La forza della realtà. La top 10 di Netflix conferma continuamente la passione che il pubblico nutre per film e serie che la raccontano, tra True Crime e le storie vere. Ne è ultimo esempio La captura, film messicano che si ispira a un articolo giornalistico di Héctor De Mauleón e racconta gli eventi della Operation Black Swan, una missione militare che ha portato alla cattura di Joaquín Guzmán avvenuta nel 2016, uno dei momenti più significativi della recente storia messicana. Un film diretto da Chava Cartas, di cui è presente anche Il contrattacco su Netflix, e interpretato da Alfonso Herrera e Noé Hernàndez, che appariva anche nel suddetto precedente titolo del regista.
La storia de La captura: Quando la routine incontra il terrore
Un terzo figlio in arrivo, la richiesta di lavorare al turno di notte per raggranellare un po' di soldi in più. Così inizia il cammino del protagonista de La captura verso il momento di terrore che si troverà a vivere. Si tratta di Arturo Carmona, a cui viene affiancato Hector Rosales, agente appena trasferito a Los Mochis che il dipartimento chiede a Carmona di tenere sotto controllo, vista la presenza di molti agenti corrotti. I primi giorni sono all'insegna della tensione, tra i dubbi di Carmona e i tentativi del collega di conquistare la sua fiducia, fino a un estenuante turno di notte di 12 ore in cui la situazione precipita.
Proprio mentre i due stanno per staccare, infatti, viene loro ordinato di mantenere le posizioni e causa di uno scontro a fuoco tra la Marina messicana e il cartello. Parallelamente, però, ricevono anche la segnalazione del furto di una Ford Focus rossa che, casualmente, passa loro davanti proprio in quel momento. Fermata la vettura, arriva la sorpresa: alla guida c'è El Cholo, capo della sicurezza di El Chapo, che lo avverte di non fare mosse azzardate perché a bordo c'è il suo capo. I due non sono preparati per affrontare una situazione di tale portata, con la tensione che arriva al culmine quando si trovano a condividere una stanza di motel per alcune ore con El Chapo in attesa di rinforzi.
Cacciatori per caso: La caduta del re del cartello vista dalla strada
È proprio questa parte finale della storia il vero cuore narrativo de La captura, questa claustrofobica lotta per la sopravvivenza dei due agenti insieme al prigioniero fino ad arrivare alla fine del turno. Ma è un momento che funziona come climax del film perché è fin lì costruito a dovere il loro percorso e il loro rapporto, anche grazie alla prova dei due protagonisti Alfonso Herrera e Noé Hernàndez, solidi, a fuoco, efficaci nel tratteggiare un rapporto in divenire, che parte dall'iniziale conflitto e diffidenza per acquisire la necessaria dose di complicità quando la situazione si fa più difficile.
Ed è interessante adottare il loro punto di vista nell'osservare il mondo del cartello della droga dall'esterno, dalla strada, dalla difficile posizione di chi si trova a incrociare il cammino senza farne parte ma anche senza che sia il proprio principale settore di interesse sul piano professionale.
La storia umana de La captura
In questo modo, la lotta alla droga, la storia vera della cattura di Guzmán acquista un livello di profondità in più, si colora dell'umanità di chi a quell'evento storico ha preso parte, senza glorificare il boss di turno e metterlo al centro del racconto, ma sottolineando le tensioni, ma anche le casualità, che ruotano attorno a un'operazione del genere. La captura racconta sì una storia vera che molti potrebbero non conoscere, ma lo fa anche in un modo originale e ricco di sfumature che lo rendono, al netto di un ritmo a tratti dilatato, più interessante di molti altri film del genere.
Conclusioni
Con La captura, Chava Cartas firma un thriller che riesce a smarcarsi dai cliché del genere crime/narcos. Scegliendo di non mettere al centro del racconto l'ingombrante figura del boss ma l'umanità vulnerabile di due agenti qualunque capitati nel posto giusto al momento sbagliato, il film trasforma un evento di cronaca globale in una drammatica prova di sopravvivenza. Nonostante un ritmo non sempre impeccabile e qualche pausa di troppo, l'intensa prova di Alfonso Herrera e Noé Hernández e l'efficace tensione della parte finale rendono il titolo una visione solida e caldamente consigliata per gli amanti delle storie vere su Netflix.
Perché ci piace
- Prospettiva originale che evita la glorificazione dei boss per concentrarsi sull'impatto umano sui poliziotti di strada.
- Ottima intesa e prova attoriale della coppia protagonista composta da Alfonso Herrera e Noé Hernández.
- Climax finale claustrofobico e ad alta tensione nella gestione del prigioniero.
Cosa non va
- Ritmo narrativo discontinuo con alcune lunghezze di troppo nella fase centrale.