I migliori film di Steven Spielberg

In occasione dell'uscita del suo West Side Story, ripercorriamo i migliori film di Steven Spielberg.

CLASSIFICA di 24/12/2021
The BFG: Steven Spielberg al photocall di Cannes 2016
The BFG: Steven Spielberg al photocall di Cannes 2016

75 anni appena compiuti, 33 film realizzati (e un altro già in cantiere), 4 premi Oscar e, soprattutto, un immaginario costruito e ben definito, che da anni ha forgiato e cambiato il cinema hollywoodiano scuotendolo dalle radici. D'altronde, si sa, quando il proprio cognome diventa un aggettivo per descrivere uno stile cinematografico vuol dire appartenere all'Olimpo degli artisti, oltre che al mondo pop. Scegliere i migliori film di Steven Spielberg è un'impresa ardua e non solo per la media qualitativa a cui il regista di Cincinnati ci ha abituato nel corso degli anni: spaziando attraverso i generi più disparati, partendo da film a basso budget sino ad arrivare a grandiosi kolossal, affrontando la commedia, il thriller, il dramma e la fantascienza, utilizzando attori in carne ed ossa o sperimentando con l'animazione e gli effetti digitali, il cinema di Steven Spielberg, che ripercorriamo in ordine cronologico, si è fatto definizione stessa di settima arte.

1. Duel (1971)

Una scena del thriller  Duel
Una scena del thriller Duel

Duel nasce come film televisivo per riempire lo slot del sabato sera del canale ABC e viene girato da un giovanissimo Spielberg venticinquenne (che nel frattempo si era fatto le ossa dirigendo qualche episodio di Mistero in galleria) in soli tredici giorni. La trama è semplicissima: un uomo alla guida della sua auto, in viaggio per lavoro su una strada semi-deserta, viene inseguito, senza motivo, da un'autocisterna. Non conosceremo mai il volto del camionista, scelta che renderà l'autocisterna quasi un essere proprio, ma passeremo tutta la durata del film in costante tensione, nella speranza di vedere questa lotta tra bene e male concludersi. Spielberg mette in scena tutto il suo talento, grazie alla scelta delle inquadrature, al montaggio e a vari trucchi del mestiere, rendendo Duel un film che acchiappa lo spettatore senza mollarlo sino al finale. Dato il suo successo, il film uscirà con qualche scena aggiuntiva e con un formato anamorfico anche al cinema. È nato un talento.

2. Lo squalo (1975)

Roy Scheider in una scena de Lo Squalo
Roy Scheider in una scena de Lo Squalo

Il film che cambiò Hollywood e diede vita al blockbuster moderno. Lo squalo si basa su un mediocre romanzo che Spielberg trasforma in uno degli incubi più celebri della storia del cinema. Nell'isola di Amity, nel pieno della stagione estiva, un enorme squalo bianco sta mietendo vittime mettendo in difficoltà gli impianti turistici. Sarà compito del capo della polizia Brody, dell'oceanografo Hooper e il cacciatore di squali Quint dare la caccia alla temibile creatura. Con una colonna sonora indimenticabile di John Williams, Lo squalo rimane un classico del cinema, perfetta evoluzione di Duel (poco prima di morire la creatura emette lo stesso grido dell'autocisterna prima di esplodere) e consacrazione definitiva del regista. Il film rimane una pietra miliare, capace di ispirare un'intera generazione di cineasti.

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3. Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977)

Incontri ravvicinati del terzo tipo, una scena del film di Spielberg
Incontri ravvicinati del terzo tipo, una scena del film di Spielberg

