Company, recensione: il valore del racconto secondo un compassato Casey Affleck

Alla terza regia, Casey Affleck omaggia le storie raccontate attorno al fuoco puntando a un cinema elegante e ricercato. Ma il ritmo potrebbe essere un problema. In concorso a Venezia 83.

Una scena di Company

Storie e racconti che vanno oltre l'immaginazione per avvicinarsi a qualcosa che, invece, possa essere scoperto. Da questo presupposto, Casey Affleck - talento mai banale, bisogna dirlo -, costruisce Company, un film nel film che ne contiene dentro un altro ancora (e forse potrebbero essere troppi). Mosso da un certo lirismo e da una certa formalità (potrebbe essere un problema), l'attore e regista indaga in novanta minuti un "dilemma morale" - che ci rendiamo conto possa voler tutto e niente - attraverso un filtro inaspettatamente folkloristico che pare "devoto" al cinema come massima declinazione artistica.

Company: una storia da raccontare

Non è facile parlare di Company senza citare la svolta finale che, di fatto, dovrebbe dare un senso alla sceneggiatura firmata dal regista in coppia con Ron Hansen. Il film inizia nel 1975, mentre alla radio c'è Bob Dylan che suona Shelter From the Storm ecco arrivare Evelyn (Emily Alyn Lind) che si presenta a una festa senza avere l'invito. La misteriosa donna racconta la storia di Tom (Nick Nolte), un anziano che vent'anni prima ha salvato una giovane attrice (Caylee Cowan) da una bufera di neve in Colorado.

118921 Company   Official Still  Courtesy Of Company
Una scena di Company

Incastrando tre piani temporali, la donna in questione racconta a sua volta una storia molto più antica, risalente agli inizi del Novecento: quella di una coppia di solitari contadini (Scoot McNairy e Adelaide Clemens) che accolgono un giovane viandante (Atticus Affleck). Fin qui nulla di strano, se non fosse che l'arrivo di questo giovane sembra coincidere con una serie di inquietanti omicidi.

Un ritmo compassato

"Le storie formano le nostre identità non solo come individui", ha spiegato Affleck, presentando il film a Venezia 83. In qualche modo, la forza di Company però è anche la sua debolezza: si inizia da un racconto enunciato attorno al fuoco per poi sfocarsi via via che la storia portante prende forma. Impeccabile dal punto di vista visivo, il terzo lungometraggio di Casey è compassato per catturare davvero l'attenzione; il colpo di scena poi rivelato nell'ultima parte è un gigantesco elefante nella stanza che, difficilmente, può essere nascosto. Probabilmente era il volere dell'autore, ma i diversi punti di osservazione e la staticità visiva, pur mossi da una nobile ambizione e da un certo gusto estetico, non portano mai davvero avanti un film quasi immediatamente leggibile. È come se l'anima pop del film trovasse difficoltà a uscire fuori

118923 Company   Ben Mendelsohn  Courtesy Of Company
Ben Mendelsohn in scena

In mezzo, il concetto di vendetta (un po' abusato?), e poi il sangue, le ferite, le parole, la rabbia, il senso di ingiustizia. I dilemmi morali di cui sopra, poi, si agganciano ai personaggi che, come scopriamo alla fine, hanno una specie di legame condiviso. Ma come per tutti i dilemmi la risoluzione non è scontata. Company indaga sulle domande, formula i problemi, senza prevedere risposte. Domande spesso ingombranti, bisogna dirlo, senza mai prendere una strada troppo politica. Dall'altra parte, per ammissione di Affleck, Company non è nemmeno impermeabile rispetto al mondo che ci circonda, riflettendo i molti conflitti e il conflitto interiore del regista. Può bastare? Insomma...

Conclusioni

Company di Casey Affleck è mosso da ottime intuizioni cinematografiche e dalla voglia del regista di raccontare una storia, omaggiando il valore del racconto attorno al fuoco. Al netto della forma e del cast, il tono è però fin troppo compassato, com'è prevedibile la svolta e la rivelazione che diventano il cuore del film.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Lo spunto.
  • La durata.
  • Il cast.

Cosa non va

  • Il ritmo è compassato.
  • Fin troppo formale.
  • La svolta prevedibile.
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