "Non c'è niente che io abbia mai provato di paragonabile all'essere al centro di un ring con un pubblico entusiasta intorno a te. Le scene di combattimento nei film, invece, sono molto più intime".
Un passaggio che non snatura la narrazione fisica, ma la arricchisce di dettagli. "Nella WWE si tratta di un grande spettacolo, le cose sono enormi e fai leva su questi grandi momenti", chiarisce l'attore. "Il combattimento in un film riguarda solo le persone coinvolte: non coinvolgi il pubblico ed è un'esperienza molto più sfumata. Puoi concentrarti su piccole cose che non si vedrebbero necessariamente in un'arena". Nonostante questa dimensione più raccolta, la presenza degli effetti pratici ha regalato a Cena la gioia pura dei giochi d'infanzia: -"Vedere saltare in aria le cose e sapere che è tutto reale è come l'immaginazione che prende vita. Eravamo un gruppo di "bambinoni" che gioca a ribaltare camion e a sfrecciare nel deserto, proprio come avrei pensato di fare da piccolo"_.
L'eredità di Jackie Chan e il valore dell'imperfezione
Per dare profondità emotiva a un genere spesso dominato dalla sola spettacolarità, Cena si è ispirato ai grandi maestri del cinema d'azione. "Uno dei migliori della nostra generazione credo sia Jackie Chan", dichiara. "Ciò che fa brillantemente in molti dei suoi lavori è sviluppare il senso del combattere da una posizione di svantaggio. Tutti noi vogliamo fare il tifo per chi parte svantaggiato, per persone imperfette, non per persone cattive dentro, ma per chi sa di poter correggere la rotta. Il mio esempio più emblematico di personaggio imperfetto è Peacemaker. Peacemaker è un personaggio fortemente imperfetto, ma puoi vedere in lui che c'è una possibilità, che c'è del potenziale".
Questa vulnerabilità diventa la chiave di lettura per comprendere l'evoluzione del suo personaggio, un uomo apparentemente incrollabile che deve imparare ad aprirsi e a fidarsi degli altri. "All'inizio sembra che il mio personaggio, Sean, abbia tutto sotto controllo, ma quando entri nella storia scopri che è imperfetto e vuoi tifare per lui". Ed è qui che si racchiude il cuore del messaggio che L'interprete rivolge sia al suo personaggio sia agli spettatori: "Chiedere aiuto non è una debolezza, è un punto di forza".
Una passione nata da bambino
Un messaggio profondo racchiuso in un progetto che, per la star hollywoodiana, rappresenta anche un ritorno alle origini e alle proprie passioni d'infanzia. "Sono davvero fortunato a far parte di questo franchise perché ne sono fan da tantissimo tempo", racconta con entusiasmo, ricordando a memoria i modelli che custodiva da piccolo. "La mia Matchbox preferita era una Oldsmobile 4-4-2 del 1970. Al secondo posto un'86 Porsche 911 e al terzo una Dodge Charger del '69. Riesco a vedere quelle macchinine come se fosse ieri".