Godzilla 2: King of the Monsters, recensione: un sequel “esagerato”

La recensione di Godzilla II: King of the Monsters (Godzilla 2), film di Michael Dougherty con Kyle Chandler, Vera Farmiga e Millie Bobby Brown.

RECENSIONE di 29/05/2019
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Godzilla II: King of the Monsters, Godzilla e Ghidorah in uno scontro

La maggior difficoltà nel fare la recensione di Godzilla II: King of the Monsters non è tanto scrivere se sia bello e riuscito o meno il film di Michael Dougherty, ma far trasparire per chi, per quale tipologia di pubblico, possa esserlo. Perché è inutile girarci intorno: Godzilla 2 può essere un'esaltazione assoluta così come un semplice blockbuster con poco spessore, a seconda che siate da una parte o l'altra di quella grande barricata che è l'immaginario relativo al popolare mostro nipponico e le sue diverse chiavi di lettura, se vi sentiate più affini a un approccio potente o profondo alle storie del re di tutti i kaiju. Seguiteci e vi illustreremo, senza spoiler né anticipazioni, Godzilla II: King of the Monsters e i suoi poderosi punti di forza.

L'umanità in pericolo nella trama di Godzilla 2

Ma prima concedeteci di richiamarvi alla memoria la trama di Godzilla II: King of the Monsters, che ruota attorno all'agenzia di cripto-zoologia Monarch e i suoi membri, alla sua ricerca e sfida ai mostri giganti che un tempo popolavano la Terra e che ora si stanno risvegliando reclamandola. Il loro ritorno non può che avere un pericoloso impatto sulla razza umana e la vita sul nostro pianeta: le loro lotte sono imponenti e colossali, nonché drammatiche per ciò che le circonda e i protagonisti della storia che ci viene raccontata, ma proprio nella terribile minaccia rappresentata da Godzilla potrebbe risiedere una speranza di ostacolare gli altri essere giganti che stanno creando distruzione e morte.

Qualche conferma e tante novità tra i personaggi di Godzilla 2

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Godzilla II: King of the Monsters, Ken Watanabe, Sally Hawkins in una scena del film

Se la Monarch è nota allo spettatore già dal capitolo precedente del 2014, lo è altrettanto uno dei suoi scienziati, il dottor Ishiro Serizawa interpretato da Ken Watanabe, ma tante sono le novità tra i personaggi di Godzilla 2. L'intreccio principale ruota, infatti, attorno alla famiglia Russell, composta dal padre Mark, la madre Emma e la figlia adolescente Madison: il Mark di Kyle Chandler è infatti un comportamentista animale, ex dipendente Monarch, co-inventore del dispositivo Orca che può permettere di comunicare con i mostri; Vera Farmiga è invece Emma, la sua ex moglie, paleontologa ancora al servizio dell'agenzia cripto-zoologica che ha ripreso e completato il lavoro dell'ex-marito e per questo è mira di una misteriosa organizzazione che è interessata a questa rivoluzionaria tecnologia... e ai mostri.

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Godzilla II: King of the Monsters, Millie Bobby Brown in un momento del film

Scelta di casting importante è quella relativa alla quattordicenne Madison, per la quale è stata scelta la star di Stranger Things Millie Bobby Brown, ragazzina brillante, portata per la scienza e tormentata dall'assenza del padre dopo il divorzio dalla madre. Attorno ai Russell orbita un cast di grande spessore, che, oltre ai nomi già citati, comprende Sally Hawkins nel ruolo della paleozoologa Vivienne Graham, Charles Dance nella veste del leader del gruppo paramilitare interessato all'Orca, e Zhang Ziyi. Un cast prezioso che non sempre il film riesce a sfruttare fino in fondo, sia perché non tutti i personaggi hanno il sufficiente spazio e tempo a disposizione, sia perché di tanto in tanto lo script chiede loro di affidarsi ad alcune battute a effetto che non sarebbero state necessarie e hanno un che di dissonante.

