A cavallo del Nuovo Millennio arrivò una serie destinata a rivoluzionare la tv per come metteva in scena senza peli sulla lingua (e senza edulcorazioni di sorta) l'amore e il sesso tra persone omosessuali, maschi o femmine che fossero. Queer as Folk fu una grande rivoluzione narrativa, che provava a scardinare e abbattere vari tabù, prima nel Regno Unito e poi con il remake americano.
Più di vent'anni dopo - nel mezzo ci sono stati titoli come The L Word, Looking, Pose - ecco una nuova serie LGBTQIA+: Heated Rivalry. Un titolo sulla bocca di tutti, che è nato dal passaparola sui social forte della sua appartenenza alla comunità queer, ma non solo, dato che parla di coming out tra atleti.
Heated Rivalry: quando un romanzo Wattpad diventa una serie di culto
La serie nasce su Wattpad come fan fiction, firmata da Rachel Reid che voleva raccontare diverse storie d'amore omosessuali complicate nel mondo sportivo, una per ogni romanzo, che non finissero necessariamente male (critica spesso mossa all'audiovisivo queer). Lo sceneggiatore e regista Jacob Tierney se n'è interessato decidendo di farne una serie e incentrandola sul secondo libro della saga, proponendola a Crave, network canadese che ha fatto così jackpot e ha già ordinato due ulteriori stagioni (la seconda attesa nel 2027).
Al centro dello show la rivalità - che presto si infiamma diventando l'opposto - tra i giocatori di hockey Shane Hollander (Hudson Williams), dai tratti asiatici che gioca per il Montreal, e Ilya Rozanov (Connor Storrie), di origine russa che gioca per Boston. Shane e Ilya sono due delle più grandi stelle della Major League Hockey e il loro primo incontro è all'insegna dell'ambizione ma anche dell'attrazione. Nessuno dei due però è pronto ad ammetterlo e ci vorranno otto anni - li seguiamo nel corso dei sei episodi - per capire se e come si evolverà il loro rapporto.
Un cast perfettamente in parte
Hudson Williams e Connor Storrie, entrambi alla prima esperienza importante da protagonisti, riescono a mettersi letteralmente a nudo - ci hanno scherzato anche durante la presentazione ai Golden Globes - e soprattutto a esprimere tutta la gamma di sentimenti di Shane & Ilya, che partono da una conoscenza fisica (come spesso accade) per arrivare a qualcosa di più profondo.
Vengono da due background diversi, non solo culturali ma anche familiari, eppure le loro preoccupazioni sono simili: timore di non essere accettati per quello che si è, paura di mostrarsi agli altri con tutte le proprie debolezze e vulnerabilità. Timore di fare coming out nel mondo sportivo, che si è evoluto ma ha ancora molti pregiudizi a riguardo, soprattutto all'interno dello spogliatoio. La loro chimica è palpabile - complice l'aver passato un mese insieme prima dell'inizio delle riprese per volere dello stesso Tierney.
Il casting funziona, al di là dei due protagonisti: François Arnaud e Robbie G.K. sono due grandi comprimari che mostreranno un altro lato dell'amore gay nel mondo dell'hockey. Christina Chang e un ritrovato Dylan Walsh (il Dr. McNamara di Nip/Tuck) sono i genitori di Shane, che si dimostreranno figli di un'altra generazione, più aperta e libera. Lo stesso vale per Sophie Nélisse (la govane Shauna di Yellowjackets) e Ksenia Daniela Kharlamova, che interpretano le fidanzate di Shane & Ilya: due personaggi sfaccettati e meravigliosi, confidenti, attente, perspicaci, dolci e pragmatiche.
Una sceneggiatura attenta e realistica
I dialoghi tra tutti i personaggi sono profondamente onesti e per questo genuini: mostrano situazioni realistiche in cui ci si può riconoscere, riuscendo anche a creare scene iconiche e tormentoni che hanno già fatto il giro del mondo. La scrittura riesce insomma a inserire un'autenticità nella rappresentazione che mancava da tempo e di cui forse le nuove generazioni hanno bisogno; modelli non necessariamente tossici e storie che non abbiano solo epiloghi tragici. Fragilità e competizione, pubblico e privato, sport e amore: tanti i dualismi e le dicotomie affrontate dalla serie. Un percorso di accettazione quasi liberatorio, da urlare a squarciagola.
Una regia indovinata: scene ad alto tasso erotico, mai gratuito
Uno dei primi motivi per cui Heated Rivalry ha fatto parlare di sé sono stata le scene di sesso esplicite e passionali. Il valore aggiunto è che non si tratta mai di sequenze gratuite e fini a se stesse. Sono un tutt'uno coi dialoghi e con la storia, anche perché rappresentano momenti diversi della storia tra Ilya e Shane e quindi un'evoluzione della loro intimità: fanno parlare i corpi dei personaggi, oppure semplicemente due scarpe che si toccano nei momenti più pudici. Jacob Tierney conosce bene il mondo gay e quindi la sua regia riesce a scovare i dettagli giusti per renderle realistiche e appassionanti. Il sesso è fatto da moltissime sfumature e il regista riesce a coglierle tutte.
Una soundtrack pop
La sountrack pop è degna dei migliori teen drama e spazia tra vecchie e nuove hit, proprio come la serie che riesce a parlare tanto ai millennial quanto alla Gen Z e Alpha. Da It's You di Peter Peter, che racchiude uno dei momenti più toccanti del serial, a All The Things She Said delle t.A.T.u. (duo russo musicale queer di successo nei primi 2000) anche in versione cover di Harrison. Una scelta musicale non casuale dato che l'accento russo di Ilya è parte integrante del fascino e della caratterizzazione del personaggio.
Guida alla visione: non fermatevi ai primi episodi
C'è un importante disclaimer che vogliamo segnalare alla fine della nostra recensione: non fermatevi ai primi due episodi, ma datevi tempo fino al terzo per capire se la serie è giusta per voi. Questo perché c'è uno switch importantissimo e fondamentale, che Tierney ha saputo sfruttare adattando in modo intelligente i libri originari. Sappiate che se all'inizio la serie vi incuriosisce ma non vi prende totalmente è comprensibile, poiché - proprio come i protagonisti - dovete comprendere appieno il significato dei vostri sentimenti. Intanto godetevi il viaggio di Heated Rivalry: sarà bellissimo.
Conclusioni
Heated Rivalry è molto più che una storia d'amore nel mondo competitivo dell'hockey e molto più che una storia gay nata su Wattpad. È una rappresentazione realistica, onesta e senza peli sulla lingua, ma anche dolce e toccante, dell'incontro di due corpi e di due anime lungo otto anni. Jacob Tierney usa la propria penna e macchina da presa per adattare al meglio l'originale cartaceo e per sfruttare tutti gli strumenti a disposizione per parlare a più generazioni del bisogno di accettarsi per ciò che si è; e magari dell'avere qualcuno accanto in quel tortuoso percorso. E ricordatevi: non fermatevi ai primi episodi perché la serie ha un'evoluzione fondamentale e bellissima. Proprio come l'amore tra Shane & Ilya.
Perché ci piace
- Il tema del coming out nel mondo dello sport affrontato da più punti di vista.
- L'interpretazione di Hudson Williams e Connor Storrie.
- Il casting: anche i comprimari sono personaggi chiave per la storia tra i protagonisti.
- I dialoghi e le scene di sesso: autentici e onesti.
- Il terzo episodio.
- La soundtrack pop.
Cosa non va
- Non fermatevi ai primi episodi perché potrebbero darvi un'idea parziale e distorta della serie.