Steven Spielberg e lo spazio ignoto alla ricerca di forme di vita extraterrestri. Incontri ravvicinati del terzo tipo è il primo film di fantascienza del regista, genere che affronterà spesso e volentieri rinnovandone continuamente la sua poetica. Seguendo la vicenda di uno scienziato francese, interpretato da François Truffaut, e l'ossessione di un padre di famiglia di nome Roy Neary (Richard Dreyfuss), il film racconta del primo contatto con gli alieni, distanziandosi dai canoni della narrazione, soprattutto degli anni Cinquanta, che vedeva gli extraterrestri come nemici e conquistatori dell'umanità. Il sodalizio con John Williams esplode con una sequenza finale ancora oggi ricolma di magia e meraviglia, grazia anche all'utilizzo di effetti speciali curatissimi. Del film ne sono uscite tre versioni che ne cambiano la durata e leggermente il finale. In uno di questi, poi nuovamente cambiato dal regista, si scopriva anche l'interno dell'astronave degli alieni. Incontri ravvicinati del terzo tipo è un inno alla scoperta e alla meraviglia, uno dei picchi assoluti della produzione spielberghiana.

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4. I predatori dell'arca perduta (1981)

Harrison For d è Indiana Jones ne I predatori dell'arca perduta
Harrison For d è Indiana Jones ne I predatori dell'arca perduta

Steven Spielberg alla regia, George Lucas, fresco di successo di Guerre stellari, alla sceneggiatura e Harrison Ford nei panni del professore di archeologia Indiana Jones. Aggiungete un tema musicale incapace di scollarsi dalla mente ed ecco creata un'icona. I predatori dell'arca perduta è un omaggio a quelle storie d'avventura esotiche d'altri tempi, a tratti ingenue ma incredibilmente divertenti. In questo primo capitolo, ambientato nel 1936, Indiana Jones dovrà viaggiare fino in Egitto alla ricerca della leggendaria Arca dell'Alleanza, prima che possano trovarla i nazisti. Divertimento, spettacolo, azione: gli ingredienti per un classico, unito a un regista particolarmente ispirato, ci sono tutti, dando vita a una serie di sequenze indimenticabili.

5. E.T. L'extra-terrestre (1982)

E.T. L'extra-terrestre: l'iconica scena della bicicletta del film
E.T. L'extra-terrestre: l'iconica scena della bicicletta del film

Gli anni Ottanta sono un decennio particolarmente importante per Spielberg. Ormai consapevole della propria nomea, il regista riesce a realizzare alcune opere più personali e mature. Una di queste è sicuramente E.T. L'Extraterrestre. Nella storia di Elliott, un ragazzino che fa amicizia con un giovane alieno dimenticato sulla Terra dalla sua famiglia, Spielberg cerca di esorcizzare la sua infanzia, composta sì da sogni ad occhi aperti, ma anche da un difficile rapporto con il padre e il divorzio dei suoi genitori. Espressione definitiva del film per ragazzi, E.T. L'extra-terrestre regala alcuni dei momenti più indimenticabili del cinema pop, a partire da quell'immagine simbolo della bicicletta di fronte alla luna che sembra definire le coordinate del potere del cinema. A distanza di anni rimane impossibile concludere la visione del film senza avere gli occhi lucidi.

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6. Indiana Jones e l'ultima crociata (1989)

Harrison Ford  e Sean Connery in una scena di indiana Jones e l'ultima crociata
Harrison Ford e Sean Connery in una scena di indiana Jones e l'ultima crociata

Può un sequel essere migliore dell'originale? Indiana Jones e l'ultima crociata arriva dopo una serie di tentativi da parte di Spielberg di affrontare un cinema più adulto e maturo (Il colore viola, L'impero del sole) e si dimostra, nonostante l'intrattenimento, uno dei film più cinefili e personali del regista. Il Sacro Graal, oggetto della disputa tra il protagonista e gli antagonisti, diventa metafora di un rapporto tra figlio e padre: a seguire Indiana Jones nell'avventura, infatti, troviamo suo padre Henry Jones Sr., interpretato da Sean Connery. Il film è una vera corsa avventurosa davvero divertente, ma si trasforma, con il passare del tempo, in una lettera d'amore di Spielberg a suo padre, alla ricerca di un legame che sembrava perduto. Non è casuale che il finale del film richiami il western, il genere classico per definizione del cinema americano, punto di contatto tra vecchie e nuove generazioni, capace di stampare un momento nell'immortalità dell'arte.

