I Delitti del BarLume, Lucia Mascino: "La serie ha creato un personaggio femminile atipico e originale"

I Delitti del BarLume ha tra i suoi protagonisti Lucia Mascino, attrice che in questa intervista ci parla di improvvisazione, ruoli femminili e del nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo.

INTERVISTA di 14/01/2020
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I delitti del BarLume: Lucia Mascino in una foto della serie

I delitti del BarLume torna sugli schermi di Sky Cinema Uno. Nei nuovi episodi il commissario di polizia Vittoria Fusco interpretata da Lucia Mascino, la protagonista della nostra intervista, si ritrova alle prese con due casi molto diversi e con il confronto con i colleghi, suoi superiori e gli abitanti di Pineta.

La serie diretta da Roan Johnson tratta dai romanzi di Marco Malvaldi continua così a portare sugli schermi la formula, ormai collaudata e di successo, che fonde le indagini poliziesche e il racconto della quotidianità all'interno di una comunità che ha come punto di riferimento il bar del paese, dove ci si incontra, si parla, si osserva e anche ci si innamora.
L'interprete del commissario Fusco ci ha ora rivelato qualche curiosità sulla realizzazione delle due nuove puntate, Donne con le palle e Ritorno a Pineta, sull'atmosfera che contraddistingue il lavoro sul set, suoi ruoli femminili e sul nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Divertimento e spazio all'improvvisazione

Negli episodi il commissario Fusco è alle prese con colleghi e superiori, dando vita a momenti molto divertenti, come era l'atmosfera sul set?

Anno dopo anno, i rapporti tra il commissario e i suoi sottoposti, Cioni e Govoni, e con il capo della polizia Tassone, si sviluppano sempre di più, all'insegna di insidie e assurdità. Basta pensare a Gianluigi Tassone che è evidentemente un uomo che pensa di più alle tagliatelle al cinghiale che a seguire le indagini sui casi! Tra noi quattro si sviluppano sempre di più delle relazioni comiche. In realtà la situazione è nata un paio di anni fa e ci siamo resi conto che durante le scene c'erano dei margini per l'improvvisazione, anche noi ridevamo mentre giravamo, ci abbiamo quindi preso gusto! Ci sono effettivamente dei momenti, come quando Tassone arriva con i cannoli siciliani, che permettono l'improvvisazione e danno vita a dei momenti esilaranti mentre lavoriamo sul set.

Il regista come gestisce questi momenti?

Ovviamente c'è in testa a tutto questo la scrittura e la direzione di Roan Johnson! Ma è lui stesso che a momenti lascia la briglia più sciolta, poi giriamo altre versioni della scena più aderenti allo script, realizziamo vari ciak... Roan è però sempre molto attento perché in alcune scene è importante che ci sia un po' di freschezza, alle volte data da questa improvvisazione, mentre in altre bisogna essere più fedeli al copione. Negli anni la conoscenza e la fiducia reciproca permettono maggiormente di 'giocare', senza dimenticare la confidenza nei confronti dei personaggi.

Personaggi che evolvono e altri che fanno ritorno

Nel corso del tempo il personaggio di Vittoria Fusco ha vissuto un'evoluzione, come hai gestito questo aspetto? Hai contribuito alle scelte riguardanti la storia del commissario?

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Lucia Mascino in una foto de I Delitti del BarLume

L'evoluzione del mio personaggio non è stata stabilita a tavolino: io sono stata molto contenta che Vittoria abbia pian piano preso più spazio, fino a diventare una co-protagonista. Non era così all'inizio, avevo uno spazio minore. Rispetto ad altri ambiti lavorativi si parte meno da discorsi compiuti a priori, ci sono state proposte più dirette, non seduti a tavola, mentre giravamo magari davo uno spunto e Roan mi diceva sì o no. Devi vederle le cose per capire se funzionano, non le devi pensare, si deve sentire. Una volta mi è capitato di battere le mani e dire 'Solo così Cioni mi ascolta' ed è qualcosa nato da un istinto, sul momento. Per quanto ci sia un ragionamento di sceneggiatura e, ovviamente, di regia, c'è sempre una componente istintiva.

Uno dei momenti più importanti delle due nuove puntate è, ovviamente, il ritorno di uno dei personaggi principali, accolto in modo molto divertente da Vittoria. Come avete costruito quella scena?