Da M.U.T.O. a Titani: tanti kaiju per Godzilla 2

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Godzilla II: King of the Monsters, una scena con il mostro Ghidorah

E poi ci sono, ovviamente, i kaiju, non più considerati neutri M.U.T.O. (Massive Unidentified Terrestrial Organism) come nel film precedente, ma Titani. È evidente già in questa scelta la volontà del Godzilla del 2019 di sottolineare e promuovere l'alone mitico e semi-divino delle creature che racconta, che non si limitano al solo Godzilla ma comprendono anche Rodan, Mothra, King Ghidora e altri con meno spazio a disposizione. Una scelta che si concretizza anche e soprattutto nel modo in cui si mostrano, agiscono e vengono messi in scena, con una cura e ricerca visiva che rende ogni loro apparizione iconica e visivamente suggestiva, quasi delle illustrazioni inserite nel contesto del film. È un aspetto che avevamo intuito dal trailer e che è ampiamente confermato dal film al completo: tutto ciò che riguarda i kaiju in Godzilla II è potente, possente, eccessivo, smodato... insomma, pensiamo di aver reso l'idea di un film che cerca di essere esagerato e dare la sensazione di trovarsi al cospetto degli antichi dominatori della Terra.

Godzilla 2 - King of the Monsters: un mondo di mostri

Nel mezzo dell'azione

Michael Dougherty, che è anche autore dello script del film, sceglie la potenza come cifra stilistica del suo Godzilla e declina tutto lo sviluppo della pellicola in tal senso. Non manca la chiave di lettura ecologista e la critica alla società umana, né un'attenzione ai personaggi, almeno quelli principali che muovono la narrazione, ma la vera ragion d'essere di questa nuova tappa del MonsterVerse Warner è nella gioia e lo spettacolo roboante dei combattimenti tra mostri. Dougherty si porta nel cuore di un'azione che è lunga, diffusa e trainante, che in molti casi prosegue anche in secondo piano, mentre il regista si concentra sui suoi personaggi, dandoci la sensazione di trovarci lì con loro, immersi in un caos e una distruzione senza controllo e senza fine. Un'azione che in molti casi prende il sopravvento sulla storia, che diventa la storia stessa in modo eclatante e prorompente, tra effetti visiva sontuosi e sonoro vibrante.

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Godzilla II: King of the Monsters, uno scontro tra i mostri giganti
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Godzilla II: King of the Monsters, un'immagine del film

Per questo parlavamo di essere da una parte e dall'altra, perché se siete tra quelli che hanno amato alcune incarnazioni più riflessive dell'universo di Godzilla, come la trilogia anime presente su Netflix (qui trovate la nostra recensione dell'ultimo capitolo, Godzilla Mangiapianeti), lo Shin Godzilla di Hideaki Anno e la sua vena politica (qui anche la recensione di Shin Godzilla) ma anche il prequel diretto di questo lungometraggio firmato da Edwards, che ha tutt'altro ritmo e costruzione, allora è probabile che l'impostazione scelta dal nuovo regista Michael Dougherty non faccia per voi, perché sacrifica l'approfondimento a vantaggio dello spettacolo. Se invece pensate che un film di Godzilla debba essere l'occasione per mettere in scena lotte furiose e vigorose tra esseri imponenti, allora non potete lasciarvelo sfuggire perché da questo punto di vista è tra le cose più esaltanti viste su grande schermo.

Conclusioni

Nel chiudere questa recensione di Godzilla II: King of the Monsters, ribadiamo la potenza della costruzione visiva del film e l’efficacia dell’impostazione scelta da Michael Dougherty nel mettere in piedi un film che predilige i combattimenti tra mostri piuttosto che l’approfondimento. L’azione diventa la colonna portante di Godzilla 2, la potenza ne è il cuore palpitante e la principale ragion d’essere e può deludere chi si aspetta un approccio più profondo e riflessivo al popolare mostro nipponico e i suoi temi.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

3.8/5

Perché ci piace

  • Il mondo dei kaiju in tutta la loro potenza, con resa dei singoli mostri riuscita sia nel comportamento che nella costruzioni visiva.
  • Alcune immagini che riescono a essere poetiche nella loro potenza visiva.
  • La solidità e forza delle lotte tra i mostri, mai così vigorose per impatto visivo e sonoro.
  • L’efficacia nella resa dell’impostazione narrativa scelta da Dougherty e basata sull’azione e i combattimenti tra kaiju.

Cosa non va

  • Alcune battute messe in bocca ai personaggi risultano forzate e fuori luogo.
  • Inadatto a chi preferisce un approccio più profondo al mondo di Godzilla.