7. Jurassic Park (1993)

Jeff Goldblum in una scena di Jurassic Park
Jeff Goldblum in una scena di Jurassic Park

Gli anni Novanta si aprono con un film che rivoluzionerà il mondo degli effetti speciali e, come per Lo Squalo, niente sarà più lo stesso. I dinosauri prendono vita in Jurassic Park, il parco di divertimenti voluto da John Hammond, capace di clonare il DNA delle creature preistoriche. Qualcosa va storto, i dinosauri riescono a liberarsi delle recinzioni elettriche e iniziano a causare panico e terrore tra i visitatori. In poco più di due ore, Spielberg definisce con un caposaldo del cinema tutta la sua poetica: la meraviglia verso lo straordinario (indimenticabile lo sguardo di Sam Neill alla vista del primo dinosauro), il terrore e la tensione (l'attacco dei velociraptor e l'arrivo del tirannosauro), il senso di avventura e il rapporto padre-figlio (espresso da Alan Grant nei confronti di Timothy e Alexis). A sconvolgere gli effetti speciali, davvero realistici e che verranno premiati con l'Oscar.

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8. Schindler's List (1993)

Una toccante sequenza di Schindler's List
Una toccante sequenza di Schindler's List

Forse il vero grande capolavoro di Spielberg, che affronta la storia di Oskar Schindler, l'imprenditore tedesco che salvò la vita a più di mille ebrei durante lo sterminio della Shoah. Girato perlopiù con la camera a mano e in un perfetto bianco e nero, Schindler's List è un film quasi spirituale per il regista tanto che l'intera lunga pellicola è pervasa da un sentimento che raramente si è visto precedentemente nella sua filmografia. Le straordinarie interpretazioni di Liam Neeson nei panni del protagonista, di Ralph Fiennes in quelli del nazista Amon Göth e di Ben Kingsley in quelli di Itzhak Stern, unite all'incredibile fotografia di Janusz Kaminski (qui alla sua prima collaborazione con Spielberg) sono solo la punta di diamante di un capolavoro che trionferà agli Oscar, vincendo ben sette statuette su dodici.

9. Salvate il soldato Ryan (1998)

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Nel 1998 Steven Spielberg rivoluziona il concetto di regia mettendo in scena, con un realismo spaventoso, lo sbarco in Normandia del 1944. Lo spettatore è costretto a seguire un tour de force violento e immersivo come mai fatto prima d'ora in un film di guerra. La prima mezz'ora di film contribuì enormemente a far vincere la seconda statuetta per la miglior regia a Spielberg. E a ragione. Salvate il soldato Ryan fa molto di più che raccontare l'eroismo patriottico della squadra di soldati capitanati da John Miller (Tom Hanks). L'eroismo rappresentato nel film è empatico e umano, quasi di rottura rispetto all'orrore della morte e della desolazione che circonda i personaggi.

10. A.I. Intelligenza Artificiale (2001)

Haley Joel Osment in A.I. Intelligenza artificiale
Haley Joel Osment in A.I. Intelligenza artificiale

Da un soggetto mai realizzato di Stanley Kubrick, Spielberg realizza la sua versione futuristica di Pinocchio con A.I. intelligenza artificiale, film spesso sottovalutato ma che presenta molti elementi di valore. A partire dal modo in cui la macchina da presa del regista segue la scoperta del mondo di David, interpretato da un ottimo Haley Joel Osment, sino alla creazione di ambienti e posti futuristici. È nel finale, però, che il film esplode definitivamente regalando uno dei finali più poetici e strazianti della filmografia di Spielberg, capaci di rappresentare ancora una volta il rapporto tra genitori e figli, mettendo su schermo una visione potentissima dell'amore.

