Pokémon: I segreti della giungla, la recensione: si torna all’avventura con Ash e Pikachu

La recensione di Pokémon: I segreti della giungla, il nuovo film su Netflix dall'8 ottobre, che propone una storia ecologista di identità e integrazione con una nostalgica animazione 2D.

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Pokemon - I segreti della giungla: una scena del film anime

È con una sensazione di gioiosa nostalgia che scriviamo questa recensione di Pokémon: I segreti della giungla, dall'8 ottobre su Netflix come nuovo capitolo delle avventure di Ash che non ha smesso di andare in giro per il mondo insieme al fidato Pikachu con l'obiettivo di diventare maestro di pokémon. Dopo l'esperimento forse non troppo riuscito in animazione 3D di Mewtwo colpisce ancora: L'evoluzione, la saga torna all'animazione tradizionale con solo qualche incursione 3D (che è dove il film funziona meno) e la storia ne giova soprattutto perché è come tornare ai pomeriggi di Italia1 quando andava in onda la serie animata... anche se i Pokémon non se ne sono mai effettivamente andati da nessuna parte, complici gli appuntamenti annuali filmici al cinema o su piattaforma come questo.

Una storia ecologista

La vicenda al centro di questa nuova pellicola ha una tematica fortemente ecologista, quasi da Studio Ghibli, ovvero il vivere in armonia con la natura e soprattutto il vivere in armonia fra esseri umani e pokémon. Una storia di identità, accettazione e integrazione, di convivenza fra specie. Il pretesto narrativo per introdurre le tematiche è la storia di Koko, abbandonato neonato nella giungla e cresciuto da un solitario Zarude, che per questo si è allontanato dal branco. Il ragazzo ha quindi due anime dentro di sé: è un umano ma anche un pokémon, ma all'inizio ha abbracciato solamente la sua natura "animale" convinto di essere un pokémon, vivendo nascosto nella foresta di Okoya, un limite che qualsiasi estraneo non deve superare - è la legge degli Zarude, che sono temuti dagli altri pokémon.

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Pokemon - I segreti della giungla: un momento del film

L'incontro casuale con Ash e Pikachu porterà Koko a conoscere il mondo degli umani, la loro convivenza pacifica con i pokémon e soprattutto a mettere in discussione la propria identità e il proprio posto nel mondo, finendo per compiere una scelta. Accanto alle tematiche sopra citate, centrale è anche quella del rapporto fra genitori e figli, quelli su cui non abbiamo potere di scelta e quelli che invece scegliamo di far entrare nella nostra vita... e soprattutto far rimanere. La storia prende sicuramente spunto da alcune storie senza tempo come quella di Mowgli o del Re Leone (una certa rivalità fra Zarude ricorda quella fra Scar e Mufasa), ma facendole proprie e legandole al mondo pokémon.

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Un'animazione nostalgica

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Pokemon - I segreti della giungla: un'immagine del film

La prima parte del film funziona, complici le storie presentate che si intrecciano, la terza è quella di un misterioso laboratorio in cui si intrufola l'immancabile Team Rocket e un pericoloso scienziato che nasconde un importante segreto. Questa prima parte ha un buon ritmo, non si perde in fronzoli, ha una bella animazione classica e nostalgica in 2D. La natura è resa ottimamente per sottolineare la tematica al passo coi tempi, unita alla tecnica anni 2000. Il film si lega quindi all'attualità senza dimenticare alcune caratteristiche e stilemi della serie animata così come dei film della saga: la bontà genuina di Ash e il suo rapporto con Pikachu - altro aspetto ben sfruttato nel film visto il tema dell'integrazione portato avanti - e non manca il pokemon leggendario che ha caratterizzato ogni pellicola annuale.

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Pokemon - I segreti della giungla: una sequenza

Quello coinvolto in questo caso è Celebi, con un escamotage legato alla natura e al suo trasformismo e potere psichico, quindi ancora una volta ben inserito nella trama. Il trovare un nemico comune esterno per Koko, Ash e gli Zarude porterà i protagonisti inevitabilmente a crescere e a dover decidere da che parte stare. È nell'ultima parte che il film accusa dei problemi, di ritmo e narrativi. L'epilogo funziona meno non solo per l'incursione dell'animazione 3D utilizzata per alcuni elementi come il robot gigante, ma anche per il ritmo meno scandito e per l'allungarsi inutilmente di alcune dinamiche un po' ridondanti, perché già spiegate in precedenza.

Conclusioni

A conclusione della recensione di Pokémon: I segreti della giungla, possiamo dire che è stato come fare un tuffo nel passato ritrovando la magia di ciò che ha reso un fenomeno queste creature, unita sapientemente a temi attuali e a una storia che pur ricordando vari nobili predecessori nell’audiovisivo trova una propria ragion d’essere e legata al mondo dei pokémon. La prima parte del film però funziona meglio della parte finale, che accusa un voler aumentare eccessivamente l’epicità da parte di animatori e registi.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
4.2/5

Perché ci piace

  • L’essere tornati all’animazione in 2D dopo l’esperimento di quella in 3D.
  • Le tematiche attuali come quella ecologista e quella dell’integrazione e della convivenza tra specie, unite a quella del rapporto tra genitori e figli.
  • Il film è attuale senza tradire la propria identità e una certa vena nostalgica nella resa visiva e nella semplicità narrativa.

Cosa non va

  • Qualcuno potrebbe storcere il naso perché avrebbe preferito forse una tecnica più innovativa e sperimentale.
  • Le incursioni in 3D potevano non essere utilizzate affatto.
  • La parte finale funziona meno della parte iniziale, per un ritmo più lento e un allugamento inutile di alcune dinamiche.