Più 0,5% di incassi, meno 2,0% di presenze rispetto al 2024, per un anno solare in linea - tutto sommato - all'andamento post-covid, anche se spicca il valore assoluto in percentuale superiore in termini di quota rispetto alla media 2010-2019. Questi i dati principali emersi durante l'appuntamento organizzato da Cinetel che, come da tradizione, illustra l'andamento del mercato cinematografico.
Un mercato, quello del 2025, segnato (e salvato?) dal successo di Checco Zalone con Buen Camino che ha portato a casa 36 milioni di euro (attualmente sfiora un totale di 60 milioni). Riflessione d'obbligo, in apertura: perché una parte della stampa si ostina a criticare (per non dire combattere) il comico pugliese, soprassedendo puntualmente sulla miriade di (mediocri) commedie nazionali che ingolfano le programmazioni senza un reale ritorno economico per gli esercenti?
I dati cinematografici del 2025 secondo Cinetel
Nello specifico, sono stati distribuiti 1.002 nuovi film - 61 in più rispetto al 2024 - di cui ben 462 titoli di produzione o co-produzione italiana (più 29%) per una proporzione abbastanza bilanciata anche se, dati alla mano, il riscontro di pubblico per quanto riguarda i grandi blockbuster ha in parte tradito le aspettative, mancando il gancio in relazione al 2024 (dominato da Inside Out 2 e Deadpool & Wolverine). Tuttavia, "Se pensiamo ai mercati di Francia e Spagna il trend italiano è assolutamente positivo, mantenendo costanza", spiega Simone Gialdini, presidente Cinetel. "Sei mesi su dodici sono stati superiori rispetto al 2024, e il periodo estivo resta buono nonostante l'offerta non sia stata ottima come nella precedente annata".
Nello specifico, la Francia e la Spagna registrano perdite importanti: in Francia ha quote stabili di produzione nazionali, ma nel 2025 è sceso sensibilmente perdendo il 13,6% di presenze (ma va detto che le presenze totali doppiano quelle italiane: ben 156 milioni). La Spagna perde l'8,4% di presenze, piazzandosi sotto l'Italia. Per quanto riguarda il pubblico, "C'è una prevalenza di spettatori maschili, la fascia principale è quella dei giovani fino a 24 anni, anche se in calo per mancanza di prodotto in target" continua Davide Novelli, AD di Cinetel. "Solida la fascia di mezzo, ma manca ancora la fascia over 60, che tuttavia cresce rispetto al 2024. Segnale positivo la somma tra il pubblico regular e quello frequent".
Il successo dei monosala
Interessante l'andamento dell'afflusso delle sale: sono in crescita i monosala (nonostante l'aumento complessivo del prezzo, spinto dalla ristrutturazione dei cinema), le arene e il taglio 5-7 schermi, mentre sono in calo i numeri dei multiplex con meno 4,3% di presenze (nonostante Zalone). "Il merito va alle sale di quartiere, più attente alla programmazione, alla qualità e alla fidelizzazione", continua Gialdini. Un tema, questo, che avevamo ampiamente previsto fin dalle timide riaperture post-covid.
A tal proposito, Mario Lorini, presidente ANEC, spiega che "stiamo raccontando stabilità e tenuta, le sale ci sono, e sanno dare una risposta importante. Questo è realismo. Abbiamo attraversato un periodo difficile, ma abbiamo avuto una grande spinta: riflettiamo sulla crescita delle monosale. Sono un patrimonio culturale e sociale. Queste sale hanno la miglior performance",
Il fattore Checco Zalone
Se sono quattro i titoli italiani nella top 10 (Buen Camino, Follemente, Diamanti, Io sono la fine del mondo), Alessandro Usai, presidente ANICA, chiude l'incontro insistendo sul valore delle nostre produzioni "Bisogna cambiare la narrazione rispetto all'industria, perché se confrontiamo i numeri del 2025 con il triennio 2017-2019, mancano all'appello 28milioni di biglietti provenienti dalle produzioni internazionali. Un gap colmato dal nostro cinema, a prescindere dal risultato di Zalone. Un fatto tutt'altro che scontato: se un mercato torna a esprimersi così vuol dire che ci sono ancora i margini per fare bene".