11. The Terminal (2004)

The Terminal: una scena con Zoe Saldana e Tom Hanks
The Terminal: una scena con Zoe Saldana e Tom Hanks

Una commedia ambientata in un aeroporto, dove rimane bloccato Viktor Navorski, cittadino della Krakozhia a causa di un problema con il passaporto, che diventa un microcosmo sull'umanità. Ed è un film molto umano The Terminal, ricolmo di buoni sentimenti e che fa leva sulle interpretazioni di Tom Hanks e Catherine Zeta Jones per raggiungere il cuore del pubblico. Proprio sui sentimenti si basa il senso ultimo del film: Viktor è arrivato in America solo per completare la collezione di autografi di suo padre, morto prima di poter avere la firma di Benny Golson. Ed è qui che The Terminal diventa l'ennesimo tassello personale di una filmografia in cui Spielberg instaura un rapporto con il padre. Un gioiello, girato sempre con maestria, da riscoprire.

12. La guerra dei mondi (2005)

Tom Cruise e Dakota Fanning in una sequenza de La guerra dei mondi
Tom Cruise e Dakota Fanning in una sequenza de La guerra dei mondi

Se dobbiamo parlare di regia, allora La guerra dei mondi è uno dei film più ricchi di virtuosismi della macchina da presa da parte di Spielberg. Metafora di un'America post-11 settembre, la storia che vede la famiglia Ferrier fuggire da un'invasione aliena regala tensione, paura e adrenalina. Ancora una volta l'attenzione maggiore viene rivolta alla famiglia e il rapporto genitore-figli, qui portati in scena da Tom Cruise e una giovanissima e incredibile Dakota Fanning. Il finale un po' zoppicante non rovina la visione di un film ben più interessante, che ragiona sull'anti-spettacolarità e sul coprirsi gli occhi (e, di conseguenza, impedire la meraviglia spielberghiana).

13. Munich (2005)

Una scena di Munich
Una scena di Munich

Anche Munich si inserisce in un filone ben più cupo e serio del tardo Spielberg. La storia è quella di una vendetta compiuta dal Mossad nei confronti di terroristi palestinesi, dopo l'attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Il protagonista Avner Kaufmann (interpretato da Eric Bana), all'inizio fedele agli ordini, inizierà a dubitare dell'operazione. In un finale indimenticabile e fortemente simbolico, Munich offre lo sguardo di un cineasta che sembra sempre meno "eterno bambino", capace di mettere in dubbio il grembo materno, quello della patria. Si tratta di un film violento e pessimista, quasi ricolmo di sfiducia, espressa da quell'ultimo "No" pronunciato in chiusura.

14. Le avventure di Tintin - Il segreto dell'unicorno (2011)

Le Avventure di Tintin: il Segreto dell'Unicorno, un'immagine tratta dal film
Le Avventure di Tintin: il Segreto dell'Unicorno, un'immagine tratta dal film

In qualche modo, gli anni Dieci del Duemila ritrovano uno Spielberg più rilassato e divertito, incuriosito dalle nuove tecnologie e capace di valorizzare il proprio stile anche in territori a lui finora inesplorati. È il caso di Le avventure di Tintin - Il segreto dell'unicorno, film d'animazione realizzato con la motion capture, tratto dal fumetto di Hergé, che fa riscoprire allo spettatore il proprio bambino interiore desideroso di avventura e spettacolo. Dove il film mostra i muscoli è nella regia, dove Spielberg riesce a regalare alcune sequenze indimenticabili (come quella dell'inseguimento per la città, un piccolo capolavoro in piano-sequenza).

15. The Post (2017)

The Post: Tom Hanks in una foto del film
The Post: Tom Hanks in una foto del film

Il passato come fotografia del presente, l'etica e la morale come motore dell'umanità. È un film che sembra piccolissimo, The Post, e che invece si dimostra grande. Lo fa raccontando la storia della pubblicazione dei Pentagon Papers, documenti top secret riguardanti la guerra del Vietnam. La coppia formata da Tom Hanks e Meryl Streep brilla all'interno dell'inquadratura, in un film che ricorda l'importanza della stampa, della conoscenza e della giustizia, mettendo a paragone non solo la carta del giornale, ma anche tutta l'industria culturale. Girato come un thriller, con una macchina da presa che danza all'interno di poche ma affollate stanze, The Post non è solo un omaggio alla stampa, ma al cinema stesso.

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