Fahrenheit 451 (FILM TV)

2018, Drammatico

Fahrenheit 451: il capolavoro di Bradbury aggiornato all’era Trump

L'atteso film di Ramin Bahrani con Michael B. Jordan e Michael Shannon nei ruoli principali, remake del film di François Truffaut del 1966, è una grande delusione: tutta la pellicola si riduce ad un banalissimo sci-fi movie con elementi action e due protagonisti tanto affascinanti quanto sprecati.

Fahrenheit 451: Michael B. Jordan e Michael Shannon in una scena del film

"Non c'è bisogno di bruciare libri per distruggere una cultura. Basta fare in modo che la gente smetta di leggere". Ray Bradbury scrisse questa frase nel 1951 in quello che è considerato il suo libro più famoso, e lo fece in seguito ai roghi nazisti e le "grandi purghe" di Stalin. Oggi il mondo è cambiato ed è logico pensare che se fosse scritto adesso il romanzo sarebbe sostanzialmente diverso, ma quella frase, quel sentimento, rimane comunque molto attuale. Anzi, nell'epoca delle fake news e dell'informazione 2.0 si potrebbe modificare il finale di quella frase in "basta che la gente si limiti a leggere i titoli".

Non è difficile capire, quindi, il perché di questo nuovo adattamento e nemmeno il perché di così tante modifiche al plot originale. Nel film e nella sceneggiatura di Ramin Bahrani non si bruciano solo libri ma anche dispositivi elettronici e tutto ciò che arriva alla popolazione è controllato e censurato dal governo. Non c'è quindi il divieto di leggere o ad accedere alle informazioni, ma una rigidissima censura preventiva. Un lavaggio del cervello collettivo che farebbe impallidire anche i più celebri e tetri futuri distopici del grande e piccolo schermo.

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Fahrenheit 451: Michael B. Jordan e Michael Shannon in una scena

Così come nel romanzo, e nel precedente adattamento di Truffaut del 1966, in questa nuova società i pompieri non sono coloro che spengono i fuochi, ma li appiccano. Non vanno in soccorso dei cittadini, ma vanno alla caccia dei trasgressori punendoli col fuoco o, come in questa nuova versione, cancellando la loro identità. Guy Montag (Michael B. Jordan) è uno di questi, anzi è tra i più amati dal pubblico ed è in vista della tanto agognata promozione che lo farà succedere al suo mentore, il Capitano Beatty (Michael Shannon).

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Fahrenheit 451: Michael B. Jordan in una scena del film

Se Bradbury faceva sì che Montag scovasse una Bibbia scampata al rogo, se ne impadronisse e ne rimanesse affascinato a tal punto da disertare, nel film HBO a svolgere la stessa funzione è un libro di Fëdor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo. E in questa differenza, banale eppure sostanziale, c'è già un esempio di tutto ciò che è sbagliato in questo adattamento. Perché il cambiamento che avviene nel protagonista è fondamentale non tanto per la trama ma per carpire l'anima del lavoro di Bradbury, eppure nel nuovo film questo "risveglio", e le sue motivazioni, non arrivano mai allo spettatore. Il film scorre lo stesso ma solo perché la storia è nota a tutti, ma la sceneggiatura in quell'occasione fallisce miseramente.

Fahrenheit 451: Sofia Boutella in una scena del film

Così come fallisce nel non sfruttare al meglio le tante novità inserite: il rapporto del protagonista prima con il padre e poi con il suo capitano, l'ambiguità di Beatty e la sua stessa fascinazione verso la cultura. Perfino la società segreta di "uomini libro", che è uno dei momenti più memorabili del romanzo, qui viene trattata con quella stessa superficialità che il messaggio del film sembra condannare.

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Fahrenheit 451: Michael Shannon in una scena del film

Ma l'errore più grande che compie Bahrani è il rinunciare all'universalità del tema per far diventare tutto una mera critica all'era Trump. Perché se è vero che la sua società distopica è effettivamente spaventosa e, purtroppo, fin troppo plausibile, e che alcune trovate come lo slogan dei pompieri (Time to Burn for America Again!) sono brillanti, il tutto finisce con il diventare quasi una brutta copia di quel capolavoro seriale che è The Handmaid's Tale di Hulu, unito magari al Black Mirror di Netflix.

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L'idea che questa agghiacciante società distopica sia tutta americana e che invece, superato il confine col Canada, possano esserci milioni di lettori felici con Kindle pieni di qualsiasi libro mai esistito, non solo fa sì che tutto lo scenario sia meno potente e spaventoso, ma soprattutto rende anche inutile quella che sembra essere la missione ultima dei protagonisti positivi del film. Tutta la pellicola si riduce quindi ad un banalissimo sci-fi movie con elementi action e due protagonisti tanto affascinanti quanto sprecati. Cosa penseranno coloro che non hanno mai letto il romanzo di Bradbury? Saranno veramente invogliati ad approfondire ed acquistare il libro? Non c'è effettivamente il rischio che questo film faccia l'esatto contrario di quel che auspicava lo scrittore?

Fahrenheit 451: il capolavoro di Bradbury...
Luca Liguori
Redattore
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