I delitti del BarLume

2013 - ....

I delitti del BarLume 5: il ritorno dei misteri buffi

Presentato in anteprima al Noir in Festival, il primo dei due episodi della serie tratta dai romanzi di Marco Mavaldi si riaffaccia tra atmosfere grottesche e personaggi affabili. In onda su Sky Cinema il prossimo 8 gennaio.

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Familiare ma non troppo. Familiare senza mai cadere nello scontato, senza che lo spettatore possa trovarsi annoiato, seduto vicino al bancone a chiedere: "Il solito, grazie". I delitti del BarLume ritorna con la ferrea volontà di non adagiarsi sui propri meriti passati, senza replicare con pigrizia la formula che ne ha decretato il successo. La serie Sky, tratta dai romanzi di Marco Malvaldi (editi da Sellerio Editore), nel corso degli ultimi cinque anni è diventata un appuntamento fisso, un modo per ritrovare e riabbracciare situazioni grottesche e personaggi affabili nel loro essere pacatamente assurdi. Omicidi, mistero, il giallo tinteggiato con la giusta dose di comicità a stemperare il tutto. Grazie a questo stile fresco eppure appassionante, I delitti del BarLume ha saputo ritagliarsi la sua fetta di pubblico attento e affezionato, un pubblico che Sky sta tentando di fidelizzare da ormai tre anni mandando in onda i nuovi episodi subito dopo le festività natalizie. Il bar, si sa, riapre subito dopo l'Epifania. La stagione balneare di Pineta inizia stranamente in pieno inverno. Non fa eccezione questa "quinta stagione", composta da due episodi a se stanti, in onda su Sky i prossimi 8 e 15 gennaio.

In occasione del Noir in Festival, abbiamo avuto l'occasione di vedere in anteprima Un due tre stella!, il primo dei due film tv, una storia del tutto inedita che sconvolgerà lo status quo del paese toscano. La sensazione è uno strano misto tra il ritorno a casa e una ventata di aria fresca, soprattutto grazie ai due nuovi arrivati, che rispondono ai nomi di Stefano Fresi e Corrado Guzzanti, colpevole di una sequenza che potrebbe davvero uccidervi dal ridere.

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Svanito nel nulla

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"Non ci siamo voluti sedere sugli allori. Essendo diventato un appuntamento fisso e di successo, si rischiava di seguire uno standard. Invece abbiamo voluto osare anche grazie a Marco che ha creato con noi una storia del tutto nuova". Queste le parole del regista Roan Johnson (Fino a qui tutto bene, Piuma), parole che trovano conferma in una scelta coraggiosa fatta da I delitti del BarLume, ovvero quella di rinunciare al suo incupito e misterioso protagonista Massimo Viviani, interpretato dall'istrionico Filippo Timi. Infatti, in Un due tre stella! l'azione si mette in moto non solo dopo il ritrovamento del cadavere di un vecchio marinaio, ma anche grazie alla assurda sparizione di Massimo. È stato rapito? È andato via di sua spontanea volontà? E perché? Hanno così inizio due indagini solo in apparenza slegate tra loro, che forse trovano terreno comune con l'apparizione di uno strambo personaggio di nome Beppe Battaglia (Stefano Fresi). Basato su una scrittura fresca e vivace, la serie Sky non sembra aver perso il solito brio e la capacità di mettere in scena personaggi affabili, pacatamente assurdi, a cui è davvero molto facile affezionarsi. Grazie ad un equilibrio tra mistero e commedia, anche questa stagione si basa su un forte affiatamento corale e su un senso di familiarità tacitamente pattuito tra i personaggi e gli spettatori.

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Guzzanti show

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Senza mai prendersi troppo sul serio o, al contrario, riempire la sua trauma con battute scialbe o fuori luogo, I delitti del BarLume ha dalla sua dei tempi comici ben riusciti, ritmati, e protagonisti dalla forte connotazione caratteriale. Questa volta alla rigidità del commissario Fusco (Lucia Mascino), sempre ligia al dovere e poco avvezza alla vacuità, si contrappone un personaggio davvero irresistibile, che ha creato non pochi problemi durante le riprese a causa di risate impossibili da trattenere. Tutto merito dell'esilarante macchietta costruita da Corrado Guzzanti per il suo assicuratore veneto Paolo Pasquale. Il talento vulcanico dell'attore romano, unito alla sua innata capacità di improvvisare con estrema naturalezza, ci regala una lunga sequenza davvero esilarante, dove Pasquale fa venire a galla tutta la parlantina ruffiana e raggirante di un personaggio sui generis eppure credibilissimo, ennesima maschera che mette a nudo lo spirito dissacrante e la vocazione satirica di un attore mai banale. Credeteci, si tratta di un personaggio così ben riuscito da meritarsi uno spin-off tutto suo. Una novità gradita e frizzante che rinfresca le pareti di questo bar in cui, almeno per ora, nessuno si annoia coccolato dall'abitudine.

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Giuseppe Grossi
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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