Forever Young: non c'è niente di più ridicolo di un vecchio ridicolo

Alla nona pellicola da regista, Fausto Brizzi non rinuncia alla narrazione episodica, concentrandosi questa volta su quella categoria particolare di persone mature che non si rassegna ad accettare il tempo che passa, affidando il peso di una trama esile a un cast di professionisti della risata.

Nell'albo di Topolino che celebrava i 60 anni di Paperino, il papero creato da Walt Disney ce la mette tutta per sembrare più giovane: cerca di stirarsi le rughe, di mantenere una forma fisica mai esistita visti i decenni passati a sonnecchiare sull'amaca e di rendersi giovanile agli occhi dei nipoti Qui, Quo e Qua. Turbato dal compleanno importante, Paperino non si rassegna al tempo che passa, per poi cedere di fronte alla frase ripetutagli più volte da Nonna Papera e soci "non c'è niente di più ridicolo di un vecchio ridicolo".

Forever Young: Lillo in una scena del film
Forever Young: Lillo in una scena del film

Questa frase è l'idea alla base di Forever Young, nona pellicola di Fausto Brizzi che, dopo aver esplorato il mondo degli adolescenti impegnati con l'esame di maturità, quello delle coppie in crisi e l'incubo delle feste natalizie, ha deciso di puntare l'obbiettivo su quei personaggi, sempre più diffusi, che, nonostante gli anni e i chilometri, si ostinano a voler essere giovani a tutti i costi.

Forever Young: Teo Teocoli e Stefano Fresi in una scena del film
Forever Young: Teo Teocoli e Stefano Fresi in una scena del film

Affidandosi a una narrazione episodica, retaggio dei diversi anni passati a sceneggiare i film di Natale di Neri Parenti, Brizzi racconta le storie di diversi personaggi della capitale: Giorgio (Fabrizio Bentivoglio), cinquantenne proprietario di una radio importante che vive con una ragazza che potrebbe essere sua figlia, Diego (Lillo Petrolo), dj che conduce il programma radiofonico "I wanna be forever young", come l'omonima canzone degli Alphaville che dà anche il titolo alla pellicola, Franco (Teo Teocoli), avvocato settantenne fanatico dello sport, al punto da costringere il cognato Lorenzo (Stefano Fresi), che a campi da tennis e maratone preferisce un bel piatto di carbonara, ad allenamenti estremi e Angela (Sabrina Ferilli), estetista sulla soglia dei cinquanta che, sotto consiglio dell'amica Sonia (Luisa Ranieri), inizia una relazione con un ragazzo di venti anni.

Forever Young: Lorenza Indovina e Fabrizio Bentivoglio in una scena del film
Forever Young: Lorenza Indovina e Fabrizio Bentivoglio in una scena del film

Non è un paese per giovani

Forever Young: Sabrina Ferilli e (di spalle) Fabrizio Bentivoglio in una scena del film
Forever Young: Sabrina Ferilli e (di spalle) Fabrizio Bentivoglio in una scena del film

Figli di un'epoca ricca e schiava dell'immagine, i cinquantenni di oggi hanno spostato sempre più l'asticella della giovinezza, trasformando di volta in volta i quaranta nei nuovi trenta, poi i cinquanta e così via. Esempi illustri di "forever young" ci sono in televisione, sui giornali, in politica, a dimostrazione di come la concezione della figura, ormai mitologica, del giovane sia in continua trasformazione, almeno in Italia. Appartenente alla categoria per sua stessa ammissione, Brizzi ha voluto raccontare questa realtà, o forse semplicemente prendere in giro se stesso e i suoi amici, mettendo alla berlina vizi e ossessioni di persone mature che proprio non riescono ad accettare il tempo che passa e soprattutto le responsabilità che comporta il diventare adulti.

Forever Young: un primo piano di Teo Teocoli
Forever Young: un primo piano di Teo Teocoli

Ed è forse su questo che il film avrebbe dovuto concentrarsi maggiormente, trasformando i propri personaggi in qualcosa di più di macchiette divertenti, che sì, diventano protagonisti di gag che strappano delle risate di pancia, ma che non approfondiscono mai la realtà quotidiana delle persone che prendono in giro, non diventando mai veri, mai delineati a tutto tondo, limitando il discorso ad ambienti ricchi e viziati, in cui nessuno prende mai la metropolitana mescolandosi alla gente, rinunciando alla satira e alla critica sociale feroce, accontentandosi di far sorridere senza pensieri, lì dove in vece si sarebbe potuto colpire con grande efficacia e ferocia.

Un cast brillante che tiene insieme una trama esile

Forever Young: Luisa Ranieri in una scena del film
Forever Young: Luisa Ranieri in una scena del film

La superficialità della storia è salvata da un cast di professionisti della risata, che sanno sfruttare al meglio il materiale esile che viene offerto loro: la coppia più efficace è quella formata da Teo Teocoli e Stefano Fresi, perfetti nei tempi comici e nella fisicità, protagonisti di alcune delle scene più riuscite, divertente come al suo solito Lillo Petrolo, che ancora una volta mette in mostra la sua passione per il ballo. Il più cinico è forse il personaggio di Bentivoglio, incorreggibile fino alla fine, mentre i giovani presenti non fanno una gran figura, a partire dallo YouTuber del momento, interpretato da Francesco Sole, che, proprio come nei suoi video, è perennemente esagitato e incomprensibile, superficiale e concentrato solo su selfie e popolarità data dai like sui social network.

Se l'Italia non è un paese per giovani e i giovani vecchi lo stanno rovinando, dove sono gli adulti responsabili? Sono nelle strade, vanno a lavorare ogni giorno con i mezzi pubblici e magari fanno la pasta fatta in casa perché è buona e meno cara del ristorante, non perché fa tanto "vintage". Certo, forse storie così fanno sorridere poco, a meno che questi adulti non diventino supereroi scorrettissimi che mangiano budini e cantano Anna Oxa. Ma questa è un'altra storia.

Movieplayer.it

2.5/5