Giulio Pranno, dopo Tutto il mio folle amore è pronto a fare tutto per il cinema: “Come Christian Bale”

Abbiamo incontrato Giulio Pranno, che ha esordito con Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, alle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento, dove ha ricevuto il premio ANEC "Claudio Zanchi".

INTERVISTA di 11/12/2019
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Tutto il mio folle amore: Claudio Santamaria e Giulio Pranno in una scena

A Venezia 76 lo abbiamo amato nel ruolo di Vincent, ragazzo affetto da autismo, nel film di Gabriele Salvatores Tutto il mio folle amore, ispirato alla vera storia di Andrea e Franco Antonello, raccontata nel romanzo Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas: Giulio Pranno è un talento da tenere d'occhio e non è un caso che alle Giornate Professionali di Cinema abbia ottenuto il premio ANEC "Claudio Zanchi".

Eppure era stato scartato alle selezioni del Centro Sperimentale di Cinematografia, anche se è stata la sua fortuna: Gabriele Salvatores ha infatti voluto vedere chi fosse l'ultimo degli scartati e ha trovato il suo protagonista. A Venezia ci aveva detto di voler lavorare a 360 gradi nel mondo del cinema, dalla sceneggiatura alla regia.

Tutto il mio folle amore, Giulio Pranno: "Per il mio personaggio Salvatores mi ha dato carta bianca"

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Venezia 2019: Giulio Pranno al photocall di Tutto il mio folle amore

A Sorrento abbiamo scoperto che ama anche disegnare storyboards e che sta prendendo lezioni canto e ballo. Sarebbe quindi disposto a sacrificare tutto per un ruolo, perfino i suoi bellissimi capelli? "Assolutamente!" ci ha detto ridendo Giulio Pranno, continuando: "Se ci fosse bisogno di tagliare i capelli non sarebbe un problema: mi piace trasformarmi, mi piacerebbe trasformarmi completamente, sono disposto a tutto. Ingrassare, dimagrire, tagliare i capelli, allungarli... Qualsiasi cosa. Come Christian Bale: nel cinema non è una cosa così assurda. Con la schiera di dietologi che segue gli attori non è una cosa così complicata. Un'interpretazione dipende da altro e mi concentrerei sopratutto su quello."

La nostra intervista a Giulio Pranno