The RIP: soldi, sbirri e una storia vera come "riflessione sulla società". L'intervista a Joe Carnahan

L'importanza di una buona sceneggiatura, la forza di Teyana Taylor e la verità come punto di vista. La nostra intervista esclusiva al regista, che dice: "Non voglio che i miei figli ereditino un mondo votato all'avidità. L'America? Deve fare meglio di così". Su Netflix.

Joe Carnahan nella nostra video intervista

Che sapesse maneggiare il genere lo sapevamo fin dal 2007, quando uscì in sala il suo terzo - e sottovalutato - lungometraggio, Smonkin' Aces. Vent'anni dopo - in mezzo A-Team, The Grey, la sceneggiatura di Bad Boys for Life - Joe Carnahan scrive e dirige il suo film migliore, The RIP - Soldi sporchi, arrivato su Netflix. Incontriamo il regista via Zoom per una lunga e appassionata intervista esclusiva che parte proprio dai temi centrali dell'opera, ossia il denaro e la corruzione. "Una riflessione su dove siamo arrivati oggi", spiega, Carnahan, che dirige un cast di "pesi massimi": da Ben Affleck a Matt Damon, fino a Steven Yeun e Teyana Taylor.

The Rip Set Film
Kyle Chandler e Joe Carnahan sul set

Al centro di The RIP, continua il regista "un'enorme somma di denaro e un gruppo di poliziotti della working-class". Infatti, la storia si accende dopo l'ennesima soffiata: un'ingente somma è nascosta in una casa di Miami. Una squadra di agenti si precipita sul posto. Tra tradimenti e pallottole, nessuno si fida dell'altro. E per Joe Carnahan non c'è dubbio: "Oggi tutto è confuso. Verità, menzogna. Non conta più nulla".

The Rip - Soldi sporchi: intervista a Joe Carnahan

Denaro, corruzione e potere. Cosa dice The Rip del nostro tempo?
"È una gran bella domanda. Credo che il film sia una riflessione su dove siamo oggi. Parla della moralità e dell'amoralità del denaro, di ciò che il denaro può fare. In questo film il vero villain è il denaro. È il cattivo assoluto. Mostra cosa fanno la tentazione e il desiderio alla condizione umana, all'ego, all'idea che la nostra vita possa cambiare con "solo un po' di soldi". Purtroppo oggi la società è dominata da avidità, cupidigia e crudeltà, e questa cosa non mi piace affatto. Continuiamo a incoraggiare i miliardari ad accumulare sempre di più. Il film mette a confronto una somma di denaro folle con poliziotti della classe operaia. Secondo me, è estremamente rilevante dal punto di vista culturale in questo momento storico".

Il film sembra un horror, ma anche un western. È d'accordo?
"Assolutamente sì. È come un film di casa infestata... ma con soldi e poliziotti. Ed è anche molto un western, perché non sai mai davvero di chi fidarti. Inoltre è un whodunit: chi dice la verità? Chi mente? Chi sta giocando sporco? Ha tutti gli elementi dei film che amavo da bambino e che sognavo di realizzare da adulto. E sì, ha chiaramente componenti horror e western".

La forza di un'ottima sceneggiatura

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The Rip - Soldi sporchi: Matt Damon e Ben Affleck in una scena

Quanto è importante coinvolgere il pubblico attraverso una sceneggiatura forte?
"È tutto. Specialmente oggi, considerando quanto si sia ridotta la nostra capacità di attenzione, soprattutto nei ragazzi. I miei figli, per esempio, non guardano film. Devi catturarli subito e coinvolgerli immediatamente nella storia. Non sempre penso che sia una cosa positiva, ma questo porta a un processo narrativo più asciutto e veloce, che spesso funziona meglio. In genere, "meno è meglio". Se allunghi troppo, perdi efficacia. È fondamentale agganciare il pubblico il prima possibile".

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Cosa l'ha colpita di più della storia vera che ha ispirato il film?
"Trasformare in finzione elementi della vita di un amico è sempre delicato. Non vuoi mai sembrare che stai sfruttando qualcosa di così doloroso come la perdita di un figlio. È stato un equilibrio difficile: fare la cosa giusta per lui, onorare suo figlio e allo stesso tempo preservare la nostra amicizia. Per fortuna è stato molto di supporto e mi ha dato la sua completa benedizione. Questo ha reso tutto più semplice. Alla fine è andato tutto magnificamente".

La forza di Teyana Taylor

Nel film c'è una star emergente come Teyana Taylor. Come avete lavorato insieme?
"Teyana è incredibile. Ha un'energia effervescente e un'autenticità rarissima. Non è il tipo di attrice che devi controllare troppo: se le lasci spazio, ti dà tantissimo. Improvvisa, rimane nelle scene con naturalezza, ed è riuscita a tenere testa a veri e propri pesi massimi del cinema. Davvero straordinaria".

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The Rip - Soldi sporchi: Catalina Sandino Moreno e Teyana Taylor in una foto

Ho adorato i colori del film. Come ha lavorato con il direttore della fotografia?
"Juanmi Azpiroz, dai Paesi Baschi, è come un fratello per me. Abbiamo la stessa età, amiamo gli stessi film e ci stimoliamo a vicenda. Ha girato un film straordinario. Tutto è stato pianificato: il verde come colore del denaro, il rosso per Jackie, il blu per i poliziotti. C'è un gioco cromatico molto preciso, e se rivedi il film noti tanti indizi visivi già dall'inizio".

Il valore della verità: tutto è relativo

Un altro elemento fondamentale è la musica. Com'è stato lavorare con il compositore?
"Clinton Shorter. Questo è il quarto o quinto film che facciamo insieme. È stata la collaborazione più difficile che abbiamo mai avuto: abbiamo litigato parecchio. Ma è come discutere in famiglia, perché sai che stai lottando per il miglior risultato possibile. Credo sia la sua miglior colonna sonora in assoluto. Abbiamo lavorato duramente, per ore e ore, ed è la prova di quanto Clinton sia straordinario. È uno dei migliori".

The Rip Set Film Netflix
dietro le quinte di The RIP

Joe, il film parla di verità. Oggi è difficile credere nella verità.
"Oggi la verità sembra diventata qualcosa di soggettivo. Esistono fatti e non-fatti, ma ormai si riesce a confondere tutto così tanto che non sappiamo più cosa sia reale e cosa no. Questo mi preoccupa profondamente, soprattutto perché ho due figlie di 11 anni. Non voglio che ereditino un mondo senza un centro morale, che premia la crudeltà invece della compassione e l'avidità invece dell'empatia. Dobbiamo fare di meglio, come società, a livello globale. E l'America, in particolare, deve fare molto meglio. Dobbiamo davvero capire come uscirne. E dobbiamo farlo presto. Iniziando magari con la rimozione di un individuo..."