In anni di lavoro tra film, serie e anime di titoli ne abbiamo visti e analizzati, siamo abbastanza smaliziati da sapere cosa andremo a guardare, così aspettarci. Come approcciare un'opera. Eppure, di tanto in tanto, capita quella sorpresa che non ci aspettavamo, quel titolo che scompagina gli equilibri e ci spiazza. Come è capitato con Jaadugar: A Witch in Mongolia.
Questo nonostante lo studio che ne è responsabile, Science Saru, non è nuovo a produzioni originali, innovative. Sorprendenti. Ma Jaadugar lo è in modo, a sua volta, originale: non è una follia, non ha uno stile visivo sopra le righe, non cerca l'effetto a sorpresa a tutti i costi. Ciononostante riesce a colpire per qualità, cura, dettaglio e una delicatezza di fondo che accompagnano la storia con leggerezza e profondità.
La determinazione di Sitara
E allora vediamo un attimo la storia di Jaadugar, che si concentra su Sitara, che vive la disperazione di aver perso sia la madre che la terra d'origine. Ma non si lascia andare alla sofferenza, la canalizza piuttosto in determinazione attraverso un mezzo fondamentale per tutti: il potere della conoscenza. Viene infatti accolta da una famiglia di studiosi che apre il suo mondo a nuove opportunità, approfondendo la sua educazione. E quando l'impero mongolo di Gengis Khan conquista una nazione dopo l'altra, avvicinandosi alla nuova casa di Sitara, la ragazza viene fatta prigioniera e fa accendere la scintilla della vendetta.
Una costruzione narrativa e visiva perfetta
Avendo visto soltanto i primi due episodi, il nostro giudizio su Jaadugar è, per forza di cose, cauto, ma l'entusiasmo è presente e convinto e non possiamo non elogiare il modo in cui il racconto ci viene presentato e costruito: conosciamo Sitara, il contesto dell'Iran in cui cresce con la famiglia, il pericolo incombente dell'avanzata mongola. La personalità della protagonista emerge, ma accanto a lei si tratteggiano in modo adeguato anche le figure di contorno.
Se i testi definiscono da subito e con sicurezza storia e personaggi, lo stesso fa la componente visiva curata da Science Saru: le figure tondeggianti nell'adattare i disegni del manga di Tomato Soup, ma soprattutto i bellissimi fondali ad acquerello che richiamano lo stile di alcuni disegni mediorientali e danno spessore ed eleganza alla storia. Il tutto condito da animazioni curatissime che, speriamo vivamente, si manterranno su questi livelli anche proseguendo la storia, a differenza di altre produzioni degli ultimi anni che hanno deluso per mancanza di continuità stilistica e qualitativa.
Jaadugar e il potere della conoscenza
Se l'anime è una gioia per gli occhi e scivola con fluidità per come il racconto si dipana, va assolutamente elogiato anche il messaggio che veicola, quell'enfasi sull'importanza dello studio e della conoscenza come leva per sollevare il mondo, per affrontare e risolvere problemi. È questa la magia evocata dalla strega nel titolo, che fa riferimento a questo aspetto in particolare piuttosto che a una stregoneria intesa in senso fantastico.
Un messaggio che apprezziamo e sosteniamo, che in qualche modo parla anche del mondo di oggi in cui un certo tipo di approccio scientifico, di conoscenza, curiosità e studio è vista come qualcosa di cui non fidarsi, a cui guardare con insensato sospetto. E ben venga un anime come questo a sottolineare quello che dovrebbe essere ovvio, ma che fin troppo spesso non lo è.
Conclusioni
I primi episodi di Jaadugar: A Witch in Mongolia confermano la straordinaria capacità di Science Saru di saper scegliere progetti unici, distanti dai cliché commerciali dell'animazione contemporanea. Pur con la doverosa cautela che si riserva alle battute iniziali di una serie, l'anime si impone come una delle visioni più affascinanti e intellettualmente stimolanti della stagione di Crunchyroll. Una storia di riscatto che non si affida alla forza bruta, ma alla potenza rivoluzionaria della cultura.
Perché ci piace
- L'elogio della conoscenza e dello studio come vera "magia" è originale e attualissimo.
- Splendidi fondali ad acquerello che richiamano l'arte mediorientale.
- La protagonista, che da subito conquista lo spettatore.
- Avendo visionato solo i primi episodi, resta l'incognita sulla tenuta del ritmo sulla lunga distanza.
Cosa non va
- Lo stile visivo e il ritmo compassato potrebbero non incontrare il gusto del pubblico abituato a shonen più d'azione.