La casa - Il risveglio del male, la recensione: un film cotto al sangue

La recensione de La casa - Il risveglio del male: un bagno di sangue per un horror splatter vecchio stile. Poche finezze, molta sostanza. Funziona.

La casa - Il risveglio del male, la recensione: un film cotto al sangue

Sarà la sensibilità, sarà la suscettibilità, ma noi alla fine de La Casa - Il risveglio del male (o per brevità ed enfasi, Evil Dead Rise) ci siamo sentiti bagnati fradici di sangue. Anzi, inzuppati. Tanto da sentirne l'odore, ferroso e pungente. Tanto che si potrebbe strizzare la maglietta. Lo stomaco sottosopra, un nodo alla gola che fatica a scendere. Cinema quasi sensoriale, che torna all'origine del genere horror, sviscerandolo da ogni sovrastruttura per centrare nelle immagini il disgusto spudorato. Più che la paura vera e propria, sempre mostrata, sempre tenuta in primo piano dal bravo Lee Cronin. Del resto, il regista, anche sceneggiatore, non va per il sottile: strizza l'occhio ai dettagli per il fan service, ma poi come una mannaia colpisce duro, facendo esplodere la scena in un tripudio sanguinolento che, per sua natura, si rifà all'anima nerissima di un rivoluzionario film datato 1981: La casa di Sam Raimi.

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La casa - Il risveglio del male: Alyssa Sutherland, Morgan Davies, Lily Sullivan, Jayden Daniels, Nell Fisher

Ecco, in un'epoca astratta di reboot, sequel e remake, La casa - Il risveglio del male, segue appunto il rifacimento del 2013, pur potendo vivere una vita propria, senza aver pressione di essere debitore di una saga horror che, tra cinema e tv, ne ha passate di ogni. Questa potrebbe essere la grande forza del film: non bada ai ghirigori, tiene presente il fattore legacy (sì, c'è la motosega), ma intanto prosegue imperterrito la esplorazione del male più assoluto. Quel Male con la lettera maiuscola, che prende forma tramite Il Libro dei Morti. Oggetto cult e oggetto proibito; emblema dell'analogico appartenente, in tutti i sensi, al passato. Puntando alla sostanza e al gore più spicciolo, ecco allora che Lee Cronin - conscio del franchise a cui appartiene - non tradisce il marchio, pur vivendo in modo personale lo spirito registico di uno splatter d'altri tempi.

La Casa - Il Risveglio del Male: non aprite quel libro!

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La casa - Il risveglio del male: Alyssa Sutherland in un'immagine

Ora, _ La Casa - Il risveglio del male_ va naturalmente preso e inteso per ciò che è: due ore scarse di scelte sbagliate e di sangue a fiotti, di squartamenti vari e occhi strappati a mozzichi di amputazioni, smembramenti e agglomerati di corpi. Nulla di aureo, nessuna metafora, niente similitudini o allegorie. Un film di sostanza, di vecchio stile, di insano divertimento e di giramenti di stomaco. Talmente materiale, e volutamente inconcludente, che la trama la possiamo racchiudere in mezza riga. La protagonista, Beth (Lily Sullivan), fa visita alla sorella maggiore Ellie (Alyssa Sutherland), che sta provando a far crescere da sola i suoi tre figli, Danny (Morgan Davies), Bridget (Gabrielle Echols) e Kassie (Nell Fisher), in un piccolo appartamento di Los Angeles, al settimo piano di un sudicio condominio. Ma, quando una forte scossa di terremoto apre uno squarcio nei sotterranei dell'edificio, Danny, che vorrebbe fare il DJ, scopre uno strano libro rilegato in pelle umana (!), in grado di liberare potentissimi demoni capaci di possedere irreversibilmente le persone. La prima a farne le spese? Ovvio, mamma Ellie!

Un horror al sangue

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La casa - Il risveglio del male: Alyssa Sutherland in una foto

Lo abbiamo scritto all'inizio della recensione: La casa - Il risveglio del male se ne infischia degli edonismi e dei fronzoli, tanto da essere una sorta di antitesi a quell'horror divenuto oggi molto più intimo e suggestivo, che ha ormai asciugato ogni tipo di estremizzazione visiva, annullando le didascalie e virando verso una filosofia autoriale, quasi criptica. Un horror che preferisce ragionare e soffermarsi sulla sceneggiatura, piuttosto che sulla semplicità delle immagini. Eppure, immergendosi nel clima oscuro del film, ci rendiamo conto che il cinema continua ad aver bisogno anche di film come Evil Dead Rise, capaci di grattare gli stomaci più deboli, spiattellando in modo tangibile la paura e il ribrezzo. Una sorta di grado zero. Le origini degli horror movies, consumati il venerdì sera, tra una Coca-Cola ghiacciata e i pop corn al burro.

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La casa - Il risveglio del male: Morgan Davies, Lily Sullivan in una foto

Oggettivamente, sarebbe bastato un pizzico di raffinatezza per rendere La casa - Il risveglio del male un piccolo grande esempio di B-Movie postmoderno, tuttavia ci facciamo bastare la spericolata e insana giostra su cui ci trasporta Lee Cronin (esperto di jumpscare, dopo Hole - L'abisso), esagerando sempre di più, tra forbici, coltelli e grattugie, finendo per citare Stanley Kubrick (sic...) in quella che, vi garantiamo, sarà la trovata più assurda e inquietante. Trovata inquietante e folle, per un film che funziona proprio nel momento in cui smette di voler far bella figura (un'introduzione lunga, di cui ci importa il giusto), facendoci contorcere le budella per la sua sfacciata e sadica tonalità. Un tono arruffato, ingenuo, stordente per la marcata quantità di carne rossa che invade ogni singola inquadratura, tra riflessi e spioncini, intanto che le inquadrature in soggettive rinnovano l'energia cinetica della storia. Eppure, dietro il suo estro ridondante e inespressivo, il film risulta efficace, essendo il collante generazionale di un pubblico a caccia di sussulti duri e puri; un pubblico legato a quegli horror al sangue che, di celebrale, hanno ben poco.

Conclusioni

Se amate gli horror vecchio stile inzuppati di sangue, questo è il film che fa per voi. Concludendo la recensione de La casa - Il risveglio del male, sottolineiamo quanto il film funziona nel suo spirito esagerato e splatter, senza badare troppo alla storia e alla sostanza. Puro intrattenimento. Rigorosamente per i duri di stomaco.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
4.1/5

Perché ci piace

  • Splatter duro e puro.
  • Alcune citazioni della saga. La motosega, per esempio.
  • Se amate gli horror vecchio stile, ecco il film per voi.

Cosa non va

  • Un pizzico di raffinatezza in più non avrebbe guastato.
  • Sconsigliato ai deboli di stomaco.