Lo Straordinario mondo di Zoey, la recensione: la vita batte a tempo di musica

La nostra recensione di Lo Straordinario mondo di Zoey, in originale Zoey's Extraordinary Playlist, la nuova serie musical in Italia dal 16 settembre con tre episodi a settimana su RaiPlay.

RECENSIONE di 16/09/2020
Zoeys Extraordinary Playlist Jane Levy
Lo straordinario mondo di Zoey: un'immagine di Jane Levy

Non si può fare a meno di canticchiare scrivendo la recensione di Lo Straordinario mondo di Zoey (in originale Zoey's Extraordinary Playlist) la serie di NBC che arriva in Italia dal 16 settembre con tre episodi a settimana su RaiPlay (fino al 7 ottobre). Una serie che in madrepatria ha avuto una gestazione difficile, è andata in onda in midseason ma è riuscita a creare nelle sue dodici settimane di programmazione una sua fanbase e a ottenere il rinnovo per una seconda stagione.

Ma di cosa parla la straordinaria playlist di Zoey? In una storia che fa un po' il verso a Eli Stone, Jane Levy (che conosciamo dai ruoli in Suburgatory, Shameless e What/If di Netflix) interpreta la Zoey del titolo, una programmatrice che riceve una promozione sul lavoro, un luogo moderno, tecnologico e open space come vorrebbero le migliori aziende del settore. Mentre si sottopone a una risonanza magnetica, però, avviene un terremoto ed è come se un'intera playlist di canzoni venisse scaricata nel suo cervello. Ora riesce a sentire i pensieri delle persone che le stanno intorno... in musica.

...SO SING ME MAYBE

Zoeys Extraordinary Playlist Jane Levy Skylar Astin
Lo straordinario mondo di Zoey: Jane Levy e Skylar Astin in una scena

Il nuovo "dono" di Zoey arriva con delle regole ma senza un manuale di istruzioni, come spesso capita in questi casi. Perché riesce a sentire solamente alcuni pensieri e altri no? Per aiutarli? Per comportarsi di conseguenza quando si tratta di persone a cui vuole bene? Non è solo sul lato lavorativo che le cose si stanno evolvendo per la nostra protagonista. Il suo migliore amico Max (lo Skylar Astin di Pitch Perfect) potrebbe avere qualcosa da confessarle e lo stesso dicasi per il nuovo collega Simon (John Clarence Stewart, che Levy ritrova proprio da What/If). A casa il padre (l'indimenticato Peter Gallagher) è affetto da paralisi sopranucleare progressiva e non riesce a comunicare con i propri cari, inclusi la moglie e madre di Zoey (Mary Steenburgen, Joan of Arcadia) e il figlio/fratello di Zoey, David (Andrew Leeds), che sta per diventare papà a sua volta. Tanta è la carne al fuoco per tutti i protagonisti e l'evoluzione è dietro l'angolo. Completano l'ensemble di personaggi eccentrici e molto umani: la terribile (ma solo apparentemente) capa di Zoey, Joan (il recasting all'ultimo con una scoppiettante Lauren Graham che propone alcune delle migliori cover della serie e un personaggio più profondo di quanto sembri inizialmente) e Mo (Alex Newell, direttamente dalle ultime stagioni di Glee), vicino di casa di Zoey gender fluid. Cosa volere... ops, cantare di più?

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PLEASE DON'T STOP THE MUSIC

Zoeys Extraordinary Playlist Jane Levy Peter Gallagher
Lo straordinario mondo di Zoey: un'immagine della prima stagione

Era dai tempi di Glee, la creatura musicale di Ryan Murphy, che non vedevamo, anzi, sentivamo una tale corrispondenza fra testi dei brani musicali scelti e la storia raccontata, da far quasi venire la pelle d'oca. Vi verrà voglia di riascoltare in loop alcune cover dello show, soprattutto quando i singoli diventano duetti, o cambia l'arrangiamento, e viceversa. Il creatore Austin Winsberg non ha paura di scoprire già molte carte in queste prime dodici puntate, snocciolando temi anche molto delicati come la religione, la malattia, la morte, l'ansia di diventare genitori, l'essere gender fluid, la depressione, toccandoli con delicatezza e analizzandoli attraverso dialoghi attenti e puntuali e ovviamente attraverso la musica, che è sempre uno strumento potentissimo per dire le cose non dicendole per davvero.

Zoeys Extraordinary Playlist Jane Levy Lauren Graham
Lo straordinario mondo di Zoey: una scena della serie

Tutto viene filtrato attraverso il sorriso spesso perplesso e preoccupato della protagonista e di chi le sta intorno, attraverso una fotografia coloratissima che ricorda un po' l'atmosfera di Pushing Daisies. Lo Straordinario mondo di Zoey è una comedy ma è anche un drama, è romantica e dolce come poche altre ma anche imprevedibile a suo modo. Una storia che emerge per aver saputo usare ancora una volta la musica in modo nuovo, pur tra alti e bassi legati alla sua natura generalista. Non vi diremo molto altro per non fare troppi spoiler, ma speriamo di avervi un po' incuriosito. Fatevi trasportare nello Straordinario mondo di Zoey... dubitiamo che possiate mai pentirvene!

Conclusioni

Concludiamo la nostra recensione di Lo Straordinario Mondo di Zoey così come l’abbiamo iniziata… cantando! Non possiamo davvero fare altrimenti, elogiando la scrittura del creatore Austin Winsberg e del suo team, che ha saputo raccontare in modo nuovo una storia di per sé già originale. Aggiungiamo l’interpretazione adorabile di Jane Levy in primis, seguita da tutto il resto del cast, le meravigliose performance della coreografa Mandy Moore che ha vinto di recente l’Emmy tecnico per la serie, i direttori del casting e chi ha realizzato le cover delle canzoni. Non riusciamo a non essere conquistati dal mondo di Zoey e dei suoi amici, colleghi e familiari e non vediamo l’ora di approfondire ulteriormente con la seconda stagione.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

3.0/5

Perché ci piace

  • La storia che pur tra qualche ingenuità e cliché propone una scrittura geniale (come l’ottavo episodio “Glitch”) e riesce a parlare di argomenti anche drammatici con delicatezza.
  • Le coreografie e le cover sono ottimamente realizzate, variegate e “in topic”, la fotografia coloratissima della serie sprizza energia da tutti i pori.
  • Il cast scelto è perfetto in tutti i ruoli, a cominciare dall’adorabile protagonista Jane Levy.

Cosa non va

  • Gli inevitabili alti e bassi narrativi dovuti alla sua natura generalista.
  • La serie potrebbe non piacere a chi non ama i musical e simili, ma se fate uno sforzo potrebbe conquistare anche i più scettici fra voi spettatori.