Nel 2019 la tragedia di Chernobyl ha fatto nuovamente parlare di sé grazie alla pluripremiata e acclamata miniserie HBO. Nel 2026 un'altra drammatica storia vera (forse meno conosciuta) fa capolino in tv, questa volta su Netflix. Emergenza radioattiva tratta la dispersione di Cesio-137 avvenuta a fine anni '80 in Brasile, che coinvolse non solo i cittadini ma anche il governo e la comunità scientifica.
Se un'emergenza radioattiva diventa un pericolo fuori controllo
Siamo di fronte ad uno degli episodi più significativi (e neri) della storia del Brasile. Siamo nel 1987 a Goiânia, dove nel centro cittadino c'è un vecchio ospedale per radioterapie, ormai abbandonato. Due uomini alla disperata ricerca di soldi rubano un macchinario in piombo, vendendolo ad una discarica. Il proprietario lo apre portandosi a casa l'interno come portapranzo: nel giro di pochi giorni si ammalano tutti e la moglie, insospettita, lo consegna alle autorità sanitarie di zona. Lì i medici la ricoverano e, una volta rilevati sintomi simili a quelli da esposizione a radiazioni, fanno scattare l'allarme. Viene chiamato un giovane fisico nucleare di Rio De Janeiro che si trova in visita per il compleanno del padre.
A quel punto il ragazzo intuisce la tragica verità, avvisando un professore responsabile del centro scientifico locale: la clinica in disuso aveva due apparecchi pericolosi, uno in cobalto e uno in cesio (contenente una polvere bianca invisibile altamente contaminante che si deposita su qualsiasi cosa). Il secondo però non era stato segnalato e smaltito correttamente: quel furto porta ad un effetto farfalla senza precedenti. Dato che non era coinvolta una centrale nucleare, nessuno dei cittadini pensava potesse essere così letale e di rapida diffusione. Non c'è più tempo: tutti si adoperano per provare a limitare i danni, perché intanto sono già passate due settimane.
Una messa in scena al cardiopalma ma un po' esasperata
Creata da Gustavo Lipsztein, la miniserie è diretta da Fernando Coimbra e Iberê Carvalho. La scrittura enfatizza il pathos del dramma vissuto da tutti i protagonisti attraverso un'epicità drammatica e fortemente esasperata. La regia insiste invece sui dettagli, come il macchinario incriminato, che diventa un Macguffin hitchcockiano: il pubblico lo vede e sa che sarà la causa del male per le persone che vi entrano a contatto, ma per il momento può solamente soffrire dal divano ed empatizzare ancora di più con i protagonisti, immedesimandosi in loro. Il serial riesce a far provare una sofferenza quasi fisica allo spettatore, indugiando su questi aspetti.
In cinque episodi la narrazione non conosce stanchezza: il ritmo è repentino come la diffusione della contaminazione. Ci si concentra sulla corsa contro il tempo che tutte le autorità hanno da subito intrapreso per identificare le aree colpite, contenere l'avanzata delle radiazioni e salvare quante più vite possibili. Un incidente che si sviluppa su larga scala nello Stato e che mostra il dramma personale accanto a quello comunitario vissuto dai personaggi.
Il dilemma morale al centro della serie Netflix
Attraverso questa storia realmente accaduta e qui romanzata, Emergenza radioattiva vuole veicolare un interrogativo etico: di chi è davvero la responsabilità di quanto accaduto? Di chi ha rubato il piombo non rendendosi conto dell'oggetto recuperato, o di chi non l'ha smaltito a dovere senza seguire i protocolli e notificare chi di competenza? Oppure del proprietario della discarica, che sceglieva di non vedere ciò che accadeva intorno a lui per paura delle autorità? Proprio questa negazione iniziale del problema fa passare più tempo del dovuto, prima che si inizino a mettere insieme i pezzi del puzzle.
L'altro dilemma a cui vengono messi di fronte i protagonisti è: chi si farà carico della reale gestione del cesio in modo che non possa più nuocere a nessuno? Un dibattito morale ma anche politico ben espresso dalla serie, criticata ancor prima del debutto per essere stata girata a San Paolo e non nei luoghi reali della tragedia. L'intento - proprio come Chernobyl - rimane quello di far emergere l'eroismo delle tante persone che si prodigarono per denunciare l'accaduto e accelerare le tempistiche della sua risoluzione, ma che spesso non vengono ricordate dalla storia.
Conclusioni
Emergenza radioattiva è la classica miniserie che vuole raccontare una storia vera che forse non tutti conoscono, mettendola in parallelo a quanto successo in Russia. Lo fa con dovizia di particolari e ritmo frenetico, indugiando volutamente sul pathos del racconto (forse un po' troppo). Esprime in modo efficace i sentimenti, dilemmi e decisioni difficili che si trovarono a prendere le personalità coinvolte, oltre alla responsabilità a monte e al destino del "dopo" dell'incidente.
Perché ci piace
- Il parallelo con Chernobyl.
- La ricostruzione storica.
- I dilemmi etici.
- La denuncia sociale.
Cosa non va
- Un tono a volte un po' troppo enfatico.