Come forse è giusto che sia, il catalogo Netflix è infarcito di ogni genere di produzioni, sia in termini di target di riferimento che di toni e ambizioni. Se da una parte, quindi, ci si rammarica nel vedere titoli decisamente dimenticabili in testa alla classifica, come è il caso del recente Deseo, dall'altra si accoglie positivamente che sia una serie solida come GIGN - Forze speciali a guidare la Top 10.
Si tratta infatti di una produzione francese di qualità, diretta con sicurezza e piglio cinematografico da Julien Leclercq, che ci immerge nella realtà carica di tensioni e pressioni dell'unità speciale che dà il titolo alla serie.
Cos'è il GIGN? La trama della serie Netflix
Partiamo da un'informazione di base per chi non mastica questo tipo di mondo e tattiche militari: cos'è il GIGN? L'acronimo indica il Gruppo d'intervento della Gendarmeria nazionale, un'unità di agenti specializzati in antiterrorismo, recupero di ostaggi e protezione di figure governative sensibili. Insomma, i professionisti che vengono coinvolti quando la sicurezza nazionale è in grave pericolo.
Il protagonista della serie, interpretato da Tomer Sisley, è un ufficiale di alto rango di questa unità d'élite, in procinto di lasciare il campo per far posto a un collega più giovane. I suoi piani, come spesso accade nel genere action-thriller e nelle storie di questo tipo, vengono però stravolti quando la sua squadra subisce un attacco senza precedenti, che per giunta viene dall'interno della propria cerchia di sicurezza, rendendo ancor più delicata e sensibile la situazione. Un evento che lo costringerà a portare avanti un'ultima, rischiosissima missione, affrontando contemporaneamente i fantasmi del suo passato.
Nel cuore dell'azione: addestramento e realismo tattico
"Non scordare che lo fai per meno di 2000 euro", viene ricordato nel corso degli intensi addestramenti degli agenti, sottolineando con asprezza che "se vuoi mollare è il momento", per mettere in chiaro l'approccio a cui il team è abituato sin dall'inizio. Julien Leclercq, con la sua scrittura e la sua regia, ci porta letteralmente dietro le quinte di questa unità. Questo è stato possibile anche grazie al sostegno del vero GIGN, che per la prima volta ha aperto le porte a una produzione televisiva per mostrare procedure, tattiche e attrezzature reali.
Questo profondo senso di realismo permea l'intera opera e sostiene l'aspetto emotivo, che non viene mai sacrificato. La sceneggiatura riesce infatti a veicolare la vulnerabilità dei personaggi, esplorando il privato del protagonista e quelle fragilità che inevitabilmente emergono quando si è costantemente esposti a situazioni di vita o di morte.
Il piglio cinematografico di Julien Leclercq
Se la scrittura è accorta e riesce a seguire i personaggi principali con la giusta profondità, al netto di qualche comprimario che passa ingiustamente in secondo piano, quello che fa la vera differenza in GIGN - Forze speciali è la messa in scena. Julien Leclercq, che avevamo già apprezzato per titoli come L'assalto, Rapinatori e Vite vendute, costruisce sequenze action che puntano a coinvolgere lo spettatore, piuttosto che a stupirlo con effetti speciali.
Niente fumo negli occhi: il montaggio è efficace e non confonde mai la spazialità dell'azione, le inquadrature sono d'impatto senza mai risultare esagerate. Tutto è al servizio delle ottime prove del cast, capace di trasmettere fisicamente la tensione vissuta nel pieno degli scontri a fuoco. Un approccio muscolare che funziona e colpisce nel segno, a patto che si apprezzi l'adrenalina pura tipica di questo genere.
Conclusioni
GIGN - Forze speciali si conferma una delle sorprese action più solide attualmente disponibili nel catalogo Netflix. Forte di una regia dal piglio prettamente cinematografico e di un realismo tattico raro per il piccolo schermo, la serie di Julien Leclercq regala adrenalina e tensione senza rinunciare a un'introspezione psicologica efficace. Consigliata senza riserve agli amanti del genere militare e dei thriller ad alta tensione.
Perché ci piace
- La collaborazione con il vero GIGN si vede nelle procedure, negli equipaggiamenti e nei movimenti di squadra.
- Julien Leclercq dirige le scene d'azione con un occhio cinematografico pulito, evitando la confusione tipica di molti prodotti action televisivi.
- Nonostante l'approccio action, la serie trova il tempo per esplorare la psicologia e le fragilità del protagonista.
Cosa non va
- L'enfasi sull'azione pura potrebbe allontanare chi cerca un crime drama meno muscolare