Il nuovo prequel/spin-off de Il trono di spade è molto diverso sia dalla serie originale che da House of the Dragon: siamo lontani dagli intrighi di potere della prima e dalla cupezza condita da draghi della seconda. A Knight of the Seven Kingdoms è infatti una serie più piccola, più intima, ma anche molto più ironica delle precedente. Un aspetto che può inizialmente spiazzare ma che siamo sicuri che riuscirà a conquistarvi proseguendo con gli episodi e affezionandosi ai protagonisti.
Nelle attività che hanno accompagnato il lancio della serie e della piattaforma HBO Max nel nostro paese, abbiamo potuto incontrare Peter Claffey, interprete di Sir Duncan l'alto, e Tanzyn Crawford, che presta il volto invece a Tanselle, per farci raccontare il lavoro fatto per dar vita a questi personaggi e la chimica tra loro.
I personaggi al centro del racconto
In una serie che basa molto della sua costruzione proprio sui personaggi, mettendoli al centro del racconto, è importante che le dinamiche tra loro funzionino al meglio. Come ci hanno lavorato? "La dinamica tra loro funziona molto bene" ci ha detto Tanzyn Crawford, "perché la prima volta che li vediamo insieme è proprio il loro primo incontro ed è ok che siano un po' rozzi e incasinati, un po' a disagio." Ma questo disagio scema subito, con l'intesa che si rafforza: "quando incontro qualcuno e senti da subito una buona energia, rende tutto molto più semplice. Poi passi settimane insieme, il rapporto si consolida e cambia in qualcosa di più giocoso e impertinente. Ti puoi permettere di non essere sempre al meglio con qualcuno dopo qualche settimana. E penso che questo abbia giovato alle scene, andando avanti con gli episodi."
La famiglia di A Knight of the Seven Kingdoms
Un rapporto consolidato sul set e fuori, come capiamo quando Peter Claffey accenna a una serata al karaoke per il suo compleanno. Una serata che entrambi ricordano come molto divertente, a dispetto della "stanza minuscola con una trentina di persone dentro", come sottolinea la Crawford. Karaoke e poi nightclub per costruire e rafforzare i rapporti e rendere il cast di A Knight of the Seven Kingdoms una vera famiglia.
Come è successo anche tra Claffey e il giovane Dexter Sol Ansell che interpreta il suo compagno di avventura Egg: "ci siamo avvicinati molto con lui e la sua famiglia e lui è anche molto amico della figlia della mia compagna, passano tanto tempo insieme." Una confidenza che in scena si vede, perché le sequenze con Dunk ed Egg sono le più riuscite e intime della serie. D'altra parte il giovane collega di Claffey si è rivelato sorprendente: "ci siamo incontrati per la prima volta alla nostra chemistry read che è stato l'ultimo provino prima che avessimo i ruoli ed è scioccante quanto maturo e impressionante sia come attore. Sembra che sia in scena da trent'anni e mi spiegava come affrontare ogni cosa."
Dunk e Tanselle, due personaggi unici
Entrambi i personaggi di Claffey e Crawford hanno delle unicità nel mondo di Westeros che vanno al di là della loro altezza: lui è un cavaliere che cerca di essere umano a dispetto della brutalità che lo circonda; Tanselle è un'artista in un mondo di guerrieri. Come hanno lavorato su queste unicità? "È una gran bella domanda" ci ha detto Tanzyn Crawford, scherzando sulla sua altezza: "per un attimo ho pensato che avresti detto che è alta, invece mi piace dove è andata la domanda. Per me non è stato difficile perché Tanselle se ne sta separata da tutta la violenza, sta nella sua tenda con i burattini e la creatività è tutto il suo mondo."
A questo si è affidata Tanzyn Crawford, alla creatività, seguendola anche fuori dal set: "ho iniziato a fare pitture a olio. Ho pensato che se avessi avuto qualcosa sul set che mi avrebbe resa più creativa e quando fossi arrivata sul set sarebbe stato come se avessi lavorato a dei burattini prima della scena. Non è stato difficile sentirci nella mia bolla creativa." Ma la bolla rappresentata dalla tenda di Tanselle è stata un aiuto anche per Peter Claffey e il suo Duncan: "Ogni volta che ci entra, gli ricorda la bellezza e la pace e l'arte che sono ancora presenti anche in un mondo così crudo. Nel costruire Dunk mi sono affidato all'incertezza di non sapere cosa ci riserva il futuro ed è piuttosto facile oggi, con una situazione così delicata che non sappiamo se ci saremo tra un mese. Sono una persona ansiosa a mia volta, per me sarebbe stato più difficile se Dunk fosse stato un individuo calmo e solido."