Marco Bellocchio: La porta della realtà, Fabio Lovino: “Un film per far conoscere il suo cinema ai giovani”

L'incontro al Locarno Film Festival col fotografo Fabio Lovino, regista del ritratto d'autore Marco Bellocchio: La porta della realtà.

Un primo piano del fotografo Fabio Lovino

Cineasta indomito, eterno ribelle, quando si è trattato di diventare lui stesso oggetto di narrazione, Marco Bellocchio si è affidato allo sguardo di un suo collaboratore ventennale. Fabio Lovino, fotografo di scena e autore di ritratti di star di massima grandezza tra cui De Niro, Pacino, David Lynch e Morrissey. Il risultato è Marco Bellocchio: La porta della realtà, documentario breve, ma intenso che racconta la persona dietro il regista.

"Dopo 20 anni volevo raccontare qualcosa di Marco, così sul set de Il traditore gliel'ho chiesto" ci ha detto Lovino al Festival di Locarno, dove il film è stato presentato Fuori Concorso. "Ho scritto un soggetto e lui mi ha dato l'ok senza nemmeno voler leggere. La sua fiducia nei miei confronti per me è già un premio enorme, non era scontata, senza contare che il 27 agosto il film uscirà nei cinema con Lucky Red grazie alla scommessa di Andrea Occhipinti. Quando gliel'ho mandato un anno fa era in vacanza a Stoccolma e mi ha detto due cose. La prima: voglio distribuire il tuo film in tutto il mondo. E la seconda: dove hai trovato il coraggio?".

Marco Bellocchio 1
Un'immagine di Marco Bellocchio

Un documentario rivolto alle nuove generazioni

Per Fabio Lovino presentare La porta della realtà a Locarno è un cerchio che si chiude. Come spiega lui stesso, "Bellocchio è partito da Locarno con I pugni in tasca nel 1965 per costruirsi una carriera eccezionale. Ho impiegato sette anni di lavoro per condensarla in un'ora e sono stato costretto a fare delle scelte. Anche Occhipinti mi ha detto che avrebbe voluto vedere di più, ma ho scelto una forma agile per favorirne la diffusione. Il mio obiettivo è raggiungere anche le nuove generazioni, lo devo a Marco".

Marco Bellocchio Biciletta
Una scena di Marco Bellocchio: La porta della realtà

Come rivela la nostra recensione di Marco Bellocchio - La porta della realtà, nel film si alternano le voci di alcuni dei collaboratori di Bellocchio, tra cui Marco Giulio Giordana, Pierfrancesco Favino, Fabrizio Gifuni, il compianto Roberto Herlitzka. Daniele Ciprì. "Li ha scelti personalmente Marco" spiega Lovino. "Ognuno di loro ha dato talmente tanto al film. Se penso alla commozione di Favino quando, sul set de Il traditore, dice che non vorrebbe mai finire il film. La stessa cosa la dicono tutti gli altri, a dimostrare quanto sia eccezionale l'esperienza di lavorare con Bellocchio. La mia sfida è stata fare una sintesi di tutto ciò".

La famiglia prima di tutto

Pier Giorgio Bellocchio Marco Bellocchio Elena Bellocchio
Marco Bellocchio coi figli Piergiorgio ed Elena

Fabio Lovino ha girato il suo documentario per ringraziare Marco Bellocchio di tutto ciò che ha ricevuto in vent'anni di collaborazione e per raccontare un maestro del cinema che, inconsapevolmente, ha cambiato la vita di tante persone. "Non solo ha approvato tutto, ma mi ha anche ringraziato per aver portato con delicatezza la sua famiglia all'interno del film" spiega riferendosi all'ultima parte del documentario, il momento intimo e liberatorio in cui Elena e Pierfrancesco Bellocchio riflettono sulla morte del gemello del padre, Camillo, morto suicida a 29 anni.

"Naturalmente ho tagliato la parte in cui Elena piange, volevo evitare la pornografia del dolore televisiva" aggiunge. "Il film è una lezione di cinema che racconta un uomo attraverso la sua arte, ma anche la sua umanità. Credo che tutti i grandi artisti abbiano sofferto, ed è da qui che nasce la profondità della riflessione".

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