Dov'è la Fiesta?, recensione: il traffico di Roma e una scapigliata rom-com millennial

Linda Caridi e Francesco Carril sono i protagonisti della comedy diretta da Niccolò Gentili e firmata da Lisa Nur Sultan. Nonostante la buona struttura, e un fare divertito, tende a divagare un po' troppo.

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Roma, il traffico, la tangenziale, un'atmosfera cozy, la faccia straordinaria di Giorgio Tirabassi (versione Cupido). Dov'è la Fiesta? di Niccolò Gentili inizia bene, anzi benissimo. Un film di "peripezie" lo definisce il regista, all'esordio. Ed è pure un film sulle "inquietudini di una generazione". Finalmente, aggiungiamo: il cinema italiano sta scoprendo che una certa borghesia potrebbe essere superata, e che per arrivare al pubblico bisogna tornare a raccontare certe persone, certe storie, certe normalità.

Dove La Fiesta Scena Film
Linda Caridi e Francesco Carril

Soprattutto, Dov'è la Fiesta? sottolinea in effetti la fecondità narrativa dei millennials; i trentacinquenni (quasi quarantenni) che, agli occhi degli agée, sono ancora dei ragazzini che devono farsi le ossa, tanto nel lavoro quanto in amore. Che fastidio. Un ronzio costante, tra paternale e benaltrismo. "La rovina dell'Italia sono i genitori e la burocrazia", viene detto nel film. E potrebbe essere vero. Del resto, lo script, a un certo punto, dopo aver colto in peno certi umori da rom-com, pare girare proprio su questa dicotomia. Pratiche e papà. Dall'altra parte, però, questo cambio abbastanza repentino sfilaccia (forse irrimediabilmente?) il notevole spunto iniziale, facendo perdere lo smalto alla storia.

Dov'è la Fiesta?, la folle settimana di una coppia in divenire

Al centro di Dov'è la Fiesta? - scritto da Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili - ci sono Leo e Irene (Francesco Carril e Linda Caridi). Lui è un aspirante attore, lei è una sceneggiatrice. Si frequentano da tre mesi ma non hanno ancora definito la "situazione sentimentale". Una sera, vedendosi a cena, provano a delineare la loro dimensione. Peccato però che qualcuno ruba l'automobile di Leo - una Fiesta, appunto. L'evento catapulta la coppia in una "folle e imprevedibile settimana".

La bravura di Lisa Nur Sultan

Non c'è dubbio che il film abbia in sé una certa freschezza, proseguendo con fare divertito e leggero finché può, avendo la lucidità di ridere e sorridere. Per dire, Francesco Carril e Linda Caridi credono nei rispettivi personaggi, rendendoli reali e riconoscibili. Nota per Caridi: finalmente un ruolo che non preveda calchi drammatici, permettendole di mostrare una bravura che vada ben oltre i generi. Il merito, tra l'altro, è di Lisa Nur Sultan: una che i dialoghi sa scriverli e pure bene, e sa come creare un'intesa tra opera e pubblico. Racconta ciò che conosciamo, senza artifici o didascalie. Ce ne fossero di più.

La cornice, poi: Roma è sempre Roma, ed è ancora più bella quando viene osservata di sbieco, lontano dalle cartoline e più vicina al suo sbeccato eclettismo da capitale multi-culturale, tra accenti, colori, umori. Insomma, è credibile il contesto, la cornice, l'utilizzo dei comprimari (amiche, padri, conoscenti) su cui il film punta forte, se non tutto.

Se il MacGuffin diventa protagonista

Per ammissione del regista, un film deve avere "un coro di figure capaci di amplificare e sostenere la storia, come accade nella vita". Ecco, scena dopo scena, nel proseguo cinetico delle disavventure sentimentali e burocratiche di Leo e Irene, Dov'è la Fiesta? si incrina nell'istante in cui il campo si allarga, diventando quasi un altro film rispetto alle prerogative dell'ottimo incipit. Il ritmo rallenta, lo sguardo si sposta e l'universo di Leo e Irene, d'un tratto, perde sostanza e dimensione. La cosiddetta storia principale viene in qualche modo sostituita da quelle secondarie, e il MacGuffin dell'automobile rubata, da pretesto qual era, finisce per prendersi la scena. Un mezzo peccato, perché le scapigliate divagazioni cercate da Gentili funzionano solo in teoria (appunto, nello script). E sappiamo quanto al cinema, come nella vita, la pratica sia un altro paio di (mezze) maniche.

Conclusioni

Non c'è che dire: Lisa Nur Sultan scrive bene, e lo dimostra Dov'è la mia Fiesta?, firmato insieme al regista Niccolò Gentili. Tuttavia, la seconda parte di questa fresca rom-com tende a divagare un po' troppo, finendo per perdere lo smalto iniziale. Attenzione però al linguaggio e alla struttura, e attenzione però alla prova del cast. Soprattutto Linda Caridi, alle prese con un ruolo più leggero dimostrando una solida bravura.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • La scrittura di Lisa Nur Sultan.
  • Linda Caridi finalmente in un ruolo più easy.
  • Una certa Roma.

Cosa non va

  • Il MacGuffin della macchina diventa protagonista.
  • Divaga troppo nella parte centrale.
  • Le backstory prendono la scena.
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