Le tre morti di Marisela Escobedo, la recensione: su Netflix una madre che lotta per ottenere giustizia

La recensione di Le tre morti di Marisela Escobedo, il documentario distribuito su Netflix che racconta l'estenuante lotta di una madre per ottenere giustizia per l'omicidio della figlia.

RECENSIONE di 15/10/2020
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Le tre morti di Marisela Escobedo: una scena del film

"Mediamente in Messico sono assassinate dieci donne ogni giorno. Il 97% dei femminicidi resta impunito." Scegliamo di cominciare la recensione di Le tre morti di Marisela Escobedo, il documentario di Carlos Pérez Osorio distribuito su Netflix, con questi dati che la pellicola fornisce e che ci mostrano, in maniera estremamente chiara, quanto il singolo caso che ci viene raccontato sia solo una goccia in un vastissimo mare. A volte, però, sono proprio queste piccole storie (che però non verranno mai dimenticate), a costituire la scintilla che farà divampare l'incendio. Le tre morti di Marisela Escobedo racconta una realtà tristemente comune in Messico, l'enorme numero di femminicidi, partendo dal caso di una madre che, dopo l'omicidio della figlia, inizia una crociata per la condanna del suo assassino. Questo suo sforzo incessante ed instancabile per trovare giustizia, darà poi il via ad un'ondata di manifestazioni e proteste contro un governo corrotto che permette ai delitti di genere di restare per la gran parte impuniti.

Questo documentario, pur essendo radicato in una realtà fortemente messicana, approfondisce tematiche che travalicano i confini di quel paese, e che hanno un sapore decisamente universale. L'unico rammarico è che, probabilmente, vista l'enormità del catalogo Netflix (anche per quanto riguarda i documentari), l'arrivo di questo film si perderà nei meandri della piattaforma streaming. Un vero peccato, perché Le tre morti di Marisela Escobedo è capace di colpire profondamente chiunque, che si sia nati e cresciuti in Messico o che si provenga da uno dei quei paesi in cui si crede (erroneamente) che situazioni come questa non possano mai accadere.

L'omicidio di Rubì

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Le tre morti di Marisela Escobedo: una scena del film

Marisol Rubí Frayre Escobedo è la figlia adolescente che un giorno, a Marisela, viene strappata via. Il suo compagno Sergio Rafael Berraza, da cui ha da poco avuto una bambina, la uccide violentemente, probabilmente perché stufo della relazione o perché lei lo voleva lasciare. Sicuri dell'identità dell'assassino, Marisela e il resto della sua famiglia fanno di tutto perché la polizia lo trovi e lo catturi, certi che se sottoposto ad un processo - con tutte le prove a suo carico - sarebbe stato condannato. Peccato che i rappresentati del sistema giudiziario messicano, in cui la corruzione dilaga, facciano proprio il contrario di ciò che chiunque si sarebbe mai aspettato: Sergio viene assolto, pur avendo praticamente confessato l'omicidio durante il processo (e aver localizzato il corpo), perché a quanto pare non ci sono elementi sufficienti per incarcerarlo.

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Le tre morti di Marisela Escobedo: una scena del film

L'ira di Marisela da questo momento diventa incontenibile, e, organizzando manifestazioni e cortei fa di tutto per riportare l'attenzione delle autorità sul caso di sua figlia Rubì. Le difficoltà, però, si faranno di volta in volta sempre maggiori: Sergio si darà prima alla macchia e poi entrerà a far parte del gruppo criminale dei Los Zetas (che inizieranno a minacciare di morte Marisela); il nuovo governatore dello stato di Chiuhuahua, dove è avvenuto l'omicidio, metterà i bastoni tra le ruote alla donna, preoccupato che le continue proteste ledano la sua immagine (considerato che ora è ricercato per appropriazione indebita già tanto pulita non era).

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Un esempio da seguire

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Le tre morti di Marisela Escobedo: una scena del film

Le tre morti di Marisela Escobedo - che procede attraverso l'ampio uso di preziosi filmati di repertorio (anche dell'infanzia di Rubì), delle testimonianza accorate di familiari ed amici, e con il contributo di giornalisti e avvocati che hanno seguito il caso da vicino - racconta di un piccolo caso che però con il tempo ha acquistato sempre più rilevanza, fungendo da miccia per una serie di situazioni (l'attenzione mediatica sui femminicidi a Ciudad Juarez, la guerra contro il Narcotraffico...) che avranno un enorme impatto sulla realtà sociale e politica messicana.

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Le tre morti di Marisela Escobedo: una scena del film

Lo spettatore riesce a mettersi facilmente nei panni di Marisela, empatizzando con lei per tutto quello che le è accaduto: non c'è genitore che non ascolterà con terrore la sua storia e quella delle altre migliaia di "desaparecidas", che qui non viene raccontata nel dettaglio ma di cui comunque percepiamo l'entità. Più la narrazione procede più il livello di incredulità dello spettatore sale: l'inefficienza del sistema giudiziario messicano e della polizia, che in più e più occasioni si fa sfuggire Sergio Rafael Berraza, ci porta a chiederci se si tratti davvero di una storia vera e non sia invece un opera di finzione. Purtroppo, però, tutto ciò che vediamo in questo documentario è realmente accaduto, e non possiamo che fare altro che comprendere, ancor di più, il valore di quanto fatto da Marisela. In un mondo in cui esigere giustizia altro non è che un'inutile lotta contro i mulini a vento, lei è riuscita a fare davvero qualcosa: diventare un esempio da seguire per tutti coloro che hanno perso una figlia, una sorella, un'amica e non trovano pace. In Messico, sì, ma anche nel resto del mondo.

Conclusioni

Concludiamo la recensione de Le tre morti di Marisela Escobedo, sottolineando quanto il documentario distribuito da Netflix ci abbia profondamente colpito. Attraverso il caso di Marisela Escobedo, una madre che lotta per ottenere giustizia dopo l'omicidio della figlia, questo film ci ha raccontato una terribile realtà messicana, che seppur così lontana da noi sentiamo anche molto vicina.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

3.0/5

Perché ci piace

  • Il racconto della storia di Marisela, ricco di testimonianze e preziose interviste.
  • Una storia che colpisce nel profondo e che ha un valore universale.

Cosa non va

  • Purtroppo questo documentario potrebbe perdersi nei meandri dello sconfinato catalogo Netflix.