Come un gatto in tangenziale

2017, Commedia

Come un gatto in tangenziale: quando il cuore batte in periferia

Dopo il "rodaggio" di Mamma o papà, si ricostituisce il sodalizio tra Riccardo Milani, Paola Cortellesi e Antonio Albanese con risultati decisamente migliori: Come un gatto in tangenziale è una commedia divertente e tenera che non rinuncia a invitare alla riflessione sulle differenze e il dialogo.

Giovanni, che collabora con le istituzioni italiane europee con il suo think tank dedito a progetti più o meno filantropici, è un privilegiato e sa di esserlo, almeno stando a quanto insegna a sua figlia. Entra però in crisi quando la sua bambina - tredici anni appena - mette in atto i precetti di apertura alla diversità e sfida alle convenzioni ricevuti da lui (e dalla madre, fuggita a coltivare lavanda in Provenza in un drappeggiare di lini pregiati) iniziando una relazione con un coetaneo di Bastogi - la più spettacolosamente malfamata area periferica di Roma, un vero e proprio inferno costituito da sei palazzoni tra Torrevecchia e Quartaccio.

Come un gatto in tangenziale: Antonio Albanese e Paola Cortellesi in una scena del film

L'inevitabile attacco di panico con annesso pedinamento verso il misterioso quartiere che, secondo un collega napoletano, fa sembrare Scampìa un centro benessere, porta all'incontro memorabile con la madre dell'innamorato, la vistosa e battagliera Monica, tutta glitter, mazza da baseball e amore materno. Preoccupati entrambi per il possibile contraccolpo di quell'improbabile infatuazione destinata a durare "come un gatto in tangenziale", i due genitori si mettono a tallonare i figli, per scoprire col tempo di avere più cose in comune di quante non ne abbiano i due innamorati.

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Da Bastogi con amore

Come un gatto in tangenziale: Antonio Albanese in un momento del film

Arriva da un'esperienza personale di Riccardo Milani lo spunto per l'intreccio di Come un gatto in tangenziale: è stato anche lui un padre spiazzato e agghiacciato dalla cotta della figlia adolescente per un ragazzo di Bastogi. L'idea, sviluppata insieme a Paola Cortellesi, a Giulia Calenda e a Furio Andreotti, si è trasformata nell'occasione perfetta per raccontare due volti molto diversi della Capitale e della sua gente, e per servire su un piatto d'argento alla magnifica borgatara Cortellesi un ruolo molto bello e perfetto per esaltare le sue doti di attrice brillante. Non è da meno Albanese, più sotto le righe ma decisamente convincente nei panni di un uomo che, messo di fronte alla propria ipocrisia, si rivela disposto a sondare i propri limiti, a mettere in discussione se stesso e i suoi pregiudizi. Insieme ci portano dalle eleganti piazze del centro alla periferia dimenticata, dagli eleganti party estivi di Capalbio alla spiaggia fetida e affollata di Coccia de morto, raccontando distanze incolmabili, imbarazzi indicibili, e, forse, incontri possibili.

Come un gatto in tangenziale: Alice Maselli e Simone De Bianchi in una scena del film

Il residence Bastogi mostra qui, in barba alla terribile fama, il suo aspetto più bonario, soprattutto grazie alle gemelle Alessandra e Valentina Giudicessa, che, nei panni delle sorellastre di Monica, Pamela e Suellen, sono la punta di diamante della rappresentanza locale e sono assolutamente irresistibili; ci pensa Claudio Amendola in un ruolo truce, piccolo ma gustoso, quello del parrucchiere spanzatore che ha contribuito alla creazione di Alessio ma non certo al suo sostentamento, a dare alla periferia romana un volto più minaccioso, anche se con leggerezza.

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Le affinità elettive

Come un gatto in tangenziale: Paola Cortellesi in una scena del film

Agnese e Alessio sono giovani, giovanissimi, e davanti a loro hanno un'estate infinita e tanta voglia di stare insieme; i genitori hanno vite complicate, anche se uno, quando fa tardi per cena, passa in rosticceria, mentre l'altra si porta a casa gli avanzi dal lavoro. Eppure tra Coccia di Morto e Capalbio, tra cinema d'essai e multisala fracassoni, Monica e Giovanni scopriranno qualcosa di autentico, qualcosa che veleggia ben oltre le quotidiane schermaglie. Come accennavamo, Cortellesi è esilarante nei panni di Monica, ma il suo è anche un personaggio vulnerabile e commovente nella sua dignità e nella sua integrità; in questa caratterizzazione così bilanciata come nel suo romanticismo senza eccessi c'è forse la chiave del successo del film di Milani, che certo, ha qualche sbavatura, qualche soluzione un po' scontata, ma nel complesso non smette mai di incuriosirci e divertirci.

Come un gatto in tangenziale: Antonio Albanese e Sonia Bergamasco in un momento del film

Da romana che in una borgata non ha mai messo piede e da persona "di sinistra" (qualunque cosa comunichi siffatta locuzione di questi tempi), chi scrive non può che raccogliere la sfida di Milani e dei suoi co-sceneggiatori: è inutile e irritante riempirsi la bocca di belle parole sulla solidarietà e l'uguaglianza, bisogna agire, confrontarsi, conoscersi.
Ce l'avremo o no qualche chance di capirci in più di quelle che ha di cavarsela un gatto in tangenziale?

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Alessia Starace
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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