La scena del ritorno a Pineta di uno dei protagonisti, ovviamente chi è che manca da un po' in città? Quel personaggio tanto osteggiato quanto amato da tutti noi! Tutti ne diciamo male, come personaggio, ma gli vogliamo bene. La sequenza in cui lui ritorna di notte, senza preavviso come sua abitudine, è stata modificata mentre eravamo sul set rispetto alla scrittura perché la sceneggiatura è una traccia, ma poi è anche giusto che gli interpreti dei personaggi che ormai conoscono da molti anni possano trovare insieme un assestamento e cambiare un po' le cose. L'abbiamo un po' provata e sistemata e, sempre sotto gli occhi di Roan, è diventata più naturale. Ci sono scene che provandole a lungo cambiano forma ed è molto bello che accada in una serie dove, nonostante i tempi siano molto stretti, ci sia questa possibilità. Johnson, essendo coinvolto anche come sceneggiatore, è molto attento sul set pur dandoci una certa libertà.

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Il rapporto con il cast

La serie ha tanti protagonisti, c'è un personaggio con cui vorresti lavorare di più in futuro?

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I Delitti del BarLume: una foto dei protagonisti

Ci sono davvero tanti personaggi! Lavorare con Alessandro Benvenuti, Corrado Guzzanti, Michele Di Mauro, Stefano Fresi, Enrica Guidi, Guglielmo Favilla, Daniele Marmi... è davvero un vero piacere! Quello è il bello delle serie: nel corso degli anni si ha la possibilità di avere spazio con molte persone, si hanno delle scene con ognuna di loro che ricordi con piacere nel corso degli anni. Io mi trovo benissimo con il binomio Cioni e Govoni! Con Alessandro Benvenuti ho però effettivamente poche scene. Con Corrado Guzzanti vorrei lavorare sempre! Con Filippo Timi, non c'è bisogno di dirlo, è sempre fantastico! Trovo fantastico che in queste due puntate ci sia un po' di comicità e suspense, ma sia sempre un pretesto per parlare di questo microcosmo ormai così conosciuto.

Con l'autore dei romanzi che tipo di rapporto si è formato?

Il mondo da cui partiamo è costruito tutto dall'immaginario di Marco Malvaldi, alcuni episodi hanno la sceneggiatura basata proprio sui suoi romanzi e altre invece si distanziano un po' dalla sua scrittura. Lui è però coinvolto in modo attivo ed è venuto sul set quasi ogni anno, siamo in costante collaborazione.

Recitare con Guzzanti

Nelle due puntate inedite c'è una sequenza irresistibile con Guzzanti, come è lavorare con un attore così istrionico? Provate prima di arrivare sul set o preferite affidarvi all'improvvisazione?

Prepararsi prima non impedisce la freschezza dell'improvvisazione. Facciamo tutte e due le cose. Con Corrado parliamo delle scene, le proviamo, in base ai tempi a disposizione ci lavoriamo prima di arrivare sul set. Ho avuto la fortuna di lavorare con lui in occasione del film La prima pietra e ha piacere di fare le prove, quindi le propongo sempre. Mi piace di più farle prima di girare. Se le fai sei poi libero di fare quello o altro, c'è un margine maggiore di libertà. Poi lui tira fuori sempre delle battute geniali non presenti nel copione, ma quello è Corrado Guzzanti e siamo tutti noi suoi grandi estimatori!

Nel corso dell'anno hai lavorato a teatro, per il cinema... Che sensazioni si provano ritornando in un mondo conosciuto come quello del BarLume che sembra quasi una famiglia?

Per me il BarLume è un po' una sicurezza, un luogo a cui tornare, dove ritrovare molte persone con cui sto bene. Durante l'anno ognuno di noi fa dei percorsi vari e ce li raccontiamo quando siamo di nuovo insieme sul set. Io ho recentemente lavorato a questo monologo di teatro con Lucia Calamaro, una drammaturga di grande talento e regista che inseguivo da molti anni perché volevamo lavorare insieme, e poi c'è il film con Aldo, Giovanni e Giacomo. Durante l'anno si passa quindi attraverso tre linguaggi diversi, ma è proprio la cosa bella, tuttavia il BarLume è un appuntamento che ti rincuora perché sai che ti aspetta e c'è questo posto bello e accogliente dove ti ritrovi con gli altri.

Il rapporto con il pubblico

La serie riesce a riunire davanti alla tv un pubblico di tutte le età, che tipo di interazioni hai con i fan?

