La casa tra le onde, la recensione: una storia profonda come l’oceano

La nostra recensione de La casa tra le onde, il nuovo film di Hiroyasu Ishida, regista di Penguin Highway, che anche stavolta porta sugli schermi una storia intensa e dalle mille sfaccettature disponibile dal 16 settembre 2022 sulla piattaforma streaming Netflix.

RECENSIONE di 19/09/2022
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La casa tra le onde: un'immagine del film

Qual è il sogno e quale la realtà? Spesso da bambini ci siamo persi nei nostri giochi, in mondi che inventavamo sul momento: un viale alberato poteva diventare una foresta, la vasca da bagno un mare in tempesta. Tutto passava per la nostra fantasia, i dolori e i problemi quotidiani venivano assorbiti e trasformati in qualcosa di fantasioso, cambiando nella forma ma non nella sostanza. Ci tenevamo in questa recensione de La casa tra le onde a sottolineare come questo secondo film animato di Hiroyasu Ishida faccia un'operazione simile. Il regista di Penguin Highway, collaborando di nuovo con lo Studio Colorido, ci regala un'opera che cela una profondità inaspettata e più di una chiave di lettura, un anime per tutte le età disponibile dal 16 settembre sulla piattaforma streaming Netflix.

Avventura e incomprensioni nella trama

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La casa tra le onde: una foto del film d'animazione

La storia de La casa tra le onde segue principalmente le vicende di due bambini che stanno per terminare le elementari, Natsume e Kosuke, amici d'infanzia fin dalla tenera età che vivevano in uno stabile che dovrà essere demolito di lì a poco. Specialmente per Natsume, una ragazzina molto riservata, è difficile accettare che quel luogo, dove lei ha vissuto momenti felici, sia destinato a sparire e, proprio per questo, spesso sgattaiola non vista all'interno per trascorrere un po' di tempo nel vecchio appartamento dove viveva insieme alla famiglia di Kosuke. Un giorno, però, Kosuke e il suo gruppetto di amici decidono di entrare anche loro nello stabile in disuso alla ricerca del fantasma che si dice lo infesti. Mentre scorrazza per i corridoi, il gruppo trova Natsume che riposava in un armadio e, dopo la sorpresa iniziale, tra lei e Kosuke scoppia una lite che quasi finisce in tragedia se non fosse che, dopo un improvviso e violento acquazzone, tutto lo stabile sembra galleggiare in mezzo ad un mare sconfinato. Senza più nulla all'orizzonte, il gruppo di ragazzini dovrà sopravvivere e collaborare per riuscire in qualche modo a tornare a casa.

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I personaggi e la loro complessa psicologia

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La casa tra le onde: un'immagine

Come in Penguin Highway, Hiroyasu Ishida ci propone una storia su più livelli. Se in superficie c'è la fiaba e il racconto fantastico, più si va a fondo più si trovano tracce del romanzo di formazione, di quello di avventura e, inaspettatamente, di un registro drammatico che permea la storia in modo per nulla invasivo ma incisivo. Se all'inizio i due protagonisti ci vengono presentati come semplici ragazzini delle elementari impegnati nelle loro liti e nei loro giochi, ben presto ci rendiamo conto che dentro ai loro animi stanno prendendo forma sentimenti più adulti quali il rimpianto e la perdita. In effetti l'aspetto psicologico di ciascuno dei personaggi narrati è assolutamente centrale nella storia e studiato nei minimi dettagli. Kosuke e Natsume risultano così assolutamente credibili nelle loro pene, i loro dolori ma soprattutto nelle loro reazioni ad essi.

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Una narrazione avvincente

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La casa tra le onde: una scena del film d'animazione

La stessa cura che la sceneggiatura riserva ai suoi personaggi è applicata anche nella narrazione delle vicende: utilizzando come palcoscenico le stanze vuote e fatiscenti del vecchio stabile, Hiroyasu Ishida, Hayashi Mori, Minaka Sakamoto, sono in grado di garantire un ritmo in crescendo. Se all'inizio, infatti, viene dato il tempo allo spettatore di porsi delle domande sui meccanismi della storia, man mano che si procede il tutto diventa più concitato, gli eventi si susseguono rapidi in un'escalation di dramma e tensione che tengono assolutamente incollati allo schermo. Non tutto ci viene spiegato, e il punto di vista che assumiamo è quello dei protagonisti ma, proprio come loro, siamo trasportati in quel turbinio di emozioni e accadimenti che, come in un concerto ben orchestrato, funzionano puntuali e efficaci fino alla risoluzione finale.

Il buon lavoro dello Studio Colorido

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La casa tra le onde: una foto del film

Qualche ultima considerazione la dedichiamo alla resa tecnica e visiva di questo progetto. Lo studio Colorido, che già avevamo visto all'opera in Penguin Highway e che, a quanto pare, ha stretto un accordo di coproduzione pluriennale con Netflix, in questo caso conferma la buona qualità dei suoi prodotti. Le animazioni de La casa tra le onde sono fluide e ben realizzate, così come i fondali e gli ambienti angusti del palazzo. L'unica vera pecca che abbiano riscontrato sta negli inserti in computer grafica, non sempre perfetti, specialmente nelle scene dove i soggetti si muovono veloci rispetto allo sfondo. Nulla di tutto ciò comunque rovina la visione che si mantiene sempre piacevole e piuttosto armonica anche grazie al montaggio frenetico che accompagna le scene in questione. Quello di Hiroyasu Ishida è un film che ci sentiamo di consigliare ad una vasta fetta di pubblico: che abbiate l'età dei protagonisti o siate adulti poco importa, sarete in grado di affezionarvi, provare empatia, preoccupazione e affetto per Kosuke, Natsume, e i loro amici proprio come se foste dei loro compagni di viaggio.

Conclusioni

Per riassumere la nostra recensione de La casa tra le onde possiamo affermare che questo film di Hiroyasu Ishida è molto più di quanto sembra. I personaggi principali sono ottimamente caratterizzati, così come la loro psicologia che li rende reali e credibili. Molto buona anche la sceneggiatura a tutto tondo che racconta una storia su più livelli , complessa e mai banale. Qualche pecca sugli inserti in computer grafica anche se nel complesso tutto il comparto tecnico risulta di qualità.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

4.5/5

Perché ci piace

  • La psicologia dei personaggi, approfondita e veritiera.
  • La complessità che si cela dietro un racconto fantastico apparentemente semplice.
  • Il ritmo narrativo: un crescendo che tiene incollati allo schermo.

Cosa non va

  • Le brevi parti in CGI, non sempre perette e ben integrate.