Fondazione, la recensione dei primi episodi: Nel nome della fantascienza pura

La recensione dei primi episodi di Fondazione, la serie che porta sullo schermo il classico di Isaac Asimov, dal 24 Settembre 2021 su Apple TV+.

RECENSIONE di 24/09/2021
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Fondazione: Jared Harris è Hari Seldon in nella serie Apple

Iniziamo la recensione dei primi episodi di Fondazione, la serie Apple TV+ tratta dal ciclo creato da Isaac Asimov, con un grande mea culpa. Da conoscitori e amanti dei libri a cui questa produzione si ispira eravamo molto dubbiosi sulla possibilità di realizzare un adattamento riuscito di quell'opera che è mastodontica per ampiezza e portata di contenuti e temi. Scettici, in realtà, piuttosto che dubbiosi, quasi certi che il lavoro affidato a David S. Goyer, showrunner del progetto, fosse improbo, complesso e destinato all'insuccesso. Ci sbagliavamo e lo ammettiamo con grandissima serenità e gioia, perché i primi episodi della serie Apple TV+ lasciano ben sperare che ci si possa trovare davanti a un miracolo.

Un pilastro della fantascienza

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Fondazione: Leah Harvey in una scena della serie Apple

Ma partiamo dall'inizio e spendiamo due parole su cosa sia il Ciclo della Fondazione di Isaac Asimov e perché ci sembrava impossibile renderlo al meglio. Tutto inizia con tre libri pubblicati tra il 1951 e il 1953 (noti originariamente come Cronache della galassia, Il crollo della galassia centrale e L'altra faccia della spirale), per una trilogia originale premiata nel 1966 come miglior ciclo fantascientifico. Questo primo blocco di storie è stato poi ripresa ed espanso tre decenni dopo per pressioni e volontà di editori e pubblico, con due sequel pubblicati nel 1982 e 1986 (L'orlo della Fondazione e Fondazione e Terra) e due prequel datati 1988 e 1993 (Preludio alla Fondazione e Fondazione anno zero).

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Fondazione: Alfred Enoch in una scena della serie Apple

Sette romanzi che fanno capire la mole di materiale, ma non la sua profondità storica, politica e sociale, né la complessa struttura narrativa da portare su schermo: la trilogia originale ha infatti una struttura molto schematica e frammentaria, che deriva dalla loro natura di raccolta di storie brevi, apparse per la prima volta sulla rivista Astounding Stories e poi raccolte in volumi. Storie che coprono un intervallo di tempo ampio, parliamo di alcuni secoli nell'arco della prima trilogia, e sviluppi che affrontano dinamiche sociali in cui rivedere un riflesso del nostro mondo. Come è solita fare la grande fantascienza.

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L'inizio della fine

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Fondazione: Jared Harris in una scena della serie Apple

Il punto di partenza della storia di Asimov, e di Goyer per la serie Apple TV+, è una profezia. O è più corretto dire una previsione, perché l'idea che l'Impero Galattico in cui è ambientata la storia sia destinato a crollare nel giro di 500 anni è frutto di un complesso sistema di calcoli e formule matematiche, di una scienza chiamata psicostoria (o psicostoriografia, a seconda delle traduzione, e avendo visto i primi episodi di Fondazione in originale, non sappiamo quale sarà adottata in italiano). A diffondere questa nefasta previsione è Hari Seldon, primo e più importante psicostorico, che propone però anche una soluzione, non per evitare il collasso, questo non potrebbe mai avvenire, ma per accorciare il periodo di barbarie che ne seguirebbe.

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Fondazione: Laura Birn e Cooper Carter in una scena della serie Apple

A questo scopo, Seldon preme per creare una comunità di scienziati su Terminus, un pianeta ai confini della galassia e della crisi, per fondare un'enciclopedia galattica, un'opera monumentale che dovrà preservare il sapere tecnologico e scientifico in vista della rifondazione e affrontare alcuni momenti di crisi previsti con largo anticipo, per ridurre il periodo di barbarie a solo un migliaio di anni. Questo il piano originale e ufficiale, quello noto a tutti, ma vedremo presto che la situazione non è esattamente come era stata presentata.

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Le pedine in gioco

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Fondazione: Lou Llobell in una scena della serie Apple

Lo stesso David S. Goyer ha parlato della storia come di una partita a scacchi sviluppata nel corso di mille anni. E una partita a scacchi ha bisogno di pedine, che la versione seriale di Fondazione si preoccupa di aumentare rispetto all'originale cartaceo. C'è Hari Seldon ovviamente, interpretato da un fantastico Jared Harris, e Salvor Hardin, un altro nome noto ai chi conosci i testi di Asimov, ma accanto a loro viene dato spazio a Gaal, un genio della matematica proveniente da un pianeta rurale, a cui dà il volto la brava Lou Llobell, e altri personaggi originali come i tre fratelli Dawn, Day e Dusk, tre generazioni della famiglia imperiale nei cui ruoli troviamo Cooper Carter, Lee Pace e Terrence Mann. Un cast di personaggi ampio e ricco, necessario a veicolare tutti gli intrecci e sviluppi di una storia così estesa.

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Fondazione: Cooper Carter, Lee Pace e Terrence Mann in una scena della serie Apple

Dar forma e ri-costruire il mito

Goyer e i suoi autori hanno fatto un lavoro articolato e profondo nel costruire attorno alla traccia dettata dalle storie di Asimov per dare maggior respiro e sfumature. Hanno inoltre lavorato in modo magistrale sul cosiddetto World Building, nel tratteggiare l'aspetto dei diversi pianeti mostrati nei primi episodi di Fondazione, nello sviluppare costumi, tecnologia e ambienti. Un'operazione difficile quanto necessaria, perché l'originale cartaceo non era solo avaro di dettagli in tal senso, ma anche datato alla metà del secolo scorso e figlio di un mondo molto diverso da quello attuale.

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Fondazione: una scena suggestiva della serie Apple

Un'operazione che, va detto, è riuscita, perché il contesto visivo in cui si muovono le storie di Fondazione è imponente quanto credibile, frutto di un investimento tangibile ed evidente, che dà vita al mito della fantascienza creato settant'anni fa da Isaac Asimov, traducendolo per un pubblico moderno. Parliamo ovviamente soltanto di un primo passo di un viaggio lungo e complesso, ma è in ogni caso un primo passo che lascia soddisfatti e speranzosi di un cammino importante e da percorrere a lungo su Apple TV+.

Conclusioni

Con la recensione dei primi episodi di Fondazione mettiamo da parte lo scetticismo con cui avevamo accolto la notizia di questo adattamento e ci sentiamo di promuovere l'operazione coordinata da David S. Goyer come showrunner: la serie Apple TV+ getta le basi del mondo in cui si muove la storia e dei personaggi che la animeranno almeno nella sua prima fase e permette di sperare in una versione per lo schermo fedele nei temi e nelle dinamiche storiche e socio-politiche a quanto letto su carta. La musica composta da Bear McCreary e un cast in parte completano l'opera.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

4.1/5

Perché ci piace

  • Il lavoro di adattamento sviluppato da David S. Goyer, che costruisce attorno all'ossatura della storia di Asimov per darle un maggior respiro.
  • Il World Building, imponente e credibile, che ci restituisce il contesto adatto in cui muovere la storia.
  • Un cast in parte che assicura varietà di spunti e sfumature sulla lunga distanza.

Cosa non va

  • I puristi dell'opera di Asimov potrebbero non vedere di buon occhio alcune scelte più rivolte a un pubblico ampio.