Delitti Barlume Lucia Mascino Lucca Comics 2018
I delitti del BarLume: una foto di lucia Mascino a Lucca Comics 2018

Quando pubblico qualcosa su Facebook riguardante il BarLume ho tantissime condivisioni e commenti. Se pubblico notizie, foto o aggiornamenti ho sempre una reazione molto positiva e tra i fan c'è persino chi è venuto a trovarci sul set, li incontriamo, vengono a salutarci. Si tratta di un pubblico vario e per me è sempre sorprendente scoprire che anche i ragazzini lo guardino, non so perché non me li immagino come parte del target! Ovviamente in Toscana il seguito è ancora più alto, rispetto ad altre parti di Italia, e me ne accorgo perché se vado a fare uno spettacolo nella regione, come quando sono andata a Lucca, al bar le persone mi fermano, mi salutano chiamandomi 'Commissario'. Il rapporto sui social c'è e i commenti sul BarLume sono sempre molto carini e sinceri, non si fanno problemi a dire se un episodio è piaciuto oppure no.

Quanto è difficile trovare un ruolo femminile ricco di sfumature come quello di Vittoria Fusco?

Il ruolo di Vittoria, per quanto riguarda i ruoli femminili, è un po' insolito perché è un incrocio tra un poliziotto all'americana - biondo, un po' coraggioso e con una sua avvenenza, una donna contemporanea e al tempo stesso determinata e sportiva - ed è autoironica perché è una serie gialla comica. Ha creato un personaggio che non esisteva, non c'erano precedenti per quanto riguarda la tipologia, di solito si dividono in ruoli con meno sfumature. Il mio commissario è invece un incrocio tra queste due qualità. Sento il bisogno di ruoli femminili che escano dai canoni già visti, spero che accada sempre di più. Il BarLume, secondo me, ha inventato qualcosa, ma ora ci sono progetti simili come Kops (film svedese che è anche alla base del progetto di Sky Cops - Una banda di poliziotti con star Claudio Bisio), dove anche in quel caso c'è un commissario donna dalle caratteristiche simili. Io non ricordo però altre figure simili e trovo bello che il BarLume abbia inventato qualcosa di così importante.

Progetti futuri

Hai un personaggio che sogni di interpretare, sugli schermi o a teatro?

Ulisse! Mi piacerebbe che una donna potesse fare Ulisse, fosse al centro di questa storia di un lungo viaggio. Un ruolo grande, mitico, archetipale, pieno di avventure, solitudine, sentimento, legami, incontri... Un viaggio tridimensionale! Sarebbe interessante perché raccoglie umanità ed è comunque una storia mitica.

Tra poche settimane arriverà nei cinema l'atteso film Odio l'estate, cosa possiamo attenderci dal ritorno di Aldo, Giovanni e Giacomo?

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Odio l'estate: Lucia Mascino in una foto del film

Sarà un film che sorprenderà: è una commedia molto dolce, delicata, toccante... Per me è stato un incontro molto naturale quello avvenuto con loro: mi hanno chiamata senza farmi fare il provino, mi hanno direttamente affidato il ruolo ed è un'occasione rara che non capita spesso. L'ho trovato molto gratificante, non perché non ami fare i provini, ma perché è sorprendente essere chiamati direttamente. Ho stretto un bellissimo legame con le altre due attrici - Carlotta Natoli e Maria Di Biase - e si vedrà sul grande schermo la nostra complicità, il divertimento che andavano anche oltre il set. Con il trio, che abbiamo sempre seguito e apprezzato, c'è stato spazio anche per questa sorpresa legata allo stile diverso rispetto al loro passato. Sono felice perché non mi sarei mai immaginata di poter lavorare con loro, non avrei mai potuto immaginare di ricevere una loro chiamata ed è stato bello partecipare a un progetto dalle caratteristiche un po' inattese. Ci siamo trovati davvero bene e solo all'ultimo ho scoperto di avere in comune con Giacomo Poretti la passione per Frank Capra, ci siamo scoperti ad avere gusti cinematografici simili.

I fan della serie I delitti del BarLume possono già iniziare ad attendere la prossima stagione?

Non si ha mai la certezza e come diceva Bergonzoni: bisogna rimanere in tensione, in tirella, perché la vita non dà sicurezza, "non dite che la mamma vi verrà a prendere quando andate a scuola, forse verrà oppure no perché così cresce e si fortifica". Era